Oggi City ci delizia con i risultati di una ricerca, pubblicata inizialmente sul Daily Mail dove si afferma che la borsetta di una donna, anche se costa in media una cinquantina di euro, “vale” 577 sterline (865 euro, mi dicono dalla regia), se si somma il valore di tutto quello che ci sta dentro: dal denaro al telefonino al trucco alle chiavi della macchina.
Come si può immaginare, la ricerca è stata sponsorizzata … da una compagnia di assicurazioni britannica, che è un soggetto molto interessato alla cosa, e soprattutto a far notare che le donne immaginano di avere un valore molto minore. Non ho però problemi a crederci, visto che nel mio marsupio c’è roba direi di valore complessivo superiore, tra palmare, fotocamera digitale e telefonino :-)
Beata Moana da Genova
Sono dieci anni in questi giorni dalla morte di Anna Moana Rosa Pozzi, in arte Moana Pozzi. Molti di noi la stiamo rimpiangendo [*], pur senza arrivare alle richieste di beatificazione che al tempo erano state fatte.
Però mi sembra davvero esagerato affermare che “la pornodiva abbia inscenato la propria morte per poter tagliare i ponti con il passato e rifugiarsi in una località segreta”: d’altra parte quando scopri che a fare certe affermazioni è l’editore che ha pubblicato un libro sulla vita di Moana deteneva i diritti su alcune sue pubblicazioni, qualche sospettuccio te lo viene anche fuori ti può anche venire…
[*]la forma sgrammaticata l’ho messa volontariamente…
giapu dispersi
Lo sapevo io, che la mia striscia positiva con i voli aerei doveva finire prima o poi.
Ieri sera arrivo a Fiumicino verso le 19 – più tardi del solito, ma avevo una riunione che finiva a un’ora non proprio civile – e mi trovo una coda incredibile al check-in (e stranamente poca coda ai metal detector). Vado direttamente ai gate, faccio la coda all’accettazione lì, e rinuncio ad anticipare il volo delle 20. Tanto, mi dico, il volo delle 19:40 è già indicato come ritardato di dieci minuti…
Salgo, aspetto, e dopo un po’ vedo lo steward chiedere a una signora di lineamenti orientali se conosceva una tipa. Due minuti dopo, il comandante ci avvisa che si è persa una persona in transito da un volo intercontinentale, e visto che il suo bagaglio era stato però caricato, occorre cercarlo e toglierlo.
L’operazione è durata una ventina di minuti: come si può immaginare, un volo Fiumicino-Linate è generalmente pieno di gente che si porta trolley e borse a mano, rompendomi le palle perché non riesco mai a trovare spazio per la mia microborsa ma sicuramente non riempiendo la stiva. Il guaio è che terminata l’operazione avevamo perso il nostro slot: dopo cinque minuti di attesa in pista il comandante ci avvisa che in quel momento siamo i settimi in lista di attesa per decollare.
Ora, se scopro chi ha sparso la voce che i giapponesi sono rapidi ed efficienti lo mando a vivere per un anno là. Tanto per dire, gli altri venti giapponesi sull’aereo ci hanno messo una vita per scendere, tenendo fermo il pulmino. Ma soprattutto, com’è possibile che una persona si perda all’aeroporto di Fiumicino e nessuno riesca a trovarla? Ha deciso di darsi alla macchia?
Coincidenze astrali
Miracoli settembrini
_Storia di un enigma_ (libro)
La figura di Alan Turing direi faccia più parte della leggenda che della storia: la macchina di Turing, il test di Turing, il suo lavoro di decifrazione dell’Enigma tedesco… Questa sua biografia (Andrew Hodges, Storia di un enigma, Bollati Boringhieri “Gli Archi” 2003 [1983], p. 762, 35, ISBN 88-339-1501-8, trad. David Mezzacapa) dovrebbe presentare il vero volto del logico e scienziato, ma secondo me Hodges ha esagerato, volendo portare a tutti i costi il tema dell’omosessualità di Turing anche quando francamente non si vede l’importanza. Può darsi che nel 1983, quando l’edizione originale inglese apparve, ci fosse più bisogno di una legittimazione formale; ma l’edizione italiana che appare vent’anni dopo sembra così irrimediabilmente datata, magari non per l’accettazione ma almeno per il riconoscimento dell’esistenza del mondo gay e dei suoi diritti. Paradossalmente per un non britannico risulta più interessante la descrizione del sistema delle public school, che permette anche di comprendere meglio i libri di Harry Potter. L’ultima parte del libro risulta poi tantalizzante per la descrizione degli ultimi lavori biologici di Turing, ma Hodges taglia incomprensibilmente il suo ultimo anno di vita e ci lascia all’oscuro. Visto anche il prezzo non proprio popolare, mi sarei aspettato di più.
Alitalia e taxi
Era un po’ di tempo che non scendevo più a Roma, e quindi non frequentavo le partenze a Linate. Ho scoperto con gioia che hanno deciso di fare una fila unica ai banchi di accettazione, con l’onnipresente nastro crealabirinti; mi chiedo però come mai ci debba essere una signorina in divisa Alitalia al fondo del serpentone, in teoria per smistare i futuri passeggeri, in pratica nemmeno a fare quello. Tanto lo sappiamo che devono fare fuori cinquemila persone!
Visto che il viaggio è stato senza storia, ci ha pensato il tassista a speziare un po’ la mia giornata. Salgo, gli dico “la sede Telecom di santa Palomba”, e lui parte come un razzo. Già sceglie di fare la Pontina che per me è nonottimale, ma so che c’è chi l’apprezza e non dico nulla. A metà mi fa “Scusi, Santa Palomba o Pomezia?” e mi fa mettere un po’ sul chi vive, sensazione non certo migliorata dopo che l’ho visto saltare lo svincolo di via Naro e buttarsi sulla via del Mare (ma lì forse sono prevenuto, visto che purtroppo conosco la zona bene…) Ma il peggio è stato quando a Santa Palomba l’ho visto correre amabilmente per l’Ardeatina: immagino che se non gli avessi gentilmente fatto notare che aveva passato l’ultimo possibile punto di svolta saremmo finiti ad Aprilia…
Il prezzo del percorso è fisso, quindi non è che stesse cercando di farmi fesso: ma se uno non sa la strada e non vuole mettere in funzione il GPS, non è che potrebbe chiedere al trasportato?
<em>The Wee Free Men</em>
Terry Pratchett è una garanzia di prolificità. Quando gli hanno fatto notare che non poteva scrivere due storie del Discworld l’anno oltre a tutto il resto, ha formalmente acconsentito: adesso ne esce una solamente, ma poi c’è un juvenile solamente ambientato là, come questa sua nuova fatica (Terry Pratchett, The Wee Free Men, Corgi 2004, p. 320, 5£.99 ISBN 0-552-55186-4). “Wee” significa “piccoli” in quella specie di gaelico che gli gnomi protagonisti della storia usano, e che spesso dà qualche problema di comprensione a chi non è di madrelingua inglese. La storia è nei perfetti canoni di un racconto fantasy, e bisogna dire che il genio narrativo del nostro non viene quasi mai dispiegato. Se conoscete la filosofia pratchettiana sapete insomma cosa aspettarvi, nella solita piacevole confezione; altrimenti, forse è meglio iniziare con qualcos’altro.