Numeri di iscrizione

Ieri ho iscritto alla scuola primaria i miei gemelli. (Sì, le iscrizioni erano possibili dal 15 gennaio, e mi sono ridotto all’ultimo: ma mi serviva sapere se avevamo possibilità di farli entrare nella scuola che volevamo, per non finire cornuti e mazziati.) D’altra parte non c’è una priorità legata alla data di iscrizione, quindi ho aspettato per evitare di trovarmi i server sovraccaricati. A dire il vero ho dovuto ricaricare una volta una pagina: mi chiedo quanta gente fosse connessa ieri sera alle 21.

Ad ogni modo sono passati otto minuti tra le due iscrizioni, perché non sono poi così banali. Bene: i numeri di pratica sono 5541958 e 5542884. Che si può dire su questi numeri? Beh, la spannometria viene in nostro aiuto. Le iscrizioni online sono per la prima elementare – pardon, scuola primaria; per la prima media – secondaria di primo grado; e per i centri di formazione professionale. I nati in un anno saranno intorno ai 600.000, quindi è impossibile che ci siano state cinque milioni e mezzo di iscrizioni. Quale ipotesi si può fare, allora? Semplice: l’ultima cifra della richiesta è un codice di controllo, che male non fa, e le richieste sono numerate separatamente per ciclo di scuola. Naturalmente c’è anche l’ipotesi B, che questi siano numeri che continuano a crescere negli anni. Però significherebbe che in otto minuti verso la fine del periodo di iscrizioni ci siano stati mille bambini iscritti, il che mi pare improbabile. Voi che ne pensate?

Aggiornamento: Una bambina iscritta al prim’anno della primaria il 18 gennaio ha numero di pratica 4276673. A questo punto posso immaginare che i numeri non siano progressivi per anno ma assoluti.

tigri, aritmetica, memoria

tigri In questi giorni, soprattutto su Facebook ma anche in altri social network, sta girando il ritaglio qui a fianco, che racconta di come «la maggioranza delle tigri ospitate nei circhi italiani, che in base alla legge dovrebbero vivere in recinti di 8 metri quadrati, sono costrette in gabbie di tre metri per tre». Ovviamente chi lo fa rimbalzare in giro si è accorto – oppure gli è stato fatto notare – che una cella 3×3 ha una superficie di nove metri quadri, quindi più di otto.

La cosa che mi ha stupito è che io ricordavo benissimo di aver letto quell’articolo sui social network. Ho fatto una rapidissima ricerca ed è uscito fuori l’articolo, che è stato pubblicato più di due anni fa. (Pensavo meno: come passa il tempo quando ci si diverte!) La domanda che ora sorge spontanea è: come mai questa settimana l’articolo è ricomparso e sta diventando un (piccolo) meme? Sarò cinico e antianimalista, ma la cosa mi interessa più del sapere chi aveva tirato fuori quell’idiozia matematica sesquipedale…

p.s.: naturalmente io mi ricordavo di quell’articolo appunto per l’idiozia matematica sesquipedale :-)

Quizzino della domenica: calendario

Come sapete, Capodanno cade sette giorni dopo Natale: non lasciatevi suggestionare dal fatto che una volta scrivevano “Ottava di Natale”. Quindi capita nello stesso giorno della settimana. Ma non è sempre stato così! Qual è stato l’ultimo anno in cui Natale e Capodanno sono capitati in giorni diversi della settimana?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p162.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.

_Capra e calcoli_ (libro)

[copertina] Scrivere un libro a quattro mani non è mai facile: il rischio è sempre quello di non riuscire ad amalgamare le varie parti. Ecco, questo è il punto più debole di questo libro (Marco Malvaldi e Dino Leporini, Capra e calcoli : l’eterna lotta tra gli algoritmi e il caos, Laterza 2014, pag. 177, € 15, ISBN 9788858111925). L’inizio del libro infatti racconta (bene) come si possa sfruttare la probabilità per capire come funzionano alcune cose (Monty Hall, ma anche il metodo Montecarlo per affrontare un problema troppo complicato), passando poi ai problemi legati alla troppa rapidità dei computer e al fatto che non siamo capaci di fare le cose in modo che non vada tutto a pallino a causa della loro intrinseca stupidità. Il guaio è che i singoli capitoli sono interessanti, ma al lettore – rectius: a me, non so come gli altri vedano le cose – rimane l’impressione che si sia perso da qualche parte il filo conduttore.
Probabilmente insomma il modo migliore per leggerlo è dedicarsi a un capitolo per volta, come se il libro fosse una raccolta di saggi.

je suis .mau.

JeSuisMAU Ieri ero in Triennale a presentare Matematica in pausa caffè a pochi amici (che però rispetto a novembre a Bookcity erano al caldo…. Marco Scud mi ha scattato un po’ di foto: per chi non è debole di cuore eccovene una.
(sì, cliccandoci su esce a dimensioni maggiori)

Il Tommaseo online

È vero che chi era davvero interessato poteva scaricare l’edizione 1869 da archive.org; ma credo che l’iniziativa dell’Accademia della Crusca e di Zanichelli, che hanno messo in linea l’edizione 1879 del Dizionario della lingua italiana di Niccolò Tommaseo (quell’intellettuale che scriveva le lettere in croato alla su’ mamma…), sia davvero meritoria.
Qual è l’utilità di un dizionario di un secolo e mezzo fa? Beh, come si può leggere nell’introduzione al sito il Tommaseo non è un dizionario asettico come quelli odierni ma ha una fortissima connotazione personale: tutte le voci sono siglate col nome dell’autore. Il testo è dunque una risorsa preziosa per chi ami la lingua italiana e sia curioso di sapere come gli intellettuali dell’epoca volevano che essa diventasse. Ricordatevi che l’Italia era stata riunificata da poco e che Vittorio Emanuele II non parlava poi così bene l’italiano…

Mattarella e Wikipedia

Generalmente uso la categoria “italica stampa” per parlare male dei nostri giornali, ma stavolta faccio tanto di cappello alla Stampa che ha fatto questa galleria immagini su come è cambiata negli anni la pagina sul neopresidente della Repubblica. Dalle istantanee è possibile avere un’idea di come funziona (nel migliore dei mondi possibili, so bene anch’io che spesso non va così) l’enciclopedia. Kudos all’autore, Stefano Rizzato!

Grandi recensori

Come sapete, ormai è usuale che la ggggente possa esternare nei grandi portali le proprie opinioni sugli acquisti fatti. D’altra parte ad Amazon mica importa più di tanto se qualcuno stronca un libro: vorrà dire che il possibile acquirente ne prenderà un altro. Non che io mi aspetti chissà che cosa dalla recensione media, però quella che ho visto l’altro ieri ha superato ogni mio livello. Non cito il nome del recensore né il titolo del libro, ma non dovrebbe essere difficile trovarli.

ho acquistato il libro XXX su consiglio del giornale Le scienze. Come sempre consegna velocissima e imballaggio perfetto.

Incuriosito, ho provato a guardare alcune altre recensioni di quella persona:

l’adattatore usb femmina per YYY è arrivato un giorno prima del previsto, l’imballaggio era perfetto e quindi anche l’adattatore.

(“il buon adattatore si vede dall’imballaggio)

La consegna è stata effettuata nei tempi dichiarati dal venditore, il prodotto è quello originale quindi ottimo rapporto qualità prezzo.

(“ehi! Amazon non vende mica mattoni!”)

Ora, non approvo certo ma capisco chi scrive recensioni in posti dove ci guadagni qualcosa. (Credo che ai tempi ci siano state molte recensioni copiate da posti come Anobii). Ma qua su Amazon non ci guadagni proprio nulla. E allora perché recensire il venditore anziché il prodotto? Mah.