bicivelox

Vicino a dove lavoro c’è un parco (il Trotter) che ha al suo interno una scuola: cosa che tra l’altro significa che tranne che in agosto è impossibile accedere al parco nell’ora di pranzo, visto che è chiuso, ma questa è un’altra storia.
Visto che sul lato di via Giacosa che dà sul parco non ci sono incroci, le auto tendono ad andare piuttosto velocemente: così il comune ha pensato bene di mettere non tanto uno di quei dossi artificiali che mi fanno bestemmiare in cinese tutte le volte, bensì un rilevatore di velocità che te la spiattella, e ti invita a rallentare se superi i 50 all’ora. Onestamente non sono mai riuscito a capire l’utilità di questi aggeggi, se non nel rarissimo caso in cui qualcuno sia effettivamente un po’ sovrappensiero; ma non sono miei problemi.
Adesso che hanno tolto il nailon che copriva lo strumento, però, mi sono accorto di una cosa: il sensore è abbastanza sensibile per riconoscere non solo le auto, ma anche una bicicletta. L’ho notato mentre uscivo per andare a mangiare, e al ritorno ho aspettato un momento in cui non ci fossero automobili in arrivo per confermarlo: mi dava 25-26 all’ora, che in effetti era la velocità che stavo facendo. Ai 50 non ci arrivo, ma non si sa mai…

sysadmin of the year

È una fregatura che a questo concorso possano partecipare solo statunitensi e canadesi (con l’eccezione dei quebeccari, probabilmente perché si rifiutano di parlare inglese). L’idea sarebbe di per sé favolosa: invece che considerare chi gestisce le macchine come un povero schiavo dotato di facoltà telepatiche, provare a dargli qualche riconoscimento (e una bella Gibson, aggiungo io…) potrebbe essere simpatico. Non è che ci sia qualche sponsor pronto a fare la stessa cosa in Italia?

La lama sottile (libro)

[copertina] Secondo volume della trilogia della Materia Oscura, questo libro (Philip Pullman, La lama sottile [His Dark Materials II: The Subtle Knife], Salani 1997 [1997], pag. 292, € 13, ISBN 9788884511836, trad. Alfredo Tutino) riprende i temi de La bussola d’oro e li porta ancora più avanti verso i temi del miltoniano Paradiso Perduto… un personaggio si chiama adirittura Giacomo Paradisi! Per dirla in maniera un po’ più chiara, il tema di base è la lotta dell’Uomo, armato solo del suo libero arbitrio contro l’Autorità (chiamatela Dio, se volete). In questo volume la lotta non è ancora iniziata: lord Asriel, dopo avere scoperto alla fine del libro precedente come creare un ponte tra i vari mondi paralleli, sta radunando un’armata. Ma questa storia resta solo sullo sfondo: qui continuiamo a seguire Lyra che si ritrova prima in un mondo intermedio infestato dagli Spettri, che rubano l’anima agli adulti, ma non possono toccare i bambini; e poi finisce nella nostra Terra, dove incontra un altro ragazzino, John Parry, che sta cercando suo padre sparito chissà dove dodici anni prima. I fili tra i due mondi si intrecciano sempre di più, anche per mezzo di un coltello davvero speciale, appunto “la lama sottile”, che permette di tagliare delle porte tra i vari universi… La storia è sempre avvincente, anche se un po’ più sfilacciata: spero che tutto torni chiaro col terzo volume. Peccato, almeno per me, che muoiono anche dei “buoni”; come in ogni libro serio, del resto. La traduzione è sempre ottima, anche se il “registro texano” stavolta si è perso.

twitter spam

Non ho ancora capito se twitter serve a qualcosa oppure no. Visto che la notte ci dormo ancora bene, la cosa non mi preoccupa: mi limito ogni tanto – diciamola tutta: quando mi viene in mente – a mandare un messaggio via gtalk scrivendo che cosa sto facendo, e non guardo cosa stanno facendo gli altri.
Però mi arriva ogni tanto un messaggio di twitter che mi dice che “qualcuno mi sta seguendo”: è un suo diritto, ma quando stamattina ho scoperto che il mio nuovo “seguace” è Choose the Financial news from facebook with XXX ho iniziato a capire che il mio seguito è molto minore di quanto credessi :-)
Non che cambi molto: continuerò ad aggiornare twitter se mi viene in mente di farlo, e manderò gli annunci di nuovi seguaci direttamente in spambox. In genere è il porno, quello che tira fuori il massimo da una qualunque applicazione; ma si vede che i 140 caratteri per messaggio erano un po’ pochi, e quindi c’è solo il second best!

mobbing e lingua italiana

Repubblica, sempre sulla notizia, ci fa sapere che la Cassazione ha detto “il mobbing non è reato”, mostrando un’insospettata proprietà di linguaggio, ma probabilmente confondendo il lettore comune che non sa che il “reato” è solo penale, ma può comunque esserci un illecito civile come del resto ribadito dalla Corte stessa.
Ciò detto, riconosco di essere un eretico e apprezzare il neologismo “mobbare” (vt.: esercitare mobbing nei confronti di qualcuno), soprattutto per il suo suono che mi pare renda bene il concetto; ma capisco i puristi che preferirebbero un termine più vicino alla nostra lingua. Però sono ragionevolmente certo che io e i puristi ci troviamo dalla stessa parte della barricata rispetto alla definizione di mobbing data dall’avvocato della difesa: «lesioni personali volontarie gravi in ragione dell’indebolimento permanente dell’organo della funzione psichica». Sicuri non si possa citare quell’avvocato per “maltrattamenti alla lingua italiana”?
(p.s.: La Stampa spiega il tutto meglio)

come se reincarnarsi fosse facile

Leggo da Newsweek che il governo cinese ha proibito ai monaci tibetani di reincarnarsi senza il permesso governativo a partire dal prossimo mese. Il tutto ha un senso molto pratico, visto che in questo modo le autorità cinesi potranno decidere autonomamente chi sarà il futuro Dalai Lama “interno”; però vedere descritto il nuovo regolamento come “un importante passo per istituzionalizzare la gestione della reincarnazione” fa venire alla mente scenari piuttosto divertenti… Peccato l’Albertone sia morto, perché l’avrei visto benissimo nei panni di un monsignore di curia addetto alla gestione dell’equivalente cattolico della cosa!

“scattisi qui”

Credo che il phishing arrivatomi stamattina raggiunga vette inarrivate nella definizione di una nuova lingua quasi totalmente dissimile all’italiano. Il titolo è promettente: «Questo email deve informarlo che, quello abbiamo dovuto ostruire il vostro accesso di cliente di PayPal Inc.», e già mi vedo i blocchi di cemento per impedire l’accesso a via PayPal. Il «Caro PayPal Inc. utente, » iniziale è una chiara citazione di Asterix e i Britanni, e mi sarei aspettato di trovare una magico pozione. Però non riesco esattamente a capire «perchi abbiamo dovuto aggiornare i nostri assistenti per rimuovere la frode in linea.». O meglio: “perchi” è un perché con il bit alto tagliato, ma gli “assistenti”? Il tutto condito dallo «scattisi qui», che sarebbe appunto il “clicca qui”.
Capisco che il costo nel passare su babelfish un messaggio sia più o meno nullo, ma «Francamente» (come da loro firma) mi chiedo se gli amici che fanno queste cose si rendono conto che nemmeno il più stupido utonto potrebbe cascarci… non foss’altro che perché non riesce a capire cosa ci sia scritto!