Beh, non si parla di date per il nostro trasferimento a Turro, ma ho visto il layout degli open space (gli uffici vanno solo a quelli importanti, che pensate?)
È interessante notare come gli open space siano stati assegnati per livello: io starò insomma con tutti i quadri e i settimi (e siamo in parecchi). Chissà che capiterà se qualcuno otterrà un passaggio di livello :-)
un falso phishing :-)
stanotte mi è arrivato un messaggio da “webmaster@trenitalia.com” con il seguente testo:
Disabilitazione Trenitalia
Gentile MAURIZIO CODOGNO,
Le segnaliamo che da molto tempo non usufruisce dei nostri servizi on-line;
pertanto l'utenza 'xxxxxxxxx' a lei assegnata scadrà fra 5 giorni.
Le ricordiamo infatti che, in conformità alla legge 196/2003, le utenze non utilizzate per 6 mesi verranno automaticamente disabilitate.
Se non vuole che la sua utenza venga disabilitata ed è ancora interessato ai nostri servizi Clicchi qui e acceda all'Area Clienti del nostro sito inserendo nella maschera di autenticazione la sua user-id e la sua password.
If you don't want your user-id to be disabled and if you are still interested in our services Click here and type your user-id and password in the log-in interface to log in our web site Customer Area.
Nonostante lo stile, il messaggio era genuino (anche se per sicurezza non ho cliccato e mi sono connesso aprendo un nuovo tab e digitando a manina www.trenitalia.com). Certo che la vita di un poveretto diventa difficile, se si mettono a fare di questi scherzi… E dire che basterebbe ad esempio aggiungere in fase di registrazione la richiesta di una coppia domanda-risposta da utilizzare nel caso non ci si ricordi più la password, e inserire il testo della domanda (che si suppone abbastanza personalizzata perché non possa essere improvvisata da un phisher) nel messaggio di avviso.
a non sapere leggere le istruzioni
In questi giorni ho caricato su flickr le mie foto fatte a Berlino. Visto che la cosa più complicata è stata al solito ricordarmi di mettere una didascalia su tutte le foto, e visto che dovrei prepararmi una pagina riassuntiva, mi è venuto in mente che sarebbe stato simpatico un programmino batch per estrarre automaticamente le informazioni exif relative. Ho fatto una lunga ricerca senza trovare praticamente nulla di freeware; solo dopo lunghi sforzi ho scoperto l’esistenza di exiv2 che dovrebbe fare quello che voglio. In compenso, ho scoperto che Exifer, il programma che uso per inserire le informazioni, aveva questa funzionalità. Non parliamo poi del fatto che mentre stavo scrivendo questo post mi è venuto in mente che Irfanview lo fa pure lui quando crei la pagina indice… brutta cosa perdere la memoria.
Grande Fratello 7
È iniziato ieri. Me ne sono accorto dalla sfilza di articoloni (data un’opportuna definizione di “articolone”) dei giornali gratuiti. Ho persino scoperto che non mi ero affatto accorto che c’era stato il GF6: ero ancora fermo al faccino di Jonathan. Ammetto che la cosa non mi ha indotto a un tentativo di suicidio.
Più preoccupante, in un certo senso, è l’avere visto che l’edizione di quest’anno del reality è stata più o meno unanimamente indicata come da “sesso a gogò”. Non che uno si aspetti chissà cos’altro da quello che è per definizione uno spettacolo per guardoni, ma il fatto che le veline fatte evidentemente circolare da Mediaset siano così esplicite mi fa pensare che i nostri siano in grossa crisi. Tanto credo che in un paio di settimane al massimo potrò avere conferma dei miei sospetti: la free press sarà indubbiamente prodiga di informazioni a riguardo :-)
Campéderle
Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra (libro)
Questo libretto davvero smilzo che mi sono trovato nella biblioteca di quartiere (Roald Dahl, Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra – Lo scrittore automatico [The Bookseller – The Great Automatic Grammatisor], TEA – Teadue 20063, pag. 61, € 5, ISBN 8878186880, trad. Massimo Bocchiola) contiene due racconti “per grandi” di Roald Dahl, entrambi legati al mondo del libro. Nel primo, Dahl racconta del libraio antiquario londinese Mr Buggage che insieme alla sua assistente Miss Tottle ha trovato un ottimo sistema per guadagnare soldi: inviare false fatture per inesistenti libri pornografici alle neovedove di vari personaggi; nel secondo, si racconta di come il giovane Adolph Knipe, pessimo scrittore ma tecnico sopraffino, abbia inventato una macchina per comporre libri di ogni genere, e di come abbia convinto i veri autori a smettere di scrivere.
A mio parere, il secondo racconto – anche se mi ricorda un po’ Primo Levi – è meglio del primo. Se devo essere sincero, però, mi aspettavo di più da Dahl: non so se la colpa è della traduzione che si direbbe formalmente corretta ma un po’ piatta, oppure è perché sono stato abituato troppo bene dalla prosa degli altri suoi racconti che ho letto.
Ma Esselunga l’hanno venduta o no?
Stamattina, mentre uno strano duo stava prendendo il tram con il solito ritardo (ma anche il duo era in ritardo, quindi tutto tornava) mi è capitato di vedere un trafiletto su Metro, che affermava “Chiude il primo supermarket d’Italia”. Il testo spiegava che l’Esselunga di via Regina Giovanna a Milano, nato nel 1957, è il primo del suo genere nella nostra nazione: ieri è stato venduto a un gruppo straniero (presumo Rewe), lo stesso che gestisce Standa e Pennymarket. Bla, bla, bla.
Nei fumi del sonno, sapendo che Bernardo Caprotti dopo che aveva estromesso i figli perché incapaci stava cercando di vendere l’azienda, mi ero convinto che appunto fosse stata ceduta tutta Esselunga: ma un controllo in rete che non mi ha fatto trovare nulla mi fa ora immaginare che ad essere ceduto è semplicemente il supermercato di via Regina Giovanna, il che non sarebbe così strano: ad esempio dieci anni fa il punto vendita di via Chiesa Rossa fu ceduto a Lidl. Il guaio è che adesso resterò per un bel po’ col dubbio…
figurine
Quando facevo le elementari (trentacinque anni fa, insomma…) tra i miei fumosi ricordi c’era quello del pusher che fuori dalla scuola, guardato a vista dai bidelli, ti regalava l’album delle figurine e il primo pacchetto. A quei tempi le “figu” erano solo e unicamente quelle dei calciatori made in Panini, forse non è inutile dirlo. Ho anche qualche flash sul pacchetto di figurine comprato la domenica (20 lire la busta?) ma nulla sull’avere effettivamente mai completato un album: l’idea era quella che le figurine servivano per giocarci (lanciarle più vicino possibile al muro, oppure dare una manata a un mucchietto lasciato per terra e prendersi quelle che venivano rovesciate) o al limite per la litania del “celo celo manca” ultimamente riciclata dal Gianni Morandi.
Ma si sa che i tempi cambiano: l’album delle figu me lo sono trovato oggi sulle scale della metro insieme alla free press, e con dentro le prime sei figurine per iniziare l’opera. L’unica cosa che non è cambiata è che l’editore continua ad essere Panini. Per il resto, a parte che puoi ordinare le figurine che ti mancano via internet, mi pare che lo spazio bianco ai margini della figurina si sia ridotto – la figurina stessa mi pare più piccola, ma quello può essere un effetto del mio essere cresciuto.
Ma resta l’ultima domanda, e a quella non so proprio come rispondere. Ma le figurine non dovrebbero essere appannaggio dei bambini? E allora, perché mai le danno agli adulti?