Se vi capita di girare su Facebook, probabilmente tra ieri e oggi qualcuno dei vostri amici avrà postato un link a una petizione da firmare perché Nicole Minetti si dimetta prima di fine mese e quindi non possa andare “in pensione a 27 anni“.
Io non ho alcuna stima della signorina Minetti per quanto riguarda la sua attività politica (che potete valutare da soli qui). (Non ho neppure stima per le altre attività, ma quelle non sono un mio problema). Detto questo, ho altrettanta nulla stima per i populisti che cavalcano queste proteste. La signorina Minetti è un consigliere regionale lombardo, e come tutti i consiglieri regionali lombardi ha diritto a un vitalizio se è rimasta in carica per una intera legislatura. (Se ne ha fatta almeno metà, come sarebbe il caso se si dimettesse dopo fine ottobre, potrebbe pagare i contributi volontari per arrivare a una legislatura intera). Innanzitutto il vitalizio le verrà assegnato una volta compiuti i 60 anni, come si può verificare dal testo della legge regionale lombarda 20 marzo 1995, N. 12 (purtroppo devo lasciare la cache Google, perché il sito sembra essere stato arrestato per qualche oscura trama di link di scambio), quindi scrivere che a 27 anni “va in pensione” è una falsità. Nel merito, poi, quella legge è iniqua? Certo. Dalla prossima legislatura, per fortuna, il vitalizio sarà abolito. Ma in questa legislatura c’è, e c’è per tutti e 80 i consiglieri. Non è bello che, a differenza di quanto è capitato ai poveretti come il sottoscritto, i consiglieri abbiano deciso che i diritti acquisiti non si toccavano. Però la signorina Minetti ha esattamente gli stessi diritti degli altri 79 consiglieri, e promuovere una raccolta firme (che tanto vale meno di zero, si sa che tutte queste cose servono solo a farsi pubblicità) è come minimo fuorviante.
Ma tanto siamo su Facebook, chissenefrega… una condivisione non costa nulla!
Ultimo aggiornamento: 2012-10-12 15:32