leggendo il post odierno di De Biase, mi è venuta voglia di fare qualche commento sulla seconda delle tre parti lì esposte, “Quanto durano i temi che dominano il presente?”. Sulle altre due non avrei molto da dire, quindi vi risparmio anche quel poco :-)
(a) Facebook oramai si è posta come strato di interfaccia internet, riuscendo in quello che a fine anni ’90 era l’inconfessata ambizione dei portali – ve la ricordate ancora questa parola? Ci sono aziende che evitano di farsi un sito, e si interfacciano direttamente con Facebook; altre che scelgono per gli utenti la registrazione via Facebook invece che farla direttamente sul sito. La mia sensazione è che sarà ben difficile per i prossimi anni scalzarlo da questa sua predominanza; occorrerà che qualcuno si inventi un modello diverso.
(b) email overloading: conosco fin troppo bene il problema, ma lo allargherei anche anche a un generale communication overloading. Nel mio piccolo cerco di fare l’unica cosa possibile (a parte smettere di scrivere…), cioè premettere un mio miniriassunto – commento a quanto mando in giro. Poche righe che dovrebbero permettere ai miei corrispondenti di capire se vale o no loro la pena di proseguire nella lettura.
(c) sindrome di disattenzione continua: sono un gran peccatore. Lo ero anche vent’anni fa. Inutile, non ce la faccio proprio a fare una cosa per volta. Non oso nemmeno scusarmi con i miei interlocutori, non sarebbe serio… posso solo aggiungere che però ascolto seriamente, con un algoritmo TDMA ma ascolto :-)
(d) aggregatori e contesti: boh, è roba per pubblicitari. Mi taccio.
Voi invece che ne pensate?
prezzi
Ieri siamo passati al Brico per comprare un bastone per tende. Oltre al bastone ovviamente ci vogliono i ganci da attaccare al muro; tra i vari modelli ce n’erano due della stessa azienda, uno più corto e uno un po’ più lungo ed estensibile. Il primo costava 10.90€; il secondo 3.90. Sì, quello più complesso costava poco più di un terzo dell’altro, e non era un problema di miniaturizzazione.
Considerando che gli altri modelli di gancio costavano tutti tra i tre e i quattro euro, abbiamo pensato che ci fosse un errore e siamo andati a chiedere lumi; hanno fatto un po’ di telefonate e ci hanno risposto che il prezzo era così anche in sede, e probabilmente la differenza era dovuta al fatto che uno dei due modelli era molto più venduto. Sarà, a me quello che pare manchi sia il buonsenso.
gioco della domenica: Colliderix II
In Colliderix II, ovviamente seguito di Colliderix, bisogna buttare giù i pezzi dello stesso colore accoppiandoli (tranne gli arancioni, che si ammazzano per conto loro), e sfruttando la gravità. Attenzione, che conta anche la velocità nel terminare i ventisei schemi, se si vuole fare tanti punti!
(via Passion for Puzzles)
_Matematica per mamme e papà_ (libro)
A me la cosa non tocca ancora, visto che i miei gemelli sono ancora duenni: ma sono davvero tanti i genitori che si trovano da fare i compiti dei loro figli, e magari scoprono di non saperli fare. La matematica è già una brutta bestia per tanti: peggio ancora, a quanto pare i metodi che usavamo ai nostri tempi sono cambiati. Ecco dunque questo libro (Rob Eastaway e Mike Askew, Matematica per mamme e papà [Maths for Mums and Dads], Salani 2010 [2010], pag. 335, € 14.90, ISBN 978-88-6256-298-0, trad. Valentina Daniele) che racconta ai genitori cosa c’è dietro i metodi attuali. O almeno cosa c’è nei programmi britannici, non so quanto la cosa valga per le nostre classi anche se i test INVALSI credo si avvicinino. In ogni caso, le nozioni spiegate sono un utile ripasso per i genitori un po’ arrugginiti, e aggiungono anche una bella dose di buonsenso che forse è ancora più importante per sapere non tanto quali sono le soluzioni (ci sono anche quelle, peccato una sia errata…) quanto come si fa a ricavarle. Peccato per alcuni punti che non sono stati localizzati: capisco i disegni all’inizio dei capitoli che spesso sono basati su giochi di parole intraducibili, ma per esempio la parte con i “messaggi alla calcolatrice” si sarebbe dovuta rendere in italiano. Ad ogni modo, tranquillizzatevi: non vi perderete nei teoremi!
zazie.it
I bibliofili con manie di classificazione saranno contenti di sapere che ai due sistemi web di catalogazione aNobii e GoodReads (occhei, c’è anche LibraryThing, ma quello è più commerciale) se n’è aggiunto un altro made in Italy: Zazie.
La caratteristica principale di zazie, gestito da quelli di BookRepublic, è di poter assegnare un mood, o se preferite un’icona, ai libri che avete letto, indicando il “come-quando-dove” leggerlo oltre a un vostro giudizio più che altro di pancia. Ci sono anche i badge per chi si diverte a collezionarli: per i Grandi Lettori ricordo che è possibile importare la vostra libreria da uno degli altri programmi, sperando in bene (la mia a quanto pare aveva un bachetto, e ci hanno messo un paio di giorni per venirne a capo…).
Siamo ancora a una versione beta, e mancano molte cose, probabilmente anche a causa del successone di iscrizioni di questi giorni: la speranza è che – vista l’estrazione dei suoi sviluppatori – ci sarà una forte inclinazione verso gli ebook, che al momento gli altri siti considerano più o meno i fratellini poveri dell’edizione cartacea principe!
Carnevale della Matematica #44: GOTO Popinga!
L’ultimo Carnevale della Matematica del 2011 è ospitato dall’ottimo Popinga, e garantisco che il piacere è doppio! Non solo per leggere i contributi, ma anche per il contorno…
Educazione civica
Lo so che non bisognerebbe infierire sugli infermi. Però non è che qualcuno potrebbe spiegare a Umberto Bossi che è il Parlamento a essere eletto, e non il governo?
ilcomunerisponde
ricordate il mio tentativo di segnalazione al comune di Milano? Quello che non avevo detto è che giovedì, tornato a casa, avevo fatto una segnalazione via internet. Bene: ieri pomeriggio (ma la risposta mi è arrivata alle 9 di sera… ) ho avuto una risposta, dall’indirizzo ilcomunerisponde@comune.milano.it . Allego mia domanda e loro risposta:
Oggetto messaggio: segnalazione giardinetti via Benefattori dell’Ospedale
Testo messaggio: Qualcuno ha spaccato con un tronchesino la catena che bloccava l’ingresso carraio ai giardinetti, che quindi risultano aperti a tutte le ore (oltre che essere pericolosi, perché un bambino può uscire di lì e finire sotto il tram)
Con riferimento alla nota pervenuta, si segnala che i giardinetti di via Benefattori dell’Ospedale non risultano fra i carichi manutentivi dello scrivente Settore, ma altresì assegnati fino a metà del 2013 all’operatore privato che li ha realizzati a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Il concessionario dovrà pertanto provvedere ad eseguire tutte le operazioni relative alla gestione e manutenzione del giardino. Premesso ciò, La informiamo che provvederemo a breve ad inoltrare apposita comunicazione ai soggetti di cui sopra. A disposizione per qualsiasi chiarimento, distinti saluti. Redazione Internet Settore Arredo Urbano e Verde Servizio Manutenzione del Verde
Io ho due lauree e una certa qual esperienza di burocratese, e non ho problemi a comprendere la risposta. Però mi chiedo perché non sia stato scritto qualcosa tipo «Grazie della segnalazione. Avviseremo il gestore privato dei giardinetti di via Benefattori dell’Ospedale, che sono stati realizzati a scomputo degli oneri di urbanizzazione; la gestione rimarrà privata fino a metà 2013, prima di passare al nostro Settore. Restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento, ecc. ecc.». Concedo loro di scrivere dello “scomputo degli oneri di urbanizzazione”, perché spiegare cosa significa prenderebbe troppo tempo ed è comunque irrilevante per il signor Giuseppe che chiede un’informazione; ma per il resto è troppo chiedere la frequenza di un corso di comunicazione?