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M4

A quanto scrive su FacciaLibro il sindaco Pisapia, i cantieri per la linea 4 della metropolitana di Milano stanno davvero per partire. Si fermeranno quasi subito: per la mitica data del 2015 se va tutto bene avremo le tre (3) fermate di Linate, quartiere Forlanini, Forlanini FS. Però è un’opera fondamentale per l’Expo: i fantastilioni di visitatori che arrivano in aereo a Linate potranno infatti prendere la metropolitana, scendere al capolinea provvisorio, da lì prendere il passante e arrivare alla stazione di Rho-Fiera dove si terrà l’Expo.
Non so se sapete dove è situato l’aeroporto di Milano: nel caso, prendete Google Maps e digitate “aeroporto Milano Linate”. Se vedete, subito sopra c’è una ferrovia, il tratto Milano-Pioltello della linea per Brescia: sarebbe stato molto più logico dirottare i (pochi) soldi che ci sono per la creazione di un raccordo con Linate, così i fantastilioni di cui sopra non avrebbero dovuto cambiare treno (e come bonus si sarebbe anche potuto avere dei treni per la stazione Centrale.
Ah: tanto RFI i soldini li deve mettere lo stesso, perché “Forlanini FS” non esiste affatto: ci sono i binari che passano, ma non la stazione ferroviaria…

Ultimo aggiornamento: 2012-03-08 10:25

bici (e non solo) a colori

Da quanto leggo sul Corsera, al posto dei morattiani “raggi verdi” la giunta Pisapia propone «i Raggi Rossi, gli Anelli Blu e le Linee Gialle». Sarà, ma non è che questo profluvio di colori mi ispiri più di tanto.
Ma sempre parlando di colori, che ne pensate di questo ragionamento, sempre dal dorso milanese del Corriere?

«La sosta risulta complessivamente deficitaria – riconosce l’Amat – costringendo nelle ore notturne all’occupazione anche di buona parte degli stalli a pagamento». Ecco perché il Comune sta pensando di comprimere le strisce blu e ampliare la quota di posteggi liberi per i milanesi del centro. L’operazione è delicata, ma tecnicamente possibile: il crollo del traffico nei Bastioni (un terzo in meno con il ticket a 5 euro) ha «svuotato» una parte degli spazi a tariffa per le auto dei pendolari.

Visto che di giorno c’è meno gente, insomma, i residenti che tornano la sera a casa loro in centro hanno diritto a più posti riservati la notte, quando comunque entra anche chi non vuole sganciare i cinque euro. Io avrei immaginato che sarebbe stato più semplice lasciare la possibilità ai residenti di parcheggiare la notte nelle strisce blu, ma magari mi sbaglio…

Ultimo aggiornamento: 2012-01-30 07:00

Diritti acquisiti

L’incrocio tra viale Monza e via Bolzano qui a Milano è notoriamente usato per fare inversione a U e tornare verso piazzale Loreto, nonostante la difficoltà intrinseca della manovra e soprattutto il fatto che si vada contromano (via Popoli Uniti, che è dall’altro lato del viale, è infatti senso unico nell’altra direzione). Stamattina stavo arrivando in ufficio, ero in prima fila al semaforo – i vantaggi della bicicletta – e ho notato una macchina dei vigili urbani milanesi stazionare all’angolo. Un Suv si è fermato dall’altro lato, pronto a fare inversione. Il vigile che era al volante (da solo, non so cosa dovesse fare il suo collega) ha suonato un attimo il clacson: niente. Solo quando ha attaccato per qualche secondo la sirena il guidatore del Suv si è reso conto che forse c’era qualcosa che non andava (no, non il cartello che intimava di andare dritto o svoltare a destra: quello era semplicemente parte del panorama), ha visto il vigile che con la mano faceva cenno di andare dritto, ed è proseguito diritto – se non sbaglio, col rosso: ma de minimis non curat lex.
Chissà gli smadonnamenti :-)

Ultimo aggiornamento: 2012-01-12 09:41

Area C

Lunedì prossimo a Milano partirà l’Area C: in pratica, chi entrerà nella parte centrale di Milano, quella delimitata dalla cerchia dei Bastioni, dovrà pagare 5 euro. Finora c’è stato l’Ecopass: l’area era la stessa, ma chi aveva un’auto benzina Euro3 e Euro4, o un diesel Euro4 con filtro antiparticolato non pagava. Peggio, chi abitava all’interno della cerchia dei Bastioni prima era comunque esentato, mentre ora deve pagare anche lui quando rientra: due euro invece che cinque, con 40 ingressi omaggio, ma deve pagare. Il comune di Milano sta martellando di pubblicità tutto il martellabile, mi è arrivata un’email, Anna in qualità di capofamiglia ha ricevuto una lettera, e hanno persino tentato di mettere il comunicato istituzionale su Wikipedia… E la gente che dice?
Tralasciamo le dichiarazioni di Formigoni, che nella sua intelligenza ha sentenziato che «con Area C si discrimina anche chi non inquina»: la cosa è ovviamente voluta e rispecchia il risultato dei referendum consultivi della scorsa primavera. (Poi le macchine più inquinanti non possono proprio più entrare, tra l’altro…). Vediamo invece cos’è successo nell’assemblea della zona 1 (quella centrale), con l’assessore Maran pesantemente contestato. Mettiamo innanzitutto le cose nella loro giusta cornice: storicamente il centro di Milano è la zona che vota più a destra e “casualmente” si scopre che la contestazione è guidata da tale avvocato Roberto Lassini. Vi dice niente il nome? Vi ricordate i manifesti “via le BR dalle procure”? Ecco con chi si ha a che fare.
Detto questo, ci sono indubbiamente alcuni punti che possono giustamente essere migliorati: se qualcuno abita in una via a senso unico che lo costringe a uscire dall’Area C potrebbe forse aver senso un accesso giornaliero gratuito dall’ingresso più vicino (anche se qualcuno mi deve spiegare perché bisognerebbe girare in auto all’interno di un cerchio di un paio di chilometri di diametro pieno di mezzi pubblici). Più corretto – e sono contento che se ne siano accorti da soli – accorciare la fascia per i residenti in centro, anticipando la fine del blocco dalle 19:30 alle 17:30. Se uno lavora fuori dal centro non è detto che gli sia comodo arrivare con i mezzi, ed è giusto permettergli di tornare a casa a un’ora civile. Però quando leggo che qualcuno si lamenta perché «Chi dovrà invece, per recarsi al lavoro, uscire ogni mattina dalla città per far rientro alla sera (o viceversa) sarà tassato. Per un percorso che per alcuni non supera i 500 metri» mi domando se ha idea di quanto ci si metta a percorrere a piedi cinquecento metri. Probabilmente no, il che dimostra che l’automobile fa male.

Ultimo aggiornamento: 2012-01-11 11:29

ilcomunerisponde

ricordate il mio tentativo di segnalazione al comune di Milano? Quello che non avevo detto è che giovedì, tornato a casa, avevo fatto una segnalazione via internet. Bene: ieri pomeriggio (ma la risposta mi è arrivata alle 9 di sera… ) ho avuto una risposta, dall’indirizzo ilcomunerisponde@comune.milano.it . Allego mia domanda e loro risposta:

Oggetto messaggio: segnalazione giardinetti via Benefattori dell’Ospedale
Testo messaggio: Qualcuno ha spaccato con un tronchesino la catena che bloccava l’ingresso carraio ai giardinetti, che quindi risultano aperti a tutte le ore (oltre che essere pericolosi, perché un bambino può uscire di lì e finire sotto il tram)

Con riferimento alla nota pervenuta, si segnala che i giardinetti di via Benefattori dell’Ospedale non risultano fra i carichi manutentivi dello scrivente Settore, ma altresì assegnati fino a metà del 2013 all’operatore privato che li ha realizzati a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Il concessionario dovrà pertanto provvedere ad eseguire tutte le operazioni relative alla gestione e manutenzione del giardino. Premesso ciò, La informiamo che provvederemo a breve ad inoltrare apposita comunicazione ai soggetti di cui sopra. A disposizione per qualsiasi chiarimento, distinti saluti. Redazione Internet Settore Arredo Urbano e Verde Servizio Manutenzione del Verde

Io ho due lauree e una certa qual esperienza di burocratese, e non ho problemi a comprendere la risposta. Però mi chiedo perché non sia stato scritto qualcosa tipo «Grazie della segnalazione. Avviseremo il gestore privato dei giardinetti di via Benefattori dell’Ospedale, che sono stati realizzati a scomputo degli oneri di urbanizzazione; la gestione rimarrà privata fino a metà 2013, prima di passare al nostro Settore. Restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento, ecc. ecc.». Concedo loro di scrivere dello “scomputo degli oneri di urbanizzazione”, perché spiegare cosa significa prenderebbe troppo tempo ed è comunque irrilevante per il signor Giuseppe che chiede un’informazione; ma per il resto è troppo chiedere la frequenza di un corso di comunicazione?

Ultimo aggiornamento: 2011-12-13 12:00

non provate a segnalare qualche problema!

Stamattina, come faccio spesso, ho portato i bimbi a giocare ai giardinetti di via Benefattori dell’Ospedale. Non sono comodissimi, ma hanno due vantaggi: sono quasi sempre vuoti, e hanno una sola uscita sulla traversa interna chiusa, il che mi permette di gestire da solo due duenni sapendo di dover controllare solo un punto pericoloso. A dire il vero ci sarebbe anche un ingresso carraio sulla via, ma è chiuso con una catena e quindi non l’ho mai considerato preoccupante.
Stamattina, dicevo, ero lì con i giovini. Mentre controllavo cosa stava facendo Jacopo con la maniglia dell’ingresso – oramai è cresciuto e ci arriva perfettamente – vedo Cecilia che apre il cancello carraio. Corro immediatamente lì: per fortuna non stava uscendo, anche perché di per sé subito a quell’altezza passano i tram. Do un’occhiata al cancello, e vedo che la catena è stata tagliata con un tronchesino. Non era chissà quale catena, quella della mia bici è molto peggiore, ma comunque non lo si fa così con le cose che ti trovi in tasca.
Telefono allo 02.02.02 per segnalare la cosa: mi comunicano “tempo di attesa previsto: 6 minuti”. Vabbè, aspetto, tanto i due erano tornati sull’altalena: spiego la cosa all’operatrice che mi dice di sentire i vigili urbani. Faccio lo 02.02.08: mi ascolto il menu vocale, compongo l’opzione 1 “richiesta intervento” che era l’unica vagamente sensata rispetto alla mia segnalazione, mi viene detto che le linee sono momentaneamente occupate, sento una ventina di squilli e la linea mi viene buttata giù (che è cosa diversa da “la chiamata viene terminata”).
Capisco che è un giorno festivo e ci sia poco personale, e infatti non mi sono per nulla arrabbiato delle attese: ma quello che ritengo inconcepibile è che sia impossibile fare una segnalazione. È vero che se ci fosse stato qualcosa di più serio uno avrebbe chiamato il 112 e non i vigili, ma visto che “la chiamata verrà registrata secondo le normative sulla privacy” e il mio numero di telefonino è inviato in chiaro sarebbe bastato avere un’opzione del menu vocale “registri la sua segnalazione”, io avrei lasciato detto tutta l’informazione necessaria e al limite qualcuno avrebbe potuto contattarmi. Non so, a me sembra una cosa così banale, così poco costosa (la segnalazione la ascolti in differita) e così “civile”. Mi sbaglierò.

Ultimo aggiornamento: 2011-12-08 15:28

sms antismog

Oggi sia il dorso milanese di Repubblica che quello del Corriere si aprono con una notiziona: Giuliano Pisapia che manda un SMS agli assessori chiedendo «qualche idea e proposta realizzabile in tempi brevi». In pratica, una delle cose più stupide che poteva fare e soprattutto pubblicizzare.
Gli assessori ne sanno probabilmente quanto me e voi su quali misure prendere. L’unica differenza che vedo è che loro possono, almeno in teoria, mettersi tutti insieme con gli uffici comunali a vedere quali sono le conseguenze delle varie idee: se per esempio si chiude il centro alle auto eccetto al più i carpool, le strade della periferia reggerebbero le auto che parcheggerebbero là? e l’ATM ce la farebbe a gestire il servizio aggiuntivo? Oppure se si bloccasse il traffico sugli assi di penetrazione, rinforzando i bus su quegli assi, si otterrebbe qualcosa? Io sicuramente non lo so, non credo lo sappia neppure Maran che pure è quello istituzionalmente incaricato di sapere le cose, e figuriamoci gli altri per cui non è il proprio lavoro. Questo sul merito.
Ma è sul metodo che cascano davvero le braccia. Vuoi convocare la giunta? Fallo. Lo vuoi fare via sms perché sai che non ti leggerebbero l’email? Fallo. Ma non far scrivere dal tuo addetto stampa ai giornali dicendo “guardate che figo il sindaco!”. Sennò io mi sento preso per i fondelli.

Ultimo aggiornamento: 2011-12-05 11:51

via Stresa, auto e piste ciclabili

Ieri sulla rubrica delle lettere del dorso milanese del Corriere Isabella Bossi Fedrigotti ha risposto a una lettera che lamentava la nuova pista ciclabile (è stato uno degli ultimi regali della giunta Moratti) su via Stresa: pista tracciata su entrambi i marciapiedi e che ha eliminato svariate decine di posti auto sul marciapiede stesso, dove le macchine venivano “parcheggiate sempre rispettosamente nei riguardi dei pedoni” (la citazione non è letterale, ma il senso è quello), e dove passerà una bicicletta ogni tre quarti d’ora. La signora Bossi Fedrigotti ha risposto in maniera direi ottima, considerando che non poteva avere così chiara la situazione; ha fatto anche notare come rispettosamente o no sul marciapiede non si parcheggia.
Visto che qualche volta mi è capitato di percorrere in bici via Stresa vorrei aggiungere qualche notizia di prima mano. A parte che nei primi mesi macchine parcheggiate sulla pista ciclabile ne ho trovate, concordo su un punto: avere due piste una per direzione è assolutamente inutile. Mentre la direzione via Melchiorre Gioia – Piazza Carbonari permette di evitare di usare viale Marche o via Cagliero, quella opposta ti lascia in un punto dove sei costretto a rientrare verso viale Marche oppure percorrere contromano il controviale di Melchiorre Gioia. Sarebbe stato molto più logico lasciare solo una direzione, e crearne una opposta in via della Maggiolina rendendo a doppio senso il tratto di pista ciclabile su Melchiorre Gioia nel tratto da lì fino a via Stresa (e togliendo magari il banchetto di fiori: spesso preferisco andare sulla carreggiata perché è meno pericoloso che fare lo slalom). Non so se fare parcheggi a pettine sull’altro lato di via Stresa stringendo il marciapiede sarebbe stato tecnicamente possibile, però l’idea poteva essere interessante.
Ma il vero guaio è che via Stresa è usata dalle automobili per tagliare viale Marche, ed è lì a mio parere il vero problema. Se non ci fosse quel traffico improprio, la strada sarebbe tranquilla come via della Maggiolina e non ci sarebbe bisogno di farci una pista ciclabile: si pedalerebbe tranquillamente sulla sede stradale. Occhei, poi le auto parcheggerebbero comunque sul marciapiede, ma spero che la pista non sia stata fatta come metodo piuttosto costoso per rafforzare il divieto di sosta… In definitiva la vera domanda è “ma chi è che decide gli interventi sulla mobilità?”, e la risposta credo sia il nuovo terzo segreto di Fatima :-)

Ultimo aggiornamento: 2011-12-02 09:50