Il giorno in cui sono nato, il disco in cima alle classifiche britanniche era From me to you. È anche vero che in quell’anno era difficile non avere un disco dei Beatles :-). Gli USA erano ancora immusicati, e la canzone leader era I will follow him cantata da Little Peggy March, ma magari la ricorderete nella versione cantata in Sister Act. Il tutto dal sito This day in Music. Aspettiamo che Chartitalia faccia lo stesso per l’Hit Parade nostrana… A me toccherebbe Il tangaccio di Celentano.
(via Leibniz*)
Banca “Intensa”
<em>Sophie Germain – Una matematica dimenticata</em> (libro)
(se vuoi una mia recensione più seria di questo e del precedente libro, va’ su Galileo!)
Come per il libretto su Galois, anche qui (Laura Toti Rigatelli, Sophie Germain – Una matematica dimenticata, Archinto – Le mongolfiere 2007, pag. 77, € 9, ISBN 978-88-7768-486-8) abbiamo la storia di un matematico attraverso le sue lettere. No: in questo caso si parla di una matematica: Sophie Germain, una delle prime donne a riuscire ad ottenere una certa fama nelle scienze… nemmeno troppa, a dire il vero, visto che non credo che la conosciate in molti ed è stata financo “casualmente” dimenticata quando si è trattato di ricordare su una placca della torre Eiffel tutti gli scienziati il cui lavoro ha permesso la costruzione del monumento. Purtroppo la realizzazione pratica è molto inferiore. Le lettere sono state messe in ordine casuale – quelle senza data, anche se anteriori, sono lasciate per ultime – e soprattutto manca quel nonsoché che ti permette di sentire la persona come reale. Perlomeno c’è un utile glossarietto con la spiegazione di chi sono i matematici i cui nomi si incontrano nelle lettere riportate; però rimane un senso di dispiacere per quella che sarebbe potuta essere un’ottima occasione per fare vedere al grande pubblico che la matematica non si declina solo al maschile.
_Évariste Galois – Morte di un matematico_ (libro)
La breve vita di Galois è stata molto romanzata, probabilmente perché i matematici volevano fare vedere che uno dei loro poteva anche pensare a qualcosa di diverso dai numeri. Non mi aspettavo quindi più di tanto da questo libro (Paolo Pagli e Laura Toti Rigatelli, Évariste Galois – Morte di un matematico, Archinto – Le mongolfiere 2007, pag. 93, € 12, ISBN 978-88-7768-488-2), ma sono rimasto piacevolmente sorpreso. La prima parte, con il racconto della vita del giovane francese, ha infatti superato la solita parte aneddotica che si legge di solito per dare un respiro piu ampio alle vicende e inserire meglio la sua vita nella Francia del dopo Restaurazione; ma soprattutto la seconda parte, contenente alcune lettere scritte o ricevute da Galois, è davvero interessante per capire meglio la sua personalità. Molto pratica la biografia del matematico nelle ultime pagine, e probabilmente indispensabile il copioso numero di note al testo. Non preoccupatevi, però: di matematica non ce n’è per nulla!
capire male
Ieri, sul treno da Oslo al relativo aeroporto, ho intravisto a video una notizia dove si diceva che Giorgino Bush non voleva che l’Iraq diventasse un nuovo Vietnam. Mi sono chiesto se le elezioni USA fossero così vicine, fino a quando oggi ho potuto leggere l’articolo completo e scoprire che il suo pensiero era esattamente l’opposto: detto in parole povere, “in Vietnam abbiamo perso perché ce ne siamo andati via, ma non rifaremo questo errore”.
Vi dirò: sono quasi relativamente felice di scoprire che Dubya non è improvvisamente stato sostituito da un suo clone.
Gli aerei e le emissioni di CO2
I voli di ritorno Oslo-Amsterdam e Amsterdam-Malpensa sono stati KLM. La loro rivista di bordo aveva come tema il verde: ho imparato ad esempio che Hulk sarebbe dovuto essere grigio secondo Stan Lee, ma che l’addetto alla colorazione delle strisce gli ha fatto notare che non si riusciva a stampare un grigio uniforme sulla carta dei comics, e che sarebbe stato meglio farlo verde. Ma la parte più divertente è stata quella sulle emissioni di CO2 degli aerei, dove c’era una serie di salti mortali per dire “sì, noi facciamo il 3% (nel titolo era il 2%, tra l’altro) delle emissioni, ma le navi ad esempio fanno il 5% e nessuno si lamenta di loro… brutti cattivi” e raccontare come faranno dei grandissimi tagli (all’americana, vale a dire comprando certificati energetici da chi effettivamente i tagli li farà). Nulla di così strano, a dire il vero.
Però adesso leggo da vb che sul suo volo Lufthansa dicevano le stesse cose. O che forse stanno facendo una piccola lobby?
Kum Back
Le mie ferie sono finite ufficialmente. Domani sono in ufficio :-(
In teoria prima o poi riuscirò anche a mettere in linea foto (troppe) e resoconto delle vacanze. Su Marettimo ce la dovrei fare relativamente in fretta, per la Norvegia ci vorrà molto di più, ma tanto voi siete abituati ad aspettare, no?
Ah: visto che in ferie c’è tempo per leggere libri, e ho letto abbastanza, aspettatevi per qualche giorno un blog monotematico!
(sì, lo so che il layout del blog non è il massimo, quando ci sono poche notiziole come adesso: pazientate un attimo)
intermezzo
Tra un pezzo (andato bene) e l’altro (temo non sarà così) delle mie ferie, interrompo il silenzio stampa per far notare come Milano in questi giorni è davvero in ferie. All’Isola, persino i kebabbari sono chiusi.
(Di per sé quest’ultima non è affatto una brutta cosa, se ci pensate un po’ su: resta il fatto che ci sono dei problemi per chi a Milano è costretto a restarci)