Stamattina, entrando in ufficio, mi sono visto qua e là dei dischetti marcati Telecom con un foglio allegato che diceva “Misure ambientali in corso – pellicola sensibile: si prega di non toccare”. Essendo io una persona molto curiosa, anche se non ho toccato mi sono subito attivato alla scoperta di che diavolo fossero: telefono così al mio amico Danilo che in Telecom queste cose le fa per lavoro, e scopro l’arcano. Telecom, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, sta facendo una ricerca sui livelli di radon presenti nelle sue sedi. Ha iniziato due anni fa con i seminterrati, dove in genere il gas si concentra, e adesso sta terminando con una serie di posti a campione, tra cui a quanto sembra la nostra fortunata sede. I simpatici dischetti faranno parte dell’arredo del nostro open space per un anno, passato il quale verranno tolti per effettuare le misurazioni vere e proprie.
Inutile: la mia azienda mi stupisce ogni volta di più!
Videata in allestimento
Stasera sono passato in piazza Einaudi davanti al negozio TIM. C’erano delle vetrinette con un po’ di telefonini e un display LCD di quelli da 7 pollici: il display era bianco, con una scritta in nero “VIDEATA / IN ALLESTIMENTO”. Purtroppo la scelta dei colori e il fatto che fosse buio fuori mi ha impedito di preparare una documentazione fotografica, e quindi dovete fidarvi. Certo che i miei colleghi hanno delle idee un po’ strane!
bicicletta nuova, ciclocomputer kaputt
Anna mi ha regalato per Natale una bellissima city bike, visto che la mia vecchia bicicletta stava perdendo i pezzi. Ieri mi sono messo di buzzo buono a metterci su tutti gli ammenicoli vari, più o meno l’equivalente delle cose penzolanti su un’automobile. Nessun problema con i fanalini davanti e dietro, ho ancora dei dubbi sul generatore di messaggi che ho riciclato dall’altra bicicletta – ma tanto non sono mai riuscito a farlo funzionare. Il problema è stato con il ciclocomputer. Considerando che quello della vecchia bici era tenuto con lo scotch (non scherzo) e che da un annetto me ne ero comprato al Lidl uno nuovo ultramegagalattico che ti fa anche da termometro e non ricordo cos’altro, ho preso il nuovo e ho iniziato a collegarlo. Come del resto il vecchio ciclocomputer, è un modello senza fili: basta quindi mettere magnete e sensore sulla forcella e il computer vero e proprio sul manubrio. Piazzo tutto, accendo il computer, lo regolo, e provo a fare un giro: il tachimetro resta inesorabilmente sullo zero. Ricontrollo tutto: nulla di strano.
Faccio un’ultima prova avvicinando il vecchio computer alla ruota e facendola girare: segna tranquillo e beato la velocità. È vero che quello era un po’ una puttana e si azionava per un nonnulla, ma sicuramente questo significa che il lavoro meccanico l’ho fatto bene. Ciliegina sulla torta, il vecchio computer è leggermente più largo di quello nuovo, quindi non potrei nemmeno dire “vabbè, metto quello vecchio e via” perché non entra nelle guide.
Qualcuno ha un’idea migliore di andarmene a comprare uno nuovo e usare quello vecchio come frisbee?
Merluzzo Felice (ristorante)
Ieri sera siamo andati a cenare in questo ristorante (via Lazzaro Papi 6, zona Porta Romana a Milano): cucina siciliana, ambiente molto raccolto (ci saranno sì e no trenta coperti). Punti a favore: si mangia bene, soprattutto per chi ama il pesce; e il prezzo è onesto, considerando appunto che il pesce è sempre caro. In quattro abbiamo speso 122 euro, con una bottiglia di buon vino. Punti a sfavore: il servizio è un po’ approssimativo. Non ho detto “pessimo”: le due signore ai tavoli si fanno in quattro. Però non è possibile che si dimentichino di far preparare il mio piatto di pasta, mentre i miei commensali stavano mangiando amabilmente, e non venga loro nemmeno in mente di chiedere se andava tutto bene. Né è possibile che siamo riusciti a stare due ore abbondanti senza nessuno che abbia ordinato dolci, caffè o simili…
Saddam
Io sono già in genere contrario alla pena di morte: è molto peggio un ergastolo in carcere duro.
Ma l’impiccagione di Saddam Hussein, anche dal punto di vista di un giustizialista, lascia l’amaro in bocca. È stato infatti condannato per una serie per così dire “minore” di omicidi di cui è stato il mandante: il vero grande processo che lo vedeva imputato, quello sul genocidio dei curdi, finisce così che se l’è sfangato, come direbbe Paolo Guzzanti. D’altra parte era tutto scritto fin dal principio: non avrebbero mai consegnato Saddam al Tribunale Internazionale, visto che (a) gli USA non lo riconoscono – e sappiamo che anche se formalmente è il governo iracheno ad averlo giudicato e condannato, nella migliore delle ipotesi l’hanno fatto per captatio benevolentiae – e soprattutto che (b) l’Aia non dà pene di morte.
Non so se Saddam diventerà un martire: penso comunque di no. Ma non penso nemmeno che si possa dire “giustizia è fatta”.
frasi memorabili
«Si puó osservare – conclude guzzanti- che Litvinenko morendo avvelenato lha scampata bella: oggi sarebbe inseguito da un mandato di cattura internazionale per calunnia aggravata». Paolo Guzzanti ipse.
Il caos e le code in autostrada
Alcuni giorni fa Slashdot segnalava questo articolo che spiegava come si possono formare le code in autostrada anche senza che sia capitato nessun incidente. La risposta è molto semplice: se il traffico è molto intenso, basta un idiota che cambi corsia costringendo quello dietro di lui a frenare per non tamponarlo, e la reazione a catena creerà una coda che potrebbe diventare lunga vari chilometri.
Oltre che pensare che togliere a certa gente la patente potrebbe servire a migliorare almeno un po’ la situazione della nostra rete autostradale, provo a rispondere a DElyMyth che si chiede perché uno deve farsi tante pippe mentali. A parte che c’è gente che si diverte a farsi queste pippe qua – se qualcuno vuole, vado a riesumare un articolo di quindici anni fa di A.K.Dewdney che su Algorithm aveva descritto una simulazione di autostrada a due corsie – lo studio dei sistemi in condizioni limite può essere utilizzato in altri ambiti, e un sistema essenzialmente monodimensionale come quello di un’autostrada è il più semplice da trattare. L’unico vero guaio di questi sistemi caotici è che non si può dare una loro trattazione, ma solo una metatrattazione, nel senso che si può dire quando vanno nel caos ma non quanto durerà: ma noi matematici siamo sempre bravi a farci le pippe mentali, no?
_Storia d’Italia al rovescio (2006-2001)_ (libro)
È un peccato che Leonardo abbia un blog. Se avesse una rubrica periodica su un quotidiano, avrebbe molti più lettori, e se li meriterebbe tutti, perché come commentatore politico – di parte, ça va sans dire – è davvero imbattibile, a differenza di quando si dedica al racconto: 2025 non era il massimo.
Ma qui (Leonardo, Storia d’Italia al rovescio (2006-2001), Scrittomisto, Unwired Media, 2006, pag. 90, € 6.5, ISBN 8860840228) abbiamo una selezione dei migliori articoli… ehm, post del nostro, che ci permettono di riportare alla mente quanto successo negli ultimi anni e di rivederlo con una doppia lente: quella del tempo passato che ci permette di vedere tutto in un contesto più ampio, e quella di Leonardo, che si diverte a spostare il punto di vista per sconcertare il lettore. Quando ad esempio parla della Sura della Genesi, sono certo che a qualcuno verrà un colpo!
Vale insomma la pena di comprarlo anche se si è già letto tutto online a suo tempo come ad esempio aveva fatto il sottoscritto, e nonostante qualche refuso che è scappato. E nella peggiore delle ipotesi, lo si legge in fretta…