Ci sono due copie di Harry Potter and the Deathly Hallows nello scaffalino dei libri dell’Esselunga di viale Zara. Non che voglia parlare male dei miei vicini, però il posto non mi sembra precisamente il target giusto…
(Ah, ho verificato. L’ultima parola è effettivamente “well”. Ricordo però che in inglese non vuole solamente dire “bene” :-) )
Silvio non vuole sbagliarsi
Virgolettato dell’ex PresDelCons: «Noi abbiamo dei principi che restano fermi, che sono sempre quelli, indipendentemente dalle persone che sono coinvolte». In effetti ci sono anche tre parlamentari di Forza Italia: non si sa mai che poi ci si sbagli, sempre meglio votare contro l’uso delle intercettazioni. E poi chissà, è sempre meglio essere in credito di un favore…
Qualcuno aveva dei dubbi?
(ps: il testo delle intercettazioni oramai è arcinoto, quindi il punto non è quello. L’unico rinviato a giudizio è Luigi Grillo, il che significa che perlomeno dal punto di vista strettamente legale Fassino e D’Alema possono stare tranquilli. Tutto questo giusto per mettere le cose nella loro giusta luce)
Grand Frère
Gli organizzatori della Grand Boucle hanno trovato un ottimo sistema per incrementare gli spazi dedicati al Tour de France: ormai non ci si può più limitare a guardare la tappa durante il pomeriggio, ma occorre aggiungere anche il pretappa mattutino, dove come alla tombola vengono snocciolati i numeri degli eliminati per doping, presunto doping, doping virtuale.
Sta nascendo qualche timida speranza nella sparuta squadra italiana: quello che all’inizio della corsa era sembrato un gravissimo errore – spedire per posta i pacchi di medicinali – si sta rivelando un atout. Sembra infatti che Posteitaliane abbia perso traccia della spedizione; cominciano ad esserci alcune possibilità di vittoria di un italiano per squalifica del resto dei partecipanti.
Gli organizzatori francesi sono piuttosto preoccupati per la prossima edizione del Tour, e stanno cercando una nuova formula. Scartato il progetto di farlo correre su Second Life dopo che sono stati scoperti alcuni cracker che hanno modificato il codice sorgente e creato delle biciclette-avatar con cui si può pedalare a cento all’ora, posso anticiparvi che si sta preparando una sinergia con la Endemol. L’edizione 2008 del Grande Fratello francese vedrà come partecipanti proprio i ciclisti, che così saranno finalmente controllati a tempo pieno. Resta ancora da stabilire come fare con le nomination, mentre i colli pirenaici potranno tranquillamente sostituire il tugurio.
DNS tunnel
Il DNS di per sé sarebbe il sistema che i computer usano per capire qual è l’indirizzo IP corrispondente al nome di un sito (occhei, c’è molto di più… ma chi lo sa già è inutile lo legga qua). Questo significa che è una parte davvero fondamentale, anche se poco visibile, di Internet. Non è quindi un caso che degli hacker abbiano provato a fare di tutto con il DNS: una decina di anni fa era persino stato fatto un’adventure (testuale) che veniva giocata attraverso il DNS. Però mi mancava un sistema per accedere alle pagine web via DNS. Detto così forse non è chiaro: in pratica, anche se vi bloccassero l’accesso al web potreste comunque leggere le vostre pagine tranquillamente.
Non che la cosa sia semplice: dovete avere un server da qualche parte a cui potete accedere e inserire uno script, il vostro client deve avere installati perl e ssh, e la velocità non è esattamente quella cui siete abituati (anche con un modem 28.8, intendo). Però volete mettere la soddisfazione?
Demagogia e ipocrisia
La proposta di legge di Casini di fare test antidroga sui parlamentari, rapidamente cassata già in sede di Commissione, era puramente demagogica. Chi non è d’accordo provi a pensare cosa sarebbe successo se fosse stata presentata una proposta di legge per fare quei test ai lavoratori di un altro settore. Insomma, se non mi lamento affatto di quanto ha detto Marco Boato, che pure non è uno che in genere apprezzo: «È una proposta di legge demagogica e assolutamente anticostituzionale.»
Vediamo invece le frasi virgolettate (del Corsera, spero lo siano in maniera migliore di quelle di Rep.it) di alcuni dei nostri rappresentanti. I nomi non li metto perché tanto è inutile, posso comunque aggiungere che ci sono parlamentari di ambo gli schieramenti.
– «Per noi è superfluo perché tra i prerequisiti dei candidati della Lega c’è il rifiuto della droga. Ma non abbiamo timori.»
– «Con questa bocciatura il Parlamento non lancia certo un segnale di apertura e trasparenza verso l’esterno: il test non era obbligatorio ma facoltativo.»
– «Credo di aver votato insieme alla maggioranza, alla fine. Ma non è che l’ho seguita molto questa proposta di legge, non sapevo bene di cosa si trattava… »
– «Con questa bocciatura del test antidroga ancora una volta la casta si difende.»
Qui si va insomma dall’ipocrisia più spinta alla manifesta ammissione di incapacità a fare il proprio lavoro, e non so quale delle due cose sia peggiore.
Certo però che se proprio si vuol fare demagogia, un gruppo parlamentare potrebbe fare in modo di presentarsi tutti insieme volontariamente a farsi fare questi benedetti test… anche se ho il sospetto che persino lasciando loro scegliere quando farsi esaminare i risultati potrebbero essere sorprendenti, o meglio in linea con le statistiche italiane.
che bravi a fare i conti!
Ugo, che è sempre troppo pigro per aprirsi lui un blog :-), mi segnala questa notizia (in inglese, giusto per dire che non siamo solo noi italici) in cui si dice che la stazione spaziale ha buttato via un contenitore da 630 Kg che tra un annetto colpirà la Terra. Si afferma poi che tecnici della Nasa hanno detto “massì, tanto si disintegrerà a contatto con l’atmosfera, e se non si disintegra finirà tutto nell’oceano. Epperò ci potrebbero essere pezzi grandi 19 chili che rimarranno intatti ancorché fiammeggianti, e c’è una possibilità su 5000 che qualcuno venga colpito”.
Come mi ha fatto notare Ugo, questa è una probabilità molto maggiore di quella di essere colpiti da un sasso lanciato da un cavalcavia. Ma sarà la vera probabilità?
Facciamo due conti. Che se cascano dei pezzi cascheranno probabilmente sugli oceani, è banalmente vero, visto che la maggior parte della superficie terrestre è formata dagli oceani. (Non penserete mica che si possa calcolare l’orbita di un oggetto simile per un anno, vero?)
Adesso consideriamo anche il fatto che parte delle terre emerse sono disabitate, e supponiamo che tutti gli esseri umani siano uniformemente distribuiti su una superficie di 100 milioni di Kmq. Questa è una stima molto conservativa, chiaro. Se un frammento arrivasse a Milano, probabilmente colpirebbe ben più di una persona; ma noi non stiamo cercando il numero medio di persone ferite o uccise bensì la probabilità che ci sia almeno uno sfigato. Questo significa che ogni persona avrebbe a disposizione 1.25 ettari tutti per lui, supponendo la popolazione di 8 miliardi di persone. Visto che la probabilità di atterraggio di un frammento in quell’area rispetto al resto del pianeta è 1/5, potremmo dire che se arriverà a terra un frammento c’è una probabilità su 1000 che colpirà qualcuno. Quindi l’area di impatto sarebbe di 12.5 metri quadrati, che sembrano un po’ pochini: non è un vaso o un pianoforte che casca in verticale, ma un oggetto che arriva per il lungo. Forse una stima migliore si ha riducendo di un fattore 10 la superficie dove si è uniformemente distribuiti; a questo punto i 125 metri quadri potrebbero essere una buona misura, ma questo significherebbe che c’è la certezza statistica che caschi almeno un pezzo intero, il che francamente mi pare improbabile, o che caschino un certo numero di pezzi, il che è più preoccupante ancora.
Risultato finale? il numero è quasi certamente farlocco. Però volete mettere la precisione dell’articolo?
gita torinese
Per la seconda volta in sei anni, e per la prima in cui mi è capitato effettivamente di lavorare (e non di partecipare a un incontro collettivo per la presentazione di qualche capo) mi è capitato di tornare nella mia vecchia sede Tilab, anzi Cselt, di via Reiss Romoli. Sì, è vero, martedì scorso ero anche passato di straforo in via Borgaro mentre facevo tutt’altro, ma li ci sono Loquendo e Citec Voice anzi Amuser che sono in realtà degli spinoff.
Sono passati sei anni da quando me ne sono andato a Milano. In effetti nei corridoi vedo tanta gente nuova, che non c’era ai miei tempi. Ma di ex colleghi ce ne sono sempre tanti, il che significa che spostarmi all’interno è sempre piuttosto complicato o per la precisione lento :-)
La scienza di Sherlock Holmes (libro)
(se vuoi una mia recensione più seria, va’ su Galileo!)
Il periodo alla fine del diciannovesimo secolo è quello in cui nel Vecchio Mondo si era convinti che mancava pochissimo a scoprire tutto. Arthur Conan Doyle aveva una formazione da medico, come il suo alter ego Watson; ma le sue conoscenze sono meglio rappresentate dalle affermazioni di Sherlock Holmes, come si può immaginare. In questo libro (E.J. Wagner, La scienza di Sherlock Holmes [The Science of Sherlock Holmes], Bollati Boringhieri – Varianti 2007 [2006], pag. 228, € 20, ISBN 978-88-339-1749-8, trad. Alice Basso) l’autrice, esperta di medicina forense, racconta le conquiste della scienza dell’Ottocento attraverso i riferimenti nelle opere dell’investigatore londinese. Quello che si nota nei vari capitoli, dall’uso delle impronte digitali alle autopsie ma anche al modo in cui la polizia deve operare sui luoghi del delitto, mostra come Conan Doyle fosse estremamente attento alle novità che si stavano verificando, e in un certo senso facesse del proselitismo sotto la forma dei racconti investigativi. Ciò detto, pur riconoscendo lo stile leggero del libro fortunatamente mantenuto nell’ottima traduzione, mi pare che il libro abbia un interesse relativamente limitato per tutti coloro che non siano davvero appassionati della materia. La parte finale dei capitoli, una specie di “sapevàtevelo!” con notiziole sugli usi delle varie metodologie dopo la morte di Conan Doyle, era poi a mio parere inutile. Scegliete voi se la materia vi ispira o no.