Io sto iniziando ad avere molto sulle palle quelli che sfrecciano in bicicletta sui marciapiedi. La parola chiave, ribadisco, è “sfrecciano”. Pensate alla motilità che posso avere quando spingo il passeggino coi due quasitreenni, e cosa può succedere quando arrivando a un semaforo mi sposto sulla destra perché andando dritto sbatterei sul paletto e da dietro mi sta arrivando uno a tutta velocità che ha anche avuto il coraggio di lamentarsi perché avrei dovuto vedere cosa succedeva dietro di me.
Io spingo il passeggino a una velocità tra i quattro e i cinque chilometri l’ora; un camminatore arriva a sei, uno che corricchia ne fa dieci, ma ha tutto il tempo di stabilire una traiettoria. Un ciclista fa i 25 all’ora senza problemi: certo una bici è più maneggevole di un suv, ma la quantità di moto è comunque piuttosto alta. Vuoi andare veloce? Bravissimo, è quello che faccio sempre io: ma lo faccio stando sulla carreggiata. (Tra l’altro erano le 21:20 su viale Suzzani, per strada non c’era nessuno). Hai paura delle auto? O non prendi la bici, oppure vai a passo d’uomo.
Questa è la stessa ragione per cui rifuggo come la peste le piste ciclopedonali come quella di via Padova. A piedi la faccio tranquillo, standomene accuratamente sul mio lato; in bicicletta me ne vado sulla carreggiata (in spregio al codice della strada, tra l’altro). Se fossi certo che anche gli altri pedoni se ne stessero sul loro lato non ci sarebbero problemi; ma invece sono certo che non lo fanno. Ed è vero che il pedone è il soggetto più debole; ma è anche vero che se uno non è così imbecille da camminare amabilmente in mezzo a una strada non dovrebbe nemmeno essere così imbecille da camminare in mezzo a una pista ciclabile.
(scusate lo sfogo)
Ultimo aggiornamento: 2012-06-01 14:33