Il nome di Anthony Burgess può non suonare a vuoto – aiutino: è l’autore di Arancia meccanica. Ma lo scrittore inglese – forse anche perché di famiglia cattolica, si sa come vanno le cose lassù – ha una produzione molto più vasta. Prendiamo questo libro (Anthony Burgess, Notizie dalla fine del mondo, pag. 541, Fanucci Immaginario, 2003 [orig. 1982], 17 €, ISBN 88-347-0978-0, traduzione Liana Burgess). È uno e trino: al suo interno c’è uno sceneggiato sulla vita di Freud, un musical su Trotsky a New York prima dell’ingresso degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale, e un romanzo di fantascienza sulla fine della Terra ad opera di un pianeta celeste vagante. Ad essere sinceri, non è che le tre storie si intersechino così bene: viaggiano ciascuna sul proprio binario. Il libro si regge soprattutto sull’ironia e la capacità di Burgess di creare termini nuovi o di frammischiare quelli già esistenti, oltre a tutta una serie di stilettate satiriche messe qua e là, come la nota en passant che gli inglesi non sono riusciti a costruire in tempo la loro astronave astrale perché le maestranze hanno scioperato a lungo per il salario. Liana, forse perché di famiglia, si sente in dovere di aggiungere una serie di note che spiegano alcune scelte di traduzione, la quale comunque mantiene intatta la gioia verbale del testo, e che forse sono superflue. Ma vale comunque la pena di leggerlo.
Il mistero del MEZZO LITRO
Avevo già notato la cosa l’anno scorso a Creta, ma si è ripresentata in Croazia. Abbiamo spesso ordinato del vino sfuso nei ristoranti dove cenavamo, e invariabilmente ci veniva portata una di quelle bottiglie svasate con la scritta MEZZO LITRO e il nostro bello stemma della Repubblica Italiana. D’accordo, sono cose che ci fanno sentire per un momento a casa nostra e sono sicuramente migliori di tante altre italianate, ma qui c’è sotto qualcosa. Provo ad elencare alcune possibili cause di questa invasione:
– la leggendaria precisione delle bottiglie di fabbricazione italiana ha indotto al loro acquisto in massa, come simbolo di qualità;
– la leggendaria imprecisione delle bottiglie di fabbricazione italiana, che rubano sistematicamente il 5%, ha consigliato ai ristoratori esteri di usare i contenitori nostrani;
– la bellezza dello stemma della nostra Repubblica ha portato allo sviluppo di una notevole scuola falsaria, che a questo punto ha anche dovuto imparare a scrivere la capacità in italiano (questa è l’ipotesi più facile da falsificare, non appena si trovi una bottiglia con su scritto MEZO LITRO);
– dopo che in Italia non usa praticamente più bere vino sfuso a meno che non sia il Tavernello, le decine di migliaia di bottiglie prodotte e non più usate sono state rifilate alle nazioni che ancora indulgono a tale pratica;
– di nascosto dai media, quando Carlo Azeglio Ciampi va a fare una visita di Stato porta uno stock di queste bottiglie per tenere alto il buon nome dell’Italia all’estero.
WelcoMusic
La colpa è tutta di Vodafone.
Qualche mese fa, hanno messo in linea un “servizio” che permetteva di fare ascoltare una musichetta al posto del tono di libero quando qualcuno ti chiama. Purtroppo il mercato soprattutto italiano della telefonia mobile è tale che bisogna immediatamente copiare il concorrente: ergo, Tim ha buttato fuori in tutta fretta il servizio WelcoMusic che fa la stessa cosa. Ovviamente bisognava provare il funzionamento sulla cosiddetta “utenza amica”, e chi è più amico di un collega e dipendente Tim? Prima di partire per le ferie mi sono trovato così un paio di SMS che mi informava che il servizio era stato “aggiornato correttamente” (sic). Non avevo capito bene cosa fosse successo fino a che non mi hanno telefonato dicendomi “ma che diavolo succede quando ti chiamiamo?”. Peggio ancora, c’è gente che mi butta giù la chiamata perché pensa sia successo chissà che cosa.
Ma non è finita qui: ho provato a entrare nel sito Tim per disabilitarmi il servizio, e mi è ritornato un messaggino che mi informa che “il servizio sarà disattivato alla fine del periodo già pagato”. Portate pazienza, assicuro che non è colpa mia!
Aggiornamento: Grazie al mio collega Damiano, ho disabilitato permanentemente il servizio. Potete tornatre a sentire il tono di libero.
Effetti letterecci
Sto consultando il Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Milano per le mie solite manfrine condominiali, e mi sono imbattuto in termini oserei dire desueti.
A parte la scomparsa degli articoli 1 e 2, vorrei far notare tra l’altro:
– il titolo del Capo V: “Circolazione vetture tranviarie, omnibus e autobus”
– il “REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA INERENTI ALLESERCIZIO DEL MESTIERE DI CENCIAIUOLO AMBULANTE, STRACCIVENDOLO ED AFFINI secondo l’Ordinanza podestarile 21.12.1940 atti n° 219811/1994 P.G.
– infine, che “Nellaggregato urbano non si possono esporre alla vista del pubblico da finestre, balconi e terrazze, abiti, biancheria, effetti letterecci e simili.”
Un “effetto lettereccio” è qualcosa che muove parti del mio corpo di cui è meglio tacere.
A ciascuno il suo albergo
Got back
Chiuso per ferie
_La misteriosa fiamma della regina Loana_ (libro)
Comincio subito con dire a chi sconsiglio il libro. Se sei uno di quelli che pensa che i libri servano giusto per riempire qualche spazio vuoto in casa, oppure ti sta sulle palle uno come Eco che sembra sempre sapere tutto, anche se si parla dei fumetti di inizio anni ’40, lascia perdere: non fa per te, e ti arrabbieresti solo a leggerlo. In caso contrario, corri subito a prenderlo.
Il libro (Umberto Eco, La misteriosa fiamma della regina Loana, pagine 451, Bompiani 2004, € 19, ISBN 8845214257) è un “romanzo illustrato”, nel senso che ci sono tante immagini a colori qua e là per il testo. La storia è quasi una finta autobiografia, visto che Eco è coetaneo del protagonista Yambo e probabilmente ha vissuto la sua infanzia in tempo di guerra da quelle parti. In pratica è un tour de force, a partire dall’inizio dove Yambo ha perso la memoria e parla solamente per citazioni da libri. Io l’ho letto di un fiato, ma capisco chi non lo sopporta.