Vedo in giro mugugni sulla decisione di PD e IDV di lasciare libertà di coscienza sul voto per la legge Englaro (non facciamo ridere i polli: una legge di una singola frase che non fa nessun distinguo è una legge ad personam, e comunque l’ha detto anche Schifani).
Beh, io ritengo che quello sia il comportamento corretto da tenersi. So di alienarmi la simpatia degli ultimi miei lettori, ma non ci posso fare molto: e comunque non sono né vorrei essere un leader. Fossi un parlamentare, io voterei contro la legge: non perché l’ha scritta Berlusconi, ma perché ritengo che per un paziente in stato vegetativo – non in coma, attenzione – da più di due anni l’alimentazione forzata sia un accanimento terapeutico, e non un semplice sostegno vitale. Detto in altro modo: se io avessi un incidente e rimanessi per due anni in stato vegetativo, io voglio che mi si tolgano alimentazione e idratazione.
Però questo è un tema etico, e io rispetto chi non la pensa come me e ritiene invece che il sondino non sia accanimento (oltre che naturalmente non pensare nemmeno a toglierlo a chi è di questa idea e finisse in stato vegetativo, e altre cose che mi porterebbero però fuori tema). Per me obbligare una persona a un voto, qualunque esso sia, su questi temi è una prevaricazione inaccettabile: anche se il voto imposto fosse il mio voto.
Poi lo so che con il Porcellum nessuno ha la possibilità di scegliere quale persona mandare in Parlamento: ma quello è un problema a monte.
Ultimo aggiornamento: 2014-03-05 11:05