Archivi categoria: pipponi

Liste di proscrizione per i bagni

Questo è il testo della circolare emessa nella scuola dove vanno i miei figli. I bagni (in tutte e tre le scuole che formano il plesso) fanno schifo e puzzano: questo è indubbio. Le due elementari sono edifici che hanno più di cent’anni, ma questo non dovrebbe voler dire molto: non ho idea di come sia la scuola media. Purtroppo l’edilizia scolastica è un macello: se non ho capito male gli edifici scolastici sono di proprietà comunale, non statale, e quindi su budget del tutto diversi.

Detto questo, il punto è un altro. Come può un dirigente scolastico pensare che una schedatura simile – a parte i possibili problemi di privacy – serva a qualcosa? Pensa forse che con una raffinata analisi statistica dei bisognini dei bambini si possa capire chi sia il colpevole di quelle puzze? Le maestre dovranno diventare dei piccoli kapò, almeno fino a che non verrà implementata la tecnologia di avanguardia presentata in questo video?

Ottimizzazione del corriere

Sono appena tornato dalla biblioteca di zona, dove sono andato a recuperare un libro in prestito interbibliotecario. Mentre passavo sul controviale di viale Zara, c’era un camion di Bartolini (anzi BRT come in uso da qualche anno) parcheggiato subito dopo l’Esselunga. Il corriere è poi salito e si è piazzato su un passo carraio (bloccando del tutto il marciapiede, per la cronaca). Mentre uscivo dalla biblioteca ho visto che stava ripartendo… dopo aver lasciato il camion al largo di via Budua. Nella cartina di OpenStreetMap qui a fianco ho indicato i tre punti in cui ha sostato, e ho lasciato la scala per darvi un’idea delle distanze.

Io capisco che i corrieri debbano consegnare pacchi e pacchetti a tutte le ore e in fretta e furia. Non pretendo che si arrivi al livello di UPS che vieta agli autisti di girare a sinistra. Ma non trovate che magari si potrebbe evitare di muovere un furgone a cinquanta metri per volta, e pensare a lasciarlo fermo in uno solo di quei tre posti?

Ultimo aggiornamento: 2019-03-22 18:18

Bispensiero

Ieri, con il mio cappellino Wikimedia Italia, sono andato a una riunione di un gruppo di legali aziendali che fanno regolarmente questi incontri sul copyright. Stavolta si parlava della direttiva europea in dirittura d’arrivo, e tra i relatori c’era nientemeno che Enzo Mazza, presidente della FIMI (i discografici, insomma). Bene: Mazza ci ha spiegato che il famoso articolo 13 della direttiva, quello sul “content filtering” o se preferite sul “value gap” che richiede un controllo sul materiale postato dagli utenti, è in realtà vantaggioso per noi peones! Il motivo? Semplice. Con la direttiva attuale se qualcuno posta materiale sotto copyright può venire citato a giudizio, mentre con le magnifiche sorti e progressive della direttiva il provider ha fatto una licenza preventiva con i titolari dei diritti e quindi è al sicurao.

Ottima narrazione, vero? Beh, proviamo a leggerla da un punto di vista leggermente diverso. Innanzitutto dovrebbe essere chiaro a tutti che la formulazione attuale – ma nemmeno quelle delle varie bozze… – non è pensata contro la pirateria. A parte il fatto che già adesso ci sono leggi per gestirla (occhei, funzionano male ma ci sono), pensateci un attimo su. Secondo voi, una piattaforma pirata andrebbe a chiedere una licenza d’uso ai legittimi proprietari? E anche se gliela chiedesse, perché mai questi dovrebbero dargliela? No, la direttiva nasce per la nonna che posta su YouTube o su Instagram il video del saggio di danza della sua nipotina che ha come colonna sonora un brano sotto copyright. Il titolare dei diritti ci perdeva? Ovviamente no, a meno che voi non crediate che ci sia gente che prende quelle colonne sonore mal mixate. Con la direttiva, però, potrà farsi dare preventivamente i soldi da Google e Facebook. Da un certo punto di vista, però, i due big possono essere contenti: in pratica continueranno a mantenere il loro oligopolio, visto che le eccezioni commerciali ci sono sì, ma sono legate alle piccole dimensioni della startup e soprattutto hanno una durata massima di tre anni. Insomma, sono stati aggiunti altri paletti per la nascita di nuovi modelli, come se non ce ne fossero già abbastanza al momento (leggete i vecchi libri di Barabási per farvene un’idea).

Devo però dire che i titolari dei diritti attuali hanno fatto un lavorone per convincere per esempio l’Associazione Italiana Biblioteche che il testo è un ottimo compromesso, dando loro un contentino per la gestione delle opere orfane. (Ah, tra l’altro, dopo la lettura di Mazza mi è chiaro perché ci sia quello che per me è un obbrobrio legale, che cioè una società di gestione che rappresenta una parte preponderante degli autori possa concedere una licenza anche per opere di autori da essa non gestiti: tutto il giro “pagateci il pizzo e state tranquilli” non funzionerebbe se la licenza non fosse in un certo senso tombale). Mi aspetto una schiacciante maggioranza a favore)

I terroristi di Christchurch

Il viaggio di nozze con Anna partì da Christchurch. Occhei, non mi ricordo molto della città perché ero fuso dal fuso. Quel poco che ricordo era una cittadina che – nonostante fosse pomposamente denominata la capitale dell’Isola del Sud – era sonnacchiosa. Ma stiamo parlando di una nazione dove ci sono dieci pecore per abitante e in cui un terzo della scarsissima popolazione vive nella conurbazione di Auckland.
Sono passati 15 anni, d’accordo, però leggere della strage terroristica contro due moschee mi fa accaponare la pelle. Non è solo l’odio per “l’altro” che si vede: è proprio la volontà di dimostrare di essere loro la maggioranza, cooptando tutti i “resistenti per la libertà” – a parte il Luca Traini de noantri, nomi come quelli di Sebastiano Venier e Novak Vujošević (della battaglia di Fundina), per non parlare di Carlo Martello (che ritorna dalla battaglia di Poitiers). Non fossero i musulmani sarebbe qualcun altro.

Ultimo aggiornamento: 2019-03-15 11:37

“stupro della brutta” e Cassazione

In questi giorni si è parlato parecchio della sentenza della Cassazione, che avrebbe annullato una condanna per stupro “perché la vittima sembra un maschio”. Ora sappiamo bene che i giornali spesso fanno fatica a spiegare per bene le cose, ma stavolta l’articolo di Repubblica mi pareva abbastanza chiaro: la Cassazione ha annullato con rinvio – quindi ha detto che si deve fare un nuovo processo – la sentenza di secondo grado che era stata di assoluzione, perché le motivazioni della sentenza indicavano un pregiudizio delle giudici. Questo tra l’altro torna, perché come ben noto la Suprema corte giudica solo sul metodo e non sul merito; ed è per questo che ci vorrà un nuovo processo.
Quello che mi chiedo è perché allora si parla tanto della Cassazione e non delle giudici d’appello. È Repubblica che non ha capito nulla, e quindi la mia ricostruzione basata su quell’articolo è completamente errata? È la gggente che quando vede la parola “Cassazione” decide che sono il Male Supremo?

Ultimo aggiornamento: 2019-03-11 10:35

Indro verniciato

Montanelli in rosa Sulla storia della statua di Indro Montanelli imbrattata di vernice rosa (ma la vernice lavabile non è quella che stesa sui muri può essere appunto lavata, cosa un po’ diversa da “può essere tolta con l’acqua”?) io ho solo un pensiero, nemmeno troppo profondo.
Discutere sul fatto che Montanelli meriti o no di essere ricordato è una cosa perfettamente lecita, non ci sono dubbi. Per quello che mi riguarda, avrei anche trovato comprensibile che qualcuno gli avesse buttato addosso una latta di vernice quando era in vita. Farlo su una statua che evidentemente non può fare nulla mostra solo che si è forti con i deboli.

(foto: La Repubblica. Se ci cliccate sopra finite sulla loro rassegna fotografica)

Ultimo aggiornamento: 2019-03-10 12:56

Tassa sulla cittadinanza

Da oggi è possibile fare domanda per il reddito di cittadinanza, sperando per i beneficiari che inizi ad essere elargito prima del 29 maggio prossimo venturo: ma non correte, conta semplicemente il mese di presentazione e non il giorno. Leggo però che la cosiddetta “Carta RDC” fornita da PosteItaliane prevede dei costi per le operazioni: un euro per prelievo da Postamat, 1,75 per prelievo da Bancomat, 1 euro per bonifico e 50 centesimi per postagiro.

Non ho voglia di entrare nelle diatribe sul reddito di cittadinanza, e quindi parto dalla definizione data al di fuori dei proclami per la gggente: si è voluta fare una revisione delle politiche del welfare per semplificare. Perfetto. Possiamo anche immaginare che la semplificazione abbia portato alla scelta di un unico soggetto elargitore di RDC, anziché affidarsi alla concorrenza del mercato. Perfetto. Ma a questo punto tratti con questo soggetto (leggi, dai loro un po’ di soldi) in modo che non ribalti le sue spese di gestione sugli aventi diritto. Posso comprendere i bonifici e il bancomat, ma postamat e postagiro sono operazioni interne, non ha senso che vengano pagate da chi evidentemente non ha soldi altrimenti non avrebbe il reddito. È un costo maggiore per lo Stato? Certo. Ma tutta l’operazione Reddito di Cittadinanza è un costo per lo Stato. Si è scelto di farlo, e allora lo si fa bene… Ah no, scusate, stiamo parlando del governo verde-giallo.

La caduta del Celeste

Che Formigoni vada o no in carcere a me importa relativamente poco. Più interessante è stato notare come gli siano rimasti ben pochi amici, nonostante quanto troviamo scritto in Luca 16,8: non è sempre Vangelo, insomma.

A me quello che non è mai piaciuto di Formigoni è stata la sua doppiezza, dalle vacanze generosamente offerte da chi era stato da lui beneficiato con soldi pubblici alla megalomania del Formigonio. Mi chiedo però una cosa a più ampio spettro. Com’è che a Milano mi capita spesso che mi convenga fare un esame medico come privato, perché pago meno del ticket? È solo perché nel modello lombardo alla sanità i fondi pubblici servono per le spese correnti e quindi si può risparmiare sul costo vivo? Purtroppo questo sembra un segreto mantenuto molto meglio di Fatima, che alla fine è stato svelato…

Ultimo aggiornamento: 2019-02-22 10:06