Archivi categoria: pipponi

Asimmetrie

Notizia di cronaca dal Corsera: Milano, tassista investe un immigrato. Già l’occhiello comincia a farci venire qualche dubbio, però: “Il conducente ha volutamente puntato sullo straniero. Fermato dai vigili, è risultato positivo alla cocaina”. Ma è la lettura dell’articolo che ci fa capire come funzionano le cose qui da noi. Ecco alcuni frammenti dell’articolo, con le mie chiose.
* «due extracomunitari marocchini regolari, di 51 e 28 anni» – perché occorre rimarcare il “regolari”? Se non lo fossero stati sarebbe cambiato qualcosa? E perché occorre ridondare con “extracomunitari” e “marocchini”? Non sarebbe bastato “marocchini”?
* «ma lui si sarebbe rifiutato (a detta del tassista in quanto la via era imprecisata)» – a parte la banalità che non credo che uno fatto di cocaina sia in grado di capire il nome di una via detto da qualcuno che probabilmente non parla l’italiano (ma non avendone mai assunta magari mi sbaglio di grosso), qual è la ragione di questa parentesi? cambia qualcosa, considerando che nell’articolo non si parla di un alterco seguente, ma che «A questo punto i due si sono incamminati lungo la via Tonale»?
* «Ma l’autista, con una manovra volontaria, ha investito deliberatamente il pedone più giovane, come poi le telecamere comunali avrebbero dimostrato.» – mi viene solo da pensare “è una vergogna che ci siano tutte queste telecamere che non permettono più di stabilire la Vera Verità”
* il commento del vicesindaco De Corato, che mi rifiuto di citare. Non una parola sui due investiti, che d’altronde essendo extracomunitari e marocchini sono evidentemente subumani.
Bene. Come compito a casa provate a pensare a un tassista extracomunitario marocchino regolare che avesse investito volontariamente due operai brianzoli, e scrivete un articolo per il Corsera.

Ultimo aggiornamento: 2008-12-28 22:17

Israele e Gaza

Sì, trovo anch’io barbari gli attacchi israeliani contro Gaza. Però mi chiedo anche alcune cose.
– Da Gaza avevano ripreso a lanciare razzi contro Israele. Anche supponendo che i miliziani (qualunque cosa voglia dire la parola) non siano direttamente legati al partito al potere a Gaza (Hamas), mi state dicendo che la polizia palestinese non è in grado di trovare da dove lanciano i razzi? sono lanciati dalla finestra di casa come i botti a Napoli?
– La comunità mondiale deplora le azioni israeliani, e tutte queste cose qua. Però poi l’italica stampa scrive che un razzo partito da Gaza casca subito, e uccide per errore due bimbe palestinesi. Si suppone che se fosse arrivato a destinazione e avesse ucciso due bimbe israeliane allora non sarebbe stato un errore, ma la logica conseguenza?
– Israele sta bloccando da mesi i valichi di frontiera, impedendo i rifornimenti. Però esiste un valico con l’Egitto (Rafah’) che è anch’esso sempre bloccato. Come mai?
Io tendo a diffidare da chi vede le cose troppo in bianco-e-nero. Termino così il pippone citando un commento riportato da Paolo Guzzanti, commento con il quale sono generalmente in disaccordo tranne su una cosa: questo attacco è banalmente preelettorale, il che significa che Livni e Barak sono convinti che la maggioranza della popolazione israeliana, e non solo gli ortodossi, vogliano questi attacchi.

Ultimo aggiornamento: 2008-12-28 18:46

Pesi e misure

Ho appena letto le motivazioni della sentenza di primo grado che ha condannato a 29 anni (e non all’ergastolo) Romulus Mailat per lo stupro e assassinio di Giovanna Reggiani. Ricordate? lo scorso autunno, fuori dalla stazione di Tor di Quinto, con Uòlter Weltroni che intimò a Prodi di emanare subito il decreto sicurezza.
Bene. Leggo che la riduzione di pena è stata fatta perché la corte d’assise «non può non rilevare che omicidio e violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori: la completa ubriachezza e l’ira dell’aggressore, e la fiera resistenza della vittima».
Rileggete questa frase. Tradotta dal giuridichese, ci dice che (a) una donna deve accettare con cristiana rassegnazione lo stupro, per evitare che l’aggressore possa farle chissà cos’altro; e (b) che se sei ubriaco e alla guida gli altri hanno il diritto di linciarti, ma se sei ubriaco e a piedi tu puoi essere giustificato, perché presumibilmente stai risparmiando carburante e non rovini la tua macchina facendola sbattere contro una persona.
Non ce la faccio ad aggiungere altro. Buon Natale.

Ultimo aggiornamento: 2008-12-24 14:33

Bernabè e beppegrillo™

Leggo da De Biase di questo simpatico scambio tra beppegrillo™ e Bernabè. A quanto pare, il comico blogghettaro ha iniziato a prepararsi per la prossima assemblea con questo post, e il presidente (almeno per il momento) di Telecom Italia gli ha risposto con un commento sul blog: commento che è stato immediatamente bloccato mentre i responsabili del blog contattavano Telecom e scoprivano che il commento era proprio suo: così oggi la risposta è riportata nel blog, dopo il controcommento di beppegrillo™ (si sa, è casa sua, quindi ha il diritto della prima parola)
Dopo avere letto il resto del post di De Biase, non sono riuscito a capire se la sua ultima frase (“E’ un successo di Grillo, dei blog e di Bernabè.”) sia davvero pensata oppure semplicemente ironica. Personalmente so bene che il mio presidente è bravo a rigirare la frittata, e ho già parlato male dell’ultimo piano industriale un paio di settimane fa. E sapete anche che io non sopporto Grillo adesso, proprio come non lo sopportavo dieci anni fa quando negli spettacoli spaccava i PC da vero luddista: quindi potrei essere prevenuto nei suoi confronti, e ve lo dico subito perché possiate farci eventualmente la tara. Però mi pare che la risposta del nostro mostri una debolezza di fondo. Già scrivere la risposta prima del testo, oltre che fare tanto Outlook (ma lì, ad essere tanto buoni, si può immaginare che il testo originale sia lasciato per riferimento) dà tanto l’aria di voler spiegare ai lettori quale dev’essere la corretta interpretazione dell’altrui testo. Ma più in generale c’è un punto di fondo. Il modo di comunicare di beppegrillo™ è urlato, pardon urlato, il che funziona benissimo per aizzare le folle quando dall’altra parte c’è il silenzio, oppure un urlo uguale e contrario. Ma quando ti trovi davanti uno che non urla, sei costretto a continuare a urlare ancora di più per farti sentire, e non è detto che l’escalation ti riesca. Guardate solo il testo di Grillo. Inizia dicendo “sono capaci tutti a risanare l’azienda licenziando e aumentando il canone” (vero, ma irrilevante se non hai un contropiano. Potete far notare che non è Grillo a doverlo avere, certo; però resta il fatto che questo è solo sfascismo). Continua dicendo “non fai i nomi, ma li dico io: è tutta colpa di D’Alema” (presumibilmente vero, anche se si dimentica che prima Prodi aveva praticamente regalato Telecom alla Fiat: ma non si vede perché Bernabè debba farli lui, i nomi) e “è inutile parlare della magistratura, i danni di Tronchetti e Buora che erano i capi di Tavaroli sono ora di sua competenza” (non c’entra nulla); si mette a parlare dei PC andando completamente fuori tema; afferma che Open Access non dà parità di accesso senza dare prove. L’unico punto su cui Grillo si sarebbe mosso bene è quello sulla mancanza di banda larga; peccato che caschi sul “ci sono posti dove non ci si connette nemmeno con il cellulare” (sta andando anche a chiederlo a Vodafone, Wind e Tre?), oltre che far perdere la cosa in mezzo a tutto il resto senza ad esempio chiedere “avete fatto delle stime di costi per portare in giro la banda larga? Perché non le pubblicate?” Insomma, più che altro il solito monologo, più o meno indipendente da quanto ha detto la controparte
Non che mi aspettassi nulla di diverso, intendiamoci. E voi? che ne pensate?

Ultimo aggiornamento: 2008-12-23 22:37

Posta prioritaria

Il 4 dicembre scorso, mia mamma mi ha spedito una lettera, con dei documenti che mi servivano.
Ieri, 17 dicembre, me la sono trovata nella buca delle lettere.
Naturalmente la lettera è stata spedita come “posta prioritaria”, visto che non c’è altro modo per farlo. Quello che non potete sapere finché non lo scrivo è che la lettera è stata spedita direttamente dall’ufficio postale di Usseglio, che due settimane fa non era isolato come in questi giorni, e che sulla busta non c’è il francobollo ma uno di quei codici a barre bidimensionali che immagino abbiano al loro interno tutto l’indirizzo (corretto, ho verificato) per un processamento più veloce.
Capisco che ci voglia ancora un anno per completare l’Alta Velocità da Torino a Milano, ma credo che anche usando un vagone postale agganciato a un treno regionale e anche essendo buonissimi e ricordandoci che lunedì 8 era festivo non ci sarebbero stati problemi a consegnare la busta il 9 dicembre (e stiamo parlando comunque di tre giorni lavorativi). Certo che se poi mi stupisco che stia aspettando dei libri spediti il 28 novembre, vuol dire che non ho proprio capito nulla dalla vita: dovrei semplicemente rassegnarmi, esattamente come mi pare stiano facendo tutti.

Ultimo aggiornamento: 2008-12-18 10:16

De Mauro online: “la storia editoriale si è conclusa”

C’era una volta un dizionario liberamente consultabile online: il De Mauro-Paravia. Bastava andare sul sito, e iniziare la vostra ricerca.
Da ieri, niente da fare: leggo infatti dal FriendFeed di Teiluj che il vocabolario è stato tolto. Ragione? È scritto nella pagina stessa del sito:
«Il sito si rinnova: la versione online del Dizionario italiano De Mauro Paravia, la cui storia editoriale si è conclusa nei mesi scorsi, lascia ora il posto a un altro grande strumento per la conoscenza e l’uso della lingua italiana: il Dizionario dei sinonimi e contrari De Mauro Paravia.»
Premesso che io a suo tempo acquistai il De Mauro in edizione cartacea+cd e quindi la cosa non mi fa né caldo né freddo, mi limito a dire che credo di non aver visto molto spesso un’idiozia simile. Già la scelta dei termini, con la “storia editoriale conclusa”, è assolutamente insensata: come se un vocabolario fosse un libro a orologeria che si distrugge dopo un paio d’anni. Ma è proprio dal punto di vista del marketing che la decisione è incredibile. Un vocabolario, almeno in Italia, viene comprato perché a scuola dicono che il figlioletto lo deve avere, e a scuola non puoi certo connetterti sul sito; la probabilità che una persona non compri un vocabolario perché può leggersi i lemmi online è scarsa se non nulla. Ma Paravia, dimostrando una testardaggine che farebbe credere che la casa editrice sia ancora torinese, ha preso la sua decisione.
Non posso che suggerirvi di andare dalla concorrenza: occorre una registrazione (gratuita) per consultare il Garzanti, ma almeno lo potete usare.
Aggiornamento: (9:30) In realtà da telefonino è ancora possibile consultare il De Mauro, andando all’indirizzo wap.demauroparavia.it. Bisogna dire che sono proprio teNNIci e sfruttano le più modernISSIME evoluzioni dei protocolli!
Aggiornamento: (10:15) Leggo nei commenti del Mantellini che la frase “la storia editoriale si è conclusa” ha un suo senso, visto che il vocabolario è ormai fuori catalogo. Resta intatto il mio giudizio sull’insipienza nel decidere di non lasciare disponibile una risorsa utile e che a loro non costava nulla e dava pubblicità. Se volevano pubblicizzare il dizionario dei sinonimi e dei contrari, bastava modificare l’output delle pagine in modo che dopo il lemma dal vecchio De Mauro ci fosse il bannerino del nuovo dizionario e i risultati di quella ricerca…
Aggiornamento: (11:20) Pier.labi nei commenti fa notare che old.demauroparavia.it al momento funziona ancora.
Aggiornamento: (7 ottobre 2009) Il dizionario non ci sta (quasi) proprio più.

Ultimo aggiornamento: 2008-12-15 07:00

È una dura lotta

I miei ventun lettori sono sempre molto attenti, e si ricorderanno di questa mia notiziola, che tra l’altro ha anche avuto un discreto numero di commenti: la Corte di Giustizia europea ci ha condannato perché l’età pensionabile per le donne (specificatamente nella pubblica amministrazione, perché è l’unico settore in cui poteva emettere un giudizio) è più bassa di quella per gli uomini. Per quanto riguarda il resto degli italiani, ho i miei dubbi.
Detto questo, mi chiedo chi sia il più paraculo:
– Il MINIstro Brunetta, che oggi si bea aggiungendo un’altra tacca alla sua indefessa attività contro i fannulloni e proclama ai quattro venti che visto che «l’invecchiamento attivo è un obiettivo di bene pubblico » porterà a 65 anni l’età pensionabile nella Pubblica Amministrazione anche per le donne;
– Il Corsera, che nel suo resoconto ha dimenticato di dire che Brunetta sa benissimo che tanto deve farlo lo stesso, almeno secondo quanto invece riporta La Stampa;
– il sindacato, che è insorto come un sol uomo (e una sola donna, visto che il Corsera ha anche intervistato la Polverini, segretario dell’UGL) che proprio non sembra ricordarsi della sentenza UE.
Spero concorderete con me che non è così facile fare una graduatoria.

Ultimo aggiornamento: 2008-12-13 19:30

Cinegiornale Luce

Oggi la signora Marina Berlusconi ha sposato il suo bello, Maurizio Vanadia. Sono certo che adesso che siete al corrente della cosa il vostro Natale sarà enormemente più felice.
A me la cosa riguarda molto poco, considerato che non conosco nessuno dei due sposi e chiaramente non sono nemmeno stato invitato al loro matrimonio, che poi non avrei nemmeno saputo cosa mettermi. Però, mentre aspettavo che l’Enel rimettesse in sesto la linea elettrica che alimenta la server farm che ospita tra l’altro il mio sito e queste notiziole, mi è capitato di vedere gli articoli pubblicati a riguardo dai tre principali quotidiani generalisti italiani: Nozze sobrie ad Arcore tra Marina Berlusconi e Maurizio Vanadia (La Stampa); Marina Berlusconi, ‘Sì’ ad Arcore – cerimonia sobria a Villa San Martino (Repubblica); Nozze sobrie e blindate in casa Berlusconi (Corriere).
Già dai titoli avrete notato una vaga somiglianza: ma magari avrete pensato che in periodi di crisi come questo è meglio calcare l’accento sulla sobrietà dei ricchi. Se però andate a leggere gli articoli (se non li trovate più, li ho salvati e postati sul mio Posterous), scoprirete che le somiglianze sono molte, molte più delle differenze; anzi possiamo dire senza paura di essere smentiti che tutti e tre gli articoli sono stati scritti partendo dalla stessa fonte. Settant’anni fa il MinCulPop preparava le veline da inviare ai vari quotidiani specificando cosa scrivere, cosa non scrivere e come scrivere: oggi le veline sposano i calciatori, e l’ufficio stampa invia una cartelletta alle agenzie con il testo già pronto, giusto da parafrasare qua e là.
L’evoluzione dei tempi.

Ultimo aggiornamento: 2008-12-13 17:17