Leggendo la cronaca del comizio newyorkese di Trump di ieri, non ci sono più dubbi, ammesso che qualcuno ne avesse ancora. La strategia di Trump è quella di insultare tutti quelli che non sono come lui vuole, e non è vero che lo staff trema tutte le volte che comincia a parlare a braccio.
Funzionerà? Lo vedremo tra otto giorni. Io temo di sì, perché è un modo per far andare a votare i suoi, che probabilmente non avranno nemmeno letto le cronache del comizio – l’ha tenuto a New York, mica in uno stato in bilico, il che mostra che la cosa era studiata – e genererà un falso senso di sicurezza nei democratici. D’altronde, l’oclocrazia è questa.
Ultimo aggiornamento: 2024-10-28 11:30

Dopo che mercoledì pomeriggio il sito era giù, sono tornati i dati sulle firme per il referendum sull’autonomia differenziata, insieme con le statistiche di firmatari per regione. Qui nella figura mostro il numero di firme, il rapporto firme/abitanti e il rapporto PIL regionale/PIL italiano.
Il 20 settembre ho firmato per il referendum sul dimezzamento (da 10 a 5 anni) del tempo necessario per la richiesta della cittadinanza italiana. Ho anche apprezzato il tagliuzzamento per riuscire a farlo, tra l’altro. Ho però detto “non è possibile far partire un’iniziativa il 6 settembre, sapendo che le firme per i referendum devono essere raccolte entro il 30 settembre per legge. Siamo a 120000 firme, che vuoi fare?
Se persino Fox News dice che il dibattito Harris-Trump di martedì
Devo dire che non mi aspettavo un anticlimax come quello di mercoledì sera, con il ministro Gennaro Sangiuliano che