Chi mi legge sa che cos’è il phishing – beh, in questi giorni forse lo sa persino chi legge i quotidiani, il che è tutto detto – e sa che in Italia il sito di gran lunga più scelto dai phisher è quello di Poste Italiane, anche se ci sono banche messe molto peggio (per non fare nomi, Fideuram che almeno fino a un paio di giorni fa aveva una possibile falla di sicurezza niente male). È ovvio che da un lato occorre che gli utenti stiano molto attenti a quello che fanno, ma è anche ovvio che anche le banche devono fare la loro parte.
E la stanno facendo alla perfezione, naturalmente in stile italiano. LivePaola racconta che ieri non è riuscita a pagare online i contributi per la colf. Motivo? La sua banca, Fineco, ha silenziosamente messo un tetto massimo di 149 euro per i pagamenti con una loro carta sul sito poste.it. Il tutto, ovviamente, “per motivi di sicurezza”. Detto in altro modo: visto che noi banche non siamo capaci a fare le cose in maniera sicura, ti impediamo di farle, sperando che tu non te ne accorga nemmeno, visto che tanto non è che tutta questa roba di gestione online dei pagamenti sia così importante, e la facciamo solo perché è di moda[*]. Se poi proprio ci va male e vieni a romperci le scatole, ti spieghiamo che lo facciamo per il tuo bene. Mi pare un modo perfetto di spiegare come vanno le cose in Italia.
[*] sì, lo so che Fineco è una banca online. Che lo sappiano loro, non ne sono certo.
Ultimo aggiornamento: 2008-01-09 09:54