La presidente della Camera Laura Boldrini ha deciso che comincerà a passare alle vie legali contro coloro che continuano a insultarla via Facebook.
Primo mio pensiero: ma allora non serviva fare chissà quale legge ammazzainternet come continuavano a dirci? Si poteva fare già con le leggi attuali? (Il pensiero è retorico, lo sapevo perfettamente come lo sapevamo in tanti. E presumo lo sapessero anche parecchi politici)
Secondo mio pensiero: poteva decidersi molto prima. Quando si è una delle prime cariche dello Stato si ha il dovere di proteggere non solo il proprio nome, ma anche quello della carica. Il fatto che la stragrande maggioranza di quelli che scrivono e diffondono certe sconcezze siano dei minus habens è irilevante; al più in sede penale si potrà concedere loro le attenuanti generiche in quanto parzialmente incapaci di intendere e volere.
Terzo mio pensiero: Boldrini fa bene a non oscurare i nomi di chi scrive. Io lascerei addirittura i link alle loro pagine Facebook, ma si sa che sono un iconoclasta. Non è per mettere queste persone alla gogna: tanto – vedi il punto sopra – non se ne accorgerebbero nemmeno. Trent’anni di imbarbarimento ci hanno portato a questo. Ma almeno potrei scoprire qualcuno da evitare.
Ps: anche se si fosse del tutto contrari a quanto faccia Boldrini, c’è modo e modo per dirlo.

«Quod est post-veritas?» Chissà se Ponzio Pilato avrebbe potuto pronunciare questa frase dopo aver udito la narrazione delle gesta di quell’ennesimo profeta ebreo che però a differenza dei precedenti sembrava essere particolarmente odiato dalle autorità religiose locali. Diciamocelo: mentire è un’attività nella quale noi tutti siamo particolamente versati, ma in questi ultimi anni sembra che essa sia giunta a un livello ancora superiore, tanto che si è sentito il bisogno di coniare un nuovo termine di stampo orwelliano.