Ieri sera a Linate, mentre aspettavo che arrivasse l’aereo di Anna, davo un’occhiata ai monitor con le partenze. Capisco che a volte – spesso – l’orario previsto sia diverso da quello teorico; però qualcuno mi dovrebbe spiegare come possano dire che il volo per Brindisi, schedulato per le 22:30, fosse in realtà anticipato alle 21:35.
Reality hackers e giornalisti
Stamattina sulla Stampa c’era un articolo di tale Giulia Zonca dedicato a questi “trentenni postmoderni che preferiscono Linux a Che Guevara”, e che stanno alla Pergola Reload, “una casa che una volta era occupata e ora costa 44 mila euro l’anno di regolare affitto”. Sono tra l’altro dietro a casa mia, all’Isola, anche se confesso non ci sono mai passato, sono troppo vecchio per queste cose.
L’articolista è probabilmente più esperta dei movimenti politici, come si può immaginare dalla citazione qui sopra; ma le perle non finiscono qui. Secondo lei, questi “nuovi fricchettoni” non fanno solo corsi base su Linux, “ma anche su Debian, sistema operativo free piu avanzato”. È poi restata stupita nel vedere come i computer usati recuperati dalla banche che aggiornavano il loro parco hardware “sono macchinoni enormi, e a quanto pare riadatti con il sistema Linux funzionano ancora”. Questa è
magia, non c’è che dire. Ma forse è ancora più misterioso per la signora Zonca che questi giovani non parlino di politica.
mattina aeroportuale
La settimana scorsa non era nemmeno successo nulla di eclatante nei miei voli, stavo già preoccupandomi di non avere più una delle mie fonti più sicure di notiziole. Nessun problema: oggi si riparte.
Arrivo al banco riservato Telecom, e chiedo se mi possono cambiare il posto e mettermi sulla corsia di emergenza. La tipa mi dice che va bene, mette la modifica… e non succede nulla. Tutti i terminali sono bloccati, vedo anche agli altri banchi gente che si gira i pollici. Le due impiegate al banco – era ora di cambio turno – si dicono “ma è ancora la cosa di ieri sera? È colpa del temporale?”, il che non fa molto ben sperare. Alla fine, visto che stava arrivando l’ora dell’imbarco, mi faccio dare il posto originale.
Agli imbarchi, vedo che alla mia uscita è indicato il volo per Parigi di 40 minuti prima. Il problema a quanto pare è che non riescono a cambiare la scritta, nonostante le telefonate alla base. Alla fine si decidono ad annunciare il volo con il tabellone errato, confidando che la gente sia sufficientemente sveglia per chiedere informazioni o addormentata per non leggere cosa c’è scritto. Sempre meglio comunque che i poveretti che sarebbero dovuti andare a Francoforte, sballottati su e giù fino a che non gli hanno spiattellato la verità: il loro volo è stato cancellato.
Ma poi perché lamentarmi? Con le nuove politiche di Alitalia il volo è atterato in perfetto orario. Indicare un’ora e dieci di tempo previsto per un volo di 50 minuti aiuta, non c’è dubbio.
La Commissione Europea
La legge di Benford
È una simpatica legge statistica, che afferma che è più facile che un numero preso a caso inizi per 1 piuttosto che per 9.
Ho scritto al riguardo una paginetta che non è ancora finita – mancano le figure… – ma dovrebbe essere completa. Qualcuno dei miei lettori vuole darci un’occhiata, vedere se sono riuscito a rendere l’idea comprensibile anche a chi la matematica non la vuole proprio sentire, e inviarmi qualche commento?
cimiteri online
Lo dice l’Ansa, e noi non possiamo fare altro che crederci. L’Università delle Generazioni di Agnone (simpatica cittadina molisana), un nome una garanzia, ha pensato di mettere in linea i cimiteri molisani, in modo che i molti emigrati possano accedere ovunque essi siano. Non saprei come migliorare il testo del flash d’agenzia: “Disponendo di un sito con tutte le lapidi di un cimitero, un emigrato può far apparire sullo schermo la tomba del congiunto. Dietro l’immagine ogni famiglia potrebbe comporre varie pagine dedicate al defunto”.
Garantisco che avrei trovato meno peggio pensare a un servizio PayPal che permettesse di far mettere fiori freschi sulla tomba.
traffico e bici
Stamattina ho sfidato le previsioni del tempo e ho preso (tardi, sono partito alle 8:33) la bicicletta. Sono arrivato un’ora esatta dopo insieme ad Adolfo, che mi fa “ti ho visto mentre pedalavi in fondo a via Melchiorre Gioia”. Questo significa che in quei quattordici chilometri e mezzo abbiamo impiegato lo stesso tempo, io in bici e lui in auto. Bisogna dire che c’era un corteo studentesco che bloccava i bastioni di Porta Volta, e che oggi in Papiniano c’è il mercato; ma d’altro canto lui è uscito sei-sette minuti prima di me anche se abitiamo praticamente vicini, e io mi sono anche fermato a comprare il pane, oltre naturalmente a non pedalare come un ossesso – non ce la farei. Viva la bici.
gioire senza illusioni
Indubbiamente, per quanto poco possano contare delle elezioni suppletive che non spostano certo i rapporti di forza in Parlamento, vincere sette a zero è un bel risultato per il GAD, come insomma la parte meno a destra della politica italiana si chiama questo mese. Ancora più bello, almeno da un punto di vista di morale, è essersi presi il seggio milanese che era del Senatur e quello napoletano della Mussolini. Insomma, la sinistra può stappare una bottiglia di spumante, invece che flagellarsi come al solito.
Però Cacciari ha ragione, quando parla di “non montarsi la testa” rivolto all’opposizione. Gli astenuti hanno sempre torto, questo è chiaro, però non è affatto detto che in un’elezione su tutto il territorio nazionale, quindi con una partecipazione più elevata, quei due seggi sarebbero passati al centrosinistra – e tralasciamo di chiedersi quanto “sinistrorso” sia quel comunistaccio mangiabambini di Sergio D’Antoni…
Vedremo che succederà.