RC auto

Stamattina la free press marciava tutta compatta parlando della “giungla delle tariffe RCA” (una bella frase, che va bene ad ogni occasione) e lamentandosi che mentre un tranquillo quarantenne aostano può pagare 185 euro, a un neopatentato napoletano potrebbe toccargli di pagare più di 9000 euro (l’anno, sì).
City aveva però una tabellina con le tariffe maggiori e minori in alcune città: non certo il massimo per fare i conti, ma già sufficiente per capire una cosa. In tutte le quattro città evidenziate, la tariffa peggiore per il neopatentato era quella della compagnia Dialogo. Però in due delle città (Milano e Torino, per la cronaca) Dialogo era anche la società con il miglior preventivo per il quarantenne tranquillo, che pagava un decimo della tariffa del diciottenne. Così ad occhio, mi sa tanto che il modello scelto dalla compagnia è “io voglio solamente assicurare chi credo mi darà poche grane: così posso ridurre all’osso la mia struttura e fare tariffe ancora più basse per chi mi piace come assicurato”. Solo che la RCA è obbligatoria, e quindi occorre definire anche le tariffe per i “cattivi”: ecco dunque che queste ultime tariffe sono rese ad arte improponibili, per evitare che a qualcuno venga in mente di assicurarsi.
Possiamo discutere sull’eticità di un comportamento simile: però è chiaro che se non si tiene in mente questa condizione al contorno, i numeri della statistica sono completamente falsati. È un po’ il pollo di Trilussa all’ennesima potenza: se ci sono dieci persone, nove che guadagnano 1000 euro e uno 91000 euro, la media è di 10000 euro a testa…

lo fanno apposta

Non ho mai parlato troppo della scala mobile di piazza Abbiategrasso, anche se chi mi trova sul 15 sa che è uno dei miei topos preferiti. Ma oggi ho deciso di fare un’escalation :-) e reclamare direttamente ad ATM: ecco il testo del reclamo che ho appena inviato… vediamo i tempi di risposta.
Alla stazione Abbiategrasso di M2 esisterebbe una scala mobile che porta alla fermata dei tram. Uso il condizionale perché riuscire a vedere quella scala mobile in funzione non è certamente alla portata di tutti. Tralasciamo il problema della copertura in cristallo, che è stata danneggiata qualche settimana dopo l’apertura della stazione: c’è voluto qualche mese perché venissero tolti i vetri rotti, e non so quanti anni ci vorranno prima che i vetri vengano sostituiti. Il fatto è che è praticamente certo che per una ragione o per l’altra la scala mobile sia disattivata.
In effetti mi ero stupito di averla trovata funzionante per due mattine di fila martedì e mercoledì: fortunatamente stamattina c’era il bel nastro rosso che bloccava l’accesso, in modo da non farci abituare male. Peccato però che la scala mobile funzionasse. Si vedeva infatti la freccia verde e non il simbolo di divieto di accesso: inoltre io che sono notoriamente un rompipalle ho provato a calpestare la piattaforma in alto, e la scala si è tranquillamente messa in moto. Sarebbe forse questo un modo per dire che ATM ci tiene alla forma fisica dei suoi utenti?
(ehm… a quanto pare un reclamo non può superare i 500 caratteri, e non lo scopri fino a dopo avere postato, il che significa che devi riscrivere tutto. Usabilità, questa sconosciuta)

quando la giornata comincia male

Stamattina avevo deciso di prendere finalmente la bicicletta, dopo due settimane in cui non la toccavo. Scendo in garage, comincio la manovra di disincastrazione – tecnicamente c’è spazio per due biciclette e un’automobile, ma chissà come l’auto occupa tutto il posto possibile – e mi accorgo che c’è qualcosa che non va. Il “qualcosa” è semplicemente la gomma posteriore completamente a terra. Risultato: anche oggi ho preso i mezzi.

Firefox 2.0

Non ce l’ho fatta. Dopo dodici ore dall’uscita ufficiale, sono andato sul sito e mi sono scaricato Firefox 2.0.
Bisogna dire che sono riuscito a mantenere tutte le mie estensioni funzionanti, e quindi mi sento molto felice. L’interfaccia è leggermente diversa, e mi devo abituare all’idea che il tab non si chiuda in alto a destra, ma sul tab stesso.
Poi la prima cosa che ho fatto è stata disabilitare lo spell checker automatico, che non sopporto per nulla. Voglio sbagliare per conto mio! Il trucco è andare su about:config e porre a 0 il valore di layout.spellcheckDefault.

il TFR spostato all’INPS

La notizia ufficiale la conoscete già tutti: nella Finanziaria si sta disponendo che i soldi accantonati per il TFR dei lavoratori (delle aziende con più di cinquanta dipendenti) non saranno più conservati dalle aziende ma dovranno essere versati a un fondo gestito dall’INPS.
Quello che non potete conoscere è che stamattina, dopo che un delegato sindacale ha inviato per posta interna la notizia stessa, è capitato qualcosa di incredibile. Di solito quei messaggi vengono direttamente cancellati, e al massimo qualcuno risponde dicendo “smettila di inviarmi questa robaccia”. Stavolta invece sta partendo una discussione in puro stile forum, compresi interventi tipo «Secondo voi è legale che lo stato disponga di dove devono andare dei soldi (accantonamento TFR) che sono del lavoratore?»
Io non perdo tempo a rispondere alla tipa che ha scritto la frase di cui sopra, facendole notare che fino ad oggi lo Stato stava disponendo che quei soldi – che effettivamente sono di noi lavoratori dipendenti, tecnicamente si parla di “salario differito” – andassero alle aziende perché si autofinanziassero. Preferisco perdere un po’ di tempo notando una cosa: negli anni passati, i “vecchi” (insomma i fortunati che andranno in pensione con il sistema retributivo) erano assolutamente contrari a mettere il proprio TFR nei fondi pensione; adesso invece c’è la paura che l’INPS si mangi tutto, e così si sta pensando di fare il gran passo ed entrare nei fondi pensione di settore – che sono in fin dei conti un preclaro esempio di concertazione, visto che il comitato di gestione è nominato metà delle aziende e metà dei sindacati. Un risultato che non mi sarei mai aspettato. Ma quante ne sa, Prodi!

Corriere della Sera – anteprima (free press)

Alla seconda settimana di uscita, finalmente mi è capitato di mettere le mani sopra l’ennesimo esperimento di free press. Il gruppo RCS non si accontenta di presidiare il segmento mattutino con City, ma esce anche a fine pomeriggio, sfruttando il nome del Corsera che così dopo forse un secolo torna ad essere effettivamente pubblicato di sera.
Il “giornale” consiste in quattro pagine formato tabloid, ma visto che l’ultima è interamente riempita da una pubblicità le pagine vere e proprie sono tre. Se aggiungiamo la quantità di foto presenti, si capisce facilmente che di spazio per le notizie ne resta ben poco; senza contare poi che pagina 3 è occupata dalla guida tv e da una sezioncina “giochi” che francamente fa rimpiangere il sudoku. Resta così spazio per: 9 (nove) notizie, 2 (due) fotonotizie in cui il “testo” è la didascalia; un po’ di autopubblicità per il Corriere, da “domani leggerete..” al servizio “giornale in casa tua alle 7”. Valeva la pena di fare tutto questo casino per così poco? Non è certo un caso che ormai da vent’anni non ci sono più giornali del pomeriggio…

assertività

(sì, in teoria dovrei categorizzare il post sotto “io”, ma è una delle rare volte in cui parlerò davvero di me :-) )
Stanotte non sono riuscito a dormire. Continuava a piovere dalla perdita sul soffitto: il plic-plic-plic della goccia che cadeva (su un asciugamano che però era dentro un catino perché altrimenti mi sarei comunque trovato la camera mezza allagata) è una di quelle cose che mi dà molto sui nervi, a differenza ad esempio di un chiacchiericcio continuo.
Oggi pomeriggio ho ritelefonato per l’ennesima volta al proprietario dell’alloggio sopra e mi sono incazzato. La ragione? il tipo vorrebbe che anche io stressassi l’impresa costruttrice perché si decidesse a venire a fare qualcosa, mentre io continuo a dire che non sono io che devo farlo: al massimo posso stressare l’amministratore (cosa che ho fatto dopo, incazzandomi anche con lui), visto che quelle sono le uniche interfacce ufficiali che posso avere.
Ciò detto, il mio problema (oltre che non riuscire a dormire) è un altro: non riesco a sopportare queste discussioni. Finora credevo che fosse semplicemente per una questione di rabbia repressa per non riuscire a dire quello che voglio, per paura di ferire. Questa volta non è stato così, e questo mi preoccupa, perché significa che non riesco ad essere assertivo. È come se a fare sempre il piacione mi sia bloccato in un circolo vizioso.
(aggiornamento: adesso l’amministratore mi ha ritelefonato. Mi è andata un po’ meglio, ma la sensazione di debolezza continua a rimanermi)

inquinamento acustico

Già non è che pranzare all’interno di un centro commerciale sia così piacevole, soprattutto per lo stomaco. Già trovarsi nei tavolini della “piazzetta” del centro commerciale circondati da quattro monitoroni che trasmettono tale “Italica TV” non è il massimo della vita, ma generalmente basta che uno tenga gli occhi bassi e non ha almeno questo problema.
Oggi no. Il volume dei monitor era sicuramente sopra gli 80 decibel: non da fare male alle orecchie stile discoteca ma sicuramente sufficiente per farmi digerire ancora meno quel povero trancio di pizza. Capisco che metà della gente lì dentro se ne sta col suo iPod e quindi non vengono raggiunti se non in questo modo, ma non credo sia proprio il caso… andrà a finire che pranzerò ancora più tristemente con un panino dinnanzi al monitor nel mio bellissimo open space :-(