Economia di mercato

Una volta i lavavetri modificavano il loro mercato (vendendo le mimose) l’8 marzo. Ora a quanto sembra puntano anche a san Valentino; ne ho visti due con dei mazzi di fiori non meglio identificati (erano lilla-violetti. Sono un pessimo maschietto). Molto interessante notare come i due avessero lo stesso tipo di mazzo. Non che la cosa faccia stupire più di tanto: sarebbe carino scoprire chi è lo sfruttatore.

Globali e solidali (libro)

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Il sottotitolo di questo libretto (Pietro Merli Brandini, Globali e solidali, Edizioni Lavoro – I grandipiccoli 2005, pag. 100, € 5, ISBN 88-7313-136-0) è “Nuovi scenari economici e nuove strategie sindacali”; l’autore del resto è stato per molti anni dirigente Cisl. Gli argomenti trattati sono la globalizzazione e il cambiamento del ruolo del sindacato; mentre quest’ultima parte è svolta in una maniera piuttosto circostanziata, mi pare che sulla globalizzazione l’autore dia degli spunti interessanti, ma poi non riesca a trarre delle conclusioni pratiche. Soprattutto, quello che pare mancare è una coesione del libro; è come se ci fossero tanti piccoli saggi indipendenti.
Per non parlarne solo male, aggiungo due punti molto interessanti del testo sono l’analisi sociopolitica del motivo per cui la Francia dovrebbe nuovamente diventare la forza trainante dell’Unione Europea, e le (terribili) statistiche sulla differenza tra produttività e aumenti in Italia negli anni ’90, sia nel pubblico che nel privato. Anche tenendo conto dell’inflazione, si comprende quali siano i nostri veri problemi.

chi firma ai referendum

Anche se praticamente fuori tempo massimo, Anna e io oggi abbiamo firmato per il referendum sulla Costituzione. Lo so, le nostre firme erano inutili, ma ci sono anche dei principi che uno intende seguire.
Nel sereno ma freddo pomeriggio c’erano una dozzina di persone in fila davanti a noi, e come purtroppo ci capita spesso in queste occasioni eravamo i più giovani; fortunatamente poi si sono aggiunti alla coda alcuni che giovani lo erano davvero. Ma quello che mi ha stupito di più è che, dando un’occhiata ai dati di chi aveva firmato prima di me, c’era uno della classe 1922. Che voglia!

quelli che (qualsiasi) calcio

Venerdì sera arrivo a casa qualche minuto prima delle 19:30, e accendo la radio per sentire il GR di Radiopopolare. Esce fuori una voce in arabo. Ora, Radio Maria spesso sfora frequenza, ma questo non mi pareva esattamente il caso. Dopo un paio di minuti ho scoperto l’arcano. Stavano trasmettendo la radiocronaca della finale della Coppa d’Africa di calcio, mentre all’auditorium della radio c’era un centinaio di tifosi che guardavano la partita al maxischermo. Solo che la gara è finita ai rigori, e pertanto il notiziario è stato trasmesso con quasi mezz’ora di ritardo.
Insomma: a Radiopop saranno alternativi, ma quando c’è il calcio non ci sono storie!

siamo di nuovo qua

Per tutti quelli che in questi giorni si sono preoccupati: c’è stato semplicemente un cambio di fornitore di connettività del mio provider venerdì scorso, cambio che è funzionato perfettamente – venerdì pomeriggio mi potevo connettere via ssh – ma che ha avuto come effetto secondario il problema che – fino a che i DNS non conoscevano il nuovo indirizzo – nessuno poteva raggiungere il sito; e anche se uno conosceva l’indirizzo IP, si trovava un altro sito (anch’esso ospitato su questo server).
Adesso si torna alla programmazione usuale.

google local e olimpiadi

[dove abitavo] Un vantaggio delle Olimpiadi invernali che iniziano oggi? Google ha deciso di aggiornare le mappe satellitari della città, che effettivamente erano a una risoluzione piuttosto scarsina. Posso così mostrare la mia ex casa, dove ho trascorso trent’anni della mia vita. In cima alla foto si vede anche il 15 che sta arrivando al capolinea :-)

Saga Alfa Romeo – reprise

Pensavate che fosse tutto finito? Noi sì. E invece…
Dopo che ci hanno ridato l’auto, ci siamo accorti subito che era molto più rumorosa di prima: la cosa ci ha fatto incazzare un po’, ma non ci potevamo fare nulla. Però c’erano anche degli altri problemi: una puzza di bruciato dopo avere fatto un po’ di chilometri, e degli strani rumori allo sterzo e in retromarcia. Inoltre Anna era convinta che la macchia d’olio nel nostro garage non fosse quella vecchia. Ad ogni buon conto, ha deciso di portarla in officina a farla vedere.
A metà mattinata, mi telefona e mi condensa in un quarto d’ora la cronaca. Aveva chiamato il capofficina per preannunciarle il suo arrivo, e quello le ha detto di lasciarla pure all’accettatore, per la serie “che palle”. Anna arriva, l’accettatore – sempre con la stessa aria di sufficienza – mette l’auto sul ponte, guarda il motore… e sbianca. Era tutto bello lucido d’olio, che gocciolava fino alla marmitta: ecco probabilmente il motivo della puzza. Chiama allora il capofficina, che arriva un po’ scocciato (mentre intanto l’accettatore fa tutta una serie di sguardi da cartone animato per fargli capire che forse non è il caso), va a guardare e sbianca anche lui.
Anna fa gentilmente notare come da quando ci hanno consegnato l’auto sono passati meno di due mesi e 1500 chilometri, mostra la fotocopia della garanzia sulla riparazione giusto nel caso pensassero ce la fossimo persa – sicuramente loro si ricordavano di noi, ma non si sa mai la fortuna – fa un sorriso di quelli davanti ai quali è meglio stare molto lontano e dice “ovviamente non mi aspetto di pagare nemmeno un euro”. Già che c’era, all’improvvida loro domanda “che fa, ci porta l’auto un’altra volta?” risponde “fossi matta, ve la tenete e la riparate qua: tra l’altro, io giovedì prossimo ho bisogno dell’auto, quindi o me la riparate entro mercoledì sera o mi fate trovare un’auto di cortesia”.
Restate sintonizzati su questo blog per la nuova, esilarante puntata della vicenda!
(a parte tutto, io al momento la sto prendendo con allegria: Anna insomma, quelli dell’officina sicuramente molto meno)