Costanza Miriano e l’indulgenza

La mia stima nei confronti della signora Costanza Miriano è virtualmente nulla. È una di quelle persone che a mio parere esistono solo perché certa stampa possa sguazzare. Però nel caso della preghiera per i morti del terremoto non riesco a capire quale sia il problema.

Per un cattolico è possibile lucrare l’indulgenza plenaria anche per una persona morta (per chi ha presente il testo del Credo, è un corollario della “comunione dei santi”). Tra l’altro siamo in un anno santo, quindi la cosa è facilitata. Che io sappia, gli elenchi dei morti sono dati pubblici, o almeno La Stampa li ha pubblicati per decenni. Un morto è morto e le cose non possono certo peggiorargli, a meno che non ci sia un Dio così malvagio da dannare coloro per cui sono state fatte preghiere verso altre divinità (ma tanto ci hanno già pensato i Mormoni, quindi il loro fato non cambierebbe). L’unica cosa che non vorrei è che poi la signora Miriano o chi per lei rompesse le palle ai parenti delle vittime, ma fino a che si limita a pregare in privato non trovo nulla di male.

Veri Cattolici

Sabato, tra le lettere a Repubblica, c’è n’era una di tale “Massimo Brandimarte” di Taranto. Il signor Brandimarte scrive che una sera si trovava a messa in una chiesa della città ionica. All’inizio della messa al sacerdote, “scarpe da ginnastica multicolor”, squilla il telefonino: “lo visualizza, schiaccia qualche tasto e imperturbabile prosegue la funzione”. Evidentemente scioccato, decide di confessarsi: vicino al confessionale trova “un signore in pantaloni e camicia, nessun segno distintivo da prete” che inizia a confessarlo “in piedi, in mezzo ai fedeli” e, neanche fossero “nel quartier generale della Gestapo”, gli fa un terzo grado chiedendogli se conviveva con “quella donna che sta vicino” a lui. Brandimarte termina chiedendosi se “papà Francesco sa come si opera a livello di base”, e dicendo che “comincia a capire i protestanti, dopo una vita da cattolico”.

Non è facile farsi un’idea complessiva della storia sentendo solo una campana, tra l’altro senza riferimenti puntuali. Il riferimento alle scarpe multicolore del prete mi dice però molto sulle idee del signor Brandimarte, a cui non viene neppure in mente di dare il beneficio del dubbio: se a me capita di lasciare acceso il telefonino quando non dovrei e ricevo una chiamata, tipicamente la rifiuto e poi tolgo l’audio, schiacciando qualche tasto. Partendo poi dal principio che il signore in camicia e pantaloni fosse effettivamente un prete, e il nostro cattolico deluso sia una talpa come me e non abbia visto una crocetta appuntata al petto, ho trovato molto buffo il fatto che Brandimarte pensi di decidere lui quali sono i peccati da confessare. Non penso sia entrato in chiesa voluttuosamente avvinghiato alla signora, quindi posso immaginare che Taranto sia una città piccola e la relazione fosse abbastanza nota. Nulla di male, figuriamoci: però in effetti allora forse è meglio definirsi protestante e lasciare in pace il povero Bergoglio, no?

Musulmani in chiesa

Qui in montagna seguo poco Internet e guardo più la carta stampata: pertanto non so quale sia stato il risultato francese della proposta ai musulmani di appalesarsi domenica scorsa nelle chiese. La Stampa almeno aveva pagine e pagine su cosa era successo da noi, e soprattutto a Torino.
Premetto che certe iniziative, tipo la finta comunione con la distribuzione di pane agli ospiti, mi sono sembrate completamente fuori luogo, anche se animate dalle migliori intenzioni. E non so quanti musulmani signori nessuno hanno partecipato: le cronache parlano naturalmente degli esponenti che sono già da molto per il dialogo. (occhei, tra i signori nessuno c’era il mio amico Yagoub come da documentazione fotografica su Repubblica Torino)
Però credo che l’iniziativa sia stata una buona cosa. Io non penso esista l’islamismo moderato, proprio come non penso esista il cristianesimo moderato. Del resto, entrambe le religioni – oltre a sostenere di essere l’unica Vera Religione – tendono naturalmente al proselitismo, a differenza per esempio dell’ebraismo. Il punto è che la maggior parte della gente non pensa più che il proselitismo si ottenga con la forza, quanto piuttosto con l’esempio. E pur non essendo affatto un sincretista, ritengo che imparare a conoscersi sia davvero un enorme passo in avanti. Non devi rinnegare la tua religione, ma prendere atto che gli altri non sono diavoli. Ci penserà poi Dio o Allah a dare giudizi; se poi dopo la morte non c’è nulla le cose non cambieranno, se ci sarà YHWH o il FSM non cambieranno lo stesso, anche se in modo diverso.
Insomma, è stato bello vedere tutti mettere la faccia. Meno bello è stato vedere le critiche da parte di sedicenti Veri Cattolici e di prelati, ma Roma non è stata costruita in un giorno.

Père Jacques Hamel

Se non ho capito male mentre stamattina ascoltavo la rassegna stampa di Radio Popolare, il cardinale Tauran ha cercato di minimizzare il più possibile l’omicidio del sacerdote francese avvenuto ieri. Comprendo le ragioni politiche dietro questa scelta, ma non posso non notare che l’assassinio è stato commesso in odium fidei, e che quindi padre Hamel è un martire, almeno per la chiesa cattolica. D’altra parte papa Francesco ha anche esplicitamente detto che l’arcivescovo Oscar Romero è stato martire due volte (la seconda per motivi tutti interni alla Chiesa…), tanto che ha fatto immediatamente partire la sua beatificazione proprio come martire.
Cosa farà in questo caso? Io personalmente credo che ci voglia un segnale forte, e che questo segnale possa essere dato in modo positivo e non negativo. Ma nel mondo di oggi ciò non è detto.

diaconesse

Ora sono tutti a parlare di papa Francesco che ha aperto alle diaconesse. In realtà, da buon gesuita, ha detto che si potrebbe «Costituire una commissione ufficiale» che studi ««Qual era il ruolo della diaconessa in quel tempo» (nei primi secoli della Chiesa, insomma). Diciamo che inizierò a pensare che stia succedendo qualcosa quando vedrò la fine dei lavori della commissione… sempre che questi lavori partano.
Guardando da un punto di vista puramente teologico la questione, c’è un conflitto tra i testi del Nuovo Testamento, dove Paolo manda i saluti a una diaconessa come se fosse una cosa normale, e la prassi degli ultimi secoli che ha spostato il diaconato da ciò che era inizialmente, cioè un ministero di servizio, a un gradino specifico dell’ordine sacerdotale. In pratica, o la commissione riesce a trovare un modo per spiegare con dovizia di particolari che la parte caratterizzante del sacerdozio è la consacrazione dell’eucarestia o non se ne farà mai nulla. Ma voi ce li vedete i cardinali curiali che stravolgono tutta la struttura attuale? Per dire, oggi tutti i cardinali sono fatti automaticamente vescovi se non lo erano già: ma di per sé il cardinalato è diviso in tre ordini, diaconale, presbiteriale e vescovile. Visto che l’ordinazione vescovile di un cardinale non è un dogma, in linea teorica se esistessero diaconesse potremmo avere cardinali donna. Pensate solo cosa succederebbe a certi gruppi di cattolici dalle nostre parti 🙂

Sessuofobia

Nel memoriale sul caso Vatileaks2 che sarebbe stato scritto da Lucio Vallejo Balda e che non si sa come è nelle mani di Repubblica il monsignore racconterebbe di aver avuto rapporti, “anche carnali” (qui è Repubblica che se ne esce con queste perifrasi), con Francesca Immacolata Chaouqui. Tra le righe deduco che la sua linea difensiva sarebbe che ha dovuto passare i documenti riservati (“ma solo quelli meno importanti”) perché ricattato.

C’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato se un prelato – non una qualsiasi beghina – sia così poco convinto della misericordia divina da decidere di trafugare documenti riservati anziché confessare di aver fatto sesso, magari direttamente con il papa. E non so se ci sia qualcosa di ancora più fondamentalmente sbagliato nell’altra ipotesi: che cioè Vallejo Balda abbia avuto altri fini, ma pensi che affermare che la colpa è stata tutta del sesso possa essere una circostanza attenuante.

Un tempo lo facevano di nascosto

Il Sinodo che si sta tenendo in questi giorni dovrebbe essere un fatto interno alla Chiesa cattolica: in fin dei conti si discuto come i dogmi ecclesiastici vengono declinati. Eppure anche in questo caso la discussione si è subito spostata sui media italiani. Ha iniziato L’Espresso, con la penna di Sandro Magister che ha da almeno un anno e mezzo il dente avvelenato contro Bergoglio e soprattutto contro le modifiche alle norme di nullità del matrimonio ecclesiastico. (Io che sono maligno continuo a sostenere che Magister sia stato sposato e la sua ex moglie stia cercando di ottenere l’annullamento del matrimonio…) Magister ha così pubblicato la lettera di tredici cardinali contro Bergoglio, lettera di cui nella seconda puntata della webnovela si scrive “Sicuro il testo e sicuri i nomi dei firmatari, salvo approssimazioni marginali.”
Subito c’è stato il contrattacco sull’Huffington Post (anch’esso del Gruppo Editorale l’Espresso: se le cantano e se le suonano). Diciamo che tra le righe si direbbe che ciascun gruppo accusa l’altro di eresia, manco fossimo tornati alle dispute teologiche costantinopolitane.
Tutte queste diatribe non mi stupiscono più di tanto, se non per una cosa: che sono uscite dalle stanze del Vaticano e arrivate sulla stampa – immagino solo italiana. Vogliamo forse allargare le nostre competenze, ed essere anche teologi oltre che primi ministri e allenatori della nazionale?

Casamonica

Con la storia che sono in vacanza e ho poca voglia di approfondire le questioni che campeggiano sulle italiche notizie mi ero perso i funerali di Vittorio Casamonica e le dichiarazioni del parroco: “Rifarei il funerale di Vittorio Casamonica? Probabilmente sì, faccio il mio mestiere. Io qui ho fatto il prete, non spettava a me bloccare un funerale”.

Sono andato a rileggere quello che avevo scritto quando Piergiorgio Welby morì (e i funerali non si tennero in quella stessa chiesa). Il principio di non negare a nessuno un funerale resta. Carrozze, Rolls-Royce e petali di rosa lanciati dall’elicottero sono fuori dalla giurisdizione religiosa. Ma qualcuno in parrocchia avrà ben dovuto dare il permesso di appendere sopra l’ingresso della chiesa lo striscione “hai conquistato Roma, ora conquisterai il Paradiso”, no? E a don Giancarlo Manieri non è venuto in mente proprio nulla a quel punto? Certo, aveva tutti i diritti di fare il don Abbondio, ma sarebbe bastato contattare la Curia e dispiacersi di non poter fare lì quel funerale per ordini superiori. Sappiamo tutti che i funerali non si fanno per i morti ma per i vivi, ma ci sono dei limiti al come si fanno. E il mestiere di prete è anche quello.