Non ho commentato sulla scajolata “in cinque anni avremo di nuovo le centrali nucleari” (in realtà, in cinque anni si poserebbe la prima pietra di una centrale nucleare che se va bene sarà pronta tra quindici-vent’anni) perché non ho un’opinione precisa in proposito.
Però una cosa non la posso tacere, ed è relativa alla promessa di fare uno sconto sulle bollette a chi si troverebbe in giardino una centrale nucleare. Quando nel 1987 ci sono stati i “referendum sul nucleare”, non è stata affatto abrogata una legge che permetteva di avere centrali nucleari, anche perché probabilmente una legge non c’era. Sono stati invece fatti tre referendum “fiancheggiatori”, come potete vedere. Più precisamente, è stata negata la possibilità per l’Enel di partecipare alla costruzione di centrali nucleari all’estero (anche se poi in questi anni si sono comprate società elettriche straniere che gestivano centrali nucleari), si è tolta la possibilità allo stato di bypassare i comuni che non volevano concedere territori per le centrali, e si sono aboliti i contributi ai comuni che avevano nel loro territorio le centrali nucleari.
In pratica l’affermazione di Scajola va contro il terzo di questi referendum, anche se in realtà i soldi non vanno ai comuni ma agli abitanti. Qualcuno glielo andrebbe a dire?
Ultimo aggiornamento: 2008-05-28 16:08