Tra ieri e oggi, Anna ha ricevuto due messaggi da tale “Alberto Zemen Detective”, con titolo PRATICA CHIUSA (tutto maiuscolo) e testo
Ciao Beppe, ho chiuso la pratica investigativa su Lara, trovi in allegato il viedo (versione intagrale). Mi raccomando massima riservatezza.
Alberto Zemen Detective.
Occhei, un paio di errori di ortografia, ma nulla di così strano. Né uno va a vedere qual è l’indirizzo IP del mittente (88.255.121.86, un bel provider turco). Anna ovviamente non ci è cascata, ma se qualcuno provasse ad aprire l’allegato Video-10-03-08.zip (di 46K, alla faccia della compressione dati!) troverebbe un file LaraVideo.Mpg.dat che non sono riuscito ad aprire (in teoria è un file jpg di 32×32 pixel, ma anche rinominato mi dà errore) e un file MpegPlayer.exe che ovviamente non mi sono certo sognato di aprire :-)
Ecco un classico esempio di programma troiano: perché mai uno dovrebbe andare a vedere un video che ha ricevuto “per sbaglio”? Beh, perché nell’immaginario collettivo quel video potrebbe avere delle immagini porno amatoriali, no? Ecco. Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso.
Ieri sì. Oggi no. Domani?
Giulio Tremonti, ministro dell’economia in pectore, confessa a rep.it che i condoni, lui, non li avrebbe mai voluti. Ecco il virgolettato: «Oggi non ci sono più le condizioni per farli, non li ho certo fatti volentieri, ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato».
Indubbiamente i condoni sono stati una cosa del passato e non del presente, nel senso che il governo Prodi II di condoni non ne ha fatti. Però io sono un malfidato, e salvo questo post per vedere cosa succederà a fine 2009 (forse quest’anno ce lo sfanghiamo, ma non è detta l’ultima parola, fino a dicembre di tempo ce n’è ancora tanto!)
_Quello che volevo_ (libro)
Piero Bartezzaghi è probabilmente più noto a chi ha almeno la mia età come “P.Bartezzaghi”, come da nome del cruciverba di pagina 41 della Settimana Enigmistica. Per la cronaca, adesso a pagina 41 c’è “A.Bartezzaghi” che è il figlio Alessandro, mentre l’altro figlio Stefano lo si può trovare nelle pagine di Repubblica o in libreria. (C’è anche un terzo Bartezzaghi jr, Paolo, che è redattore alla Gazzetta dello Sport).
Alcuni anni dopo la sua prematura scomparsa, la sua famiglia ha voluto ricordarlo pubblicando un libro (Piero Bartezzaghi, Quello che volevo, s.i.p., 1999, pag. 351) che raccoglie… no, non i cruciverba: sarebbe stato facile, ma credo anche sminuente. Il libro raccoglie le poesie che Bartezzaghi scrisse per le riviste di enigmistica classica.
Per chi non è addentro a queste cose, forse è meglio che io spieghi che Bartezzaghi, con vari pseudonimi di cui Zanzibar è il più noto, preparava anche giochi diversi dalle parole crociate, soprattutto rebus. Ma i componimenti raccolti in questo libro apparvero solo nelle riviste specializzate per pochi intimi, e mostrano una persona completamente diversa da quello che uno si aspetterebbe. Non a caso ho scritto “poesie”, e non “enigmi in versi”: a differenza di quello che si vede di solito nei giochi in versi, qui viene naturale leggere i componimenti senza pensare al doppio significato enigmistico, e solo dopo andare a vedere qual era e apprezzare come sono state inserite le parole e frasi da “leggersi in altro modo”.
All’interno del libro, sono poi inseriti i ricordi di parenti, amici, e colleghi enigmisti. Ricordi davvero preziosi, perché fanno scoprire il vero Bartezzaghi: l’uomo, di cui l’enigmista era solo una delle facce, e nemmeno la più importante.
Dell’Utri, E Polis, DNews: manca il quarto cantone
Cecilia mi comunica – trovate tutto il testo nei commenti qua, io riporto solo la notizia principale per chi i commenti non li legge – che più o meno silenziosamente Marcello Dell’Utri si è ritirato da E Polis, dopo averci messo su un bel po’ di soldini. (Parlavo della nuova gestione a gennaio).
La cosa più interessante è leggere che il senatore siculo è interessato ora a entrare… proprio in DNews, per fargli fare il “grande salto” che ritiene necessario (per lui, claro). Il bello è che proprio ieri mi era capitato di prendere per la seconda volta tra le mani DNews e notare una decisa virata a destra nell’esposizione delle notizie milanesi. Avevo sospeso il giudizio per mancanza di dati completi: però…
gruppi spam su Google
Essendo io un curiosone, faccio spesso ricerche sul mio cognome (che poi è anche il nome di un paesone, quindi può capitare relativamente spesso). Bene, oggi ho ottenuto questo risultato. In pratica, come potete notare dando un’occhiata ai brani riportati, sembra che su Google Groups qualcuno stia creando dei gruppi e li popoli con “articoli” formati da parole a caso.
È vero che testi come «Vojvoda Verstegan (1787-1851) was culmulated in Codogno, Malvasia, but blogged to the Ss-163 Crichtons at an non-kaled age.» hanno una loro intrinseca poeticità e sono sicuramente migliori delle poesie Vogon (ah, ieri era l’anniversario della nascita di Douglas Adams). Però naturalmente la vera ragione di fare questi gruppi è poter mettere all’interno dei post una serie di link… ad altri gruppi Google. Il tutto immagino per far salire artificialmente il pagerank dei gruppi stessi e quindi usarli per spammare qualcosa di serio. La domanda è: quando se ne accorgeranno a Google?
la lunga onda satanica
Voi non lo sapete, ne sono quasi certo, ma sabato scorso migliaia di afghani sono sfilati per le strade di Herat per protestare contro la ripubblicazione delle “vignette sataniche”. Secondo il giornalista, questa sarebbe stata la manifestazione più importante dal 2006, vale a dire da quelle che si tennero quando le vignette furono inizialmente pubblicate.
Il mio pensiero sulle vignette in sé l’ho già scritto due anni fa e quindi non lo ripeto. Preferisco fare notare altre cose:
– Herat è la città dove è di stanza il contingente italiano in Afghanistan. Questo spero che ve lo ricordiate. Com’è che non ho sentito parlare sull’italica stampa di questa notizia, che mi pare piuttosto interessante per noi?
– Come mai in Afghanistan sapevano della ripubblicazione delle vignette?
– Visto che sanno tante cose, non è che sappiano anche che nel 2006 un ministro della Repubblica Italiana, in questo momento vicepresidente del Senato, gettò benzina sul fuoco? (dall’articolo non si evince nulla, ma ovviamente alla BBC che gliene può importare di un dentista padano?)
– Che si è pensato di fare a protezione del nostro contingente? Sono anche disposto a credere che i nostri militari stiano effettivamente impegnati nella ricostruzione, a differenza di quanto facevano a Nassiriya (dove tendenzialmente, dopo l’attentato, se ne stavano chiusi nella base facendo giusto un giretto ogni tanto belli blindati e lontani dalla gente). Resta il fatto che qualche suicida fanatico lo si trova abbastanza facilmente, e non vorrei trovarmi degli altri funerali di stato per colpa di quello di cui sopra.
Vabbè, le solite domande senza risposta di metà settimana :-(
Un’attrice completa
Il suo nuovo film: «Monica Bellucci, sesso bollente con Favino conteso da due donne»
spam sempre più globalizzato
Di spam in turco ne ricevo credo da un decennio. Ma stavolta trovarmi un messaggio dall’eloquente :-) titolo “Ban muon ton it Tien ma dat hieu qua kinh doanh cao khong?” mi ha stupito per un attimo.
Sono così andato a verificare, e la mia ipotesi era corretta: è spam vietnamita (da INking@1088.vn, per la cronaca). Non parlando la lingua – so a malapena riconoscerla dai caratteri usati – non posso garantire di che tratti lo spam; ma guardando la figura oserei dire che è un servizio di escort locali. (Per i guardoni: il disegno è assolutamente casto, è inutile cliccarci sopra per vedere chissà che).
Mi chiedo solo se Ho Chi Minh sarebbe felice di sapere come i Vietcong si siano trasformati nei decenni…