Archivi categoria: curiosita’

Il mistero della stazione meteorologica LIDL

Qualche settimana fa ho preso in una delle solite offerte Lidl una stazione meteorologica minimale: un sensore interno e uno esterno per la temperatura, orologio (radiosincronizzato, ormai è standard) e sveglia. Purtroppo mi sono accorto che anche lasciandola dove c’era la vecchia (che è stata buttata via perché il sensore esterno negli anni si era preso troppa pioggia e quindi si era scassato) spesso perdeva il segnale remoto. Notate che la distanza era meno di tre metri, con giusto un vetro in mezzo. Forzando la ricezione il segnale veniva di nuovo captato, ma la cosa era scocciante. Dopo una settimana di questa situazione, ho così scritto al servizio clienti Lidl, ricordandomi di mettere tutti i dati possibili e immaginabili. Lunedì mi rispondono, mi dicono che non ci sono ricambi possibili, e che posso andare entro un mese da oggi (nel senso di 2 febbraio) a farmi rimborsare.

Peccato che da una settimana la stazione funziona perfettamente. Cosa le può essere successo? Le è bastata la minaccia di essere eliminata?

Perché i pinguini ruotano le loro uova?

Plus Magazine ha pubblicato un post in cui si spiega come mai i pinguini, quando covano le uova, le ruotano regolarmente intorno al loro asse maggiore. La questione è importante, perché si era tentato di mettere le uova in incubatrice, ma non si riusciva a fare nascere i pinguini, e quindi bisognava capire se questa rotazione era importante e se sì perché, in modo da riprodurla perfettamente.

A quanto pare, la rotazione non serve per mantenere una temperatura uniforme per l’uovo – gli effetti sono minuscoli – ma per ragioni legate alla fluidodinamica: in questo modo, infatti, i nutrienti rimangono distribuiti più uniformemente e i prodotti di scarto vengono allontanati dall’embrione. I pinguini insomma sono dei fisici matematici di prim’ordine!

Ultimo aggiornamento: 2017-01-20 17:24

casualità coerente

Dieci anni fa avevo scritto di come il mio lettore MP3 scrauso messo in modo “riproduzione casuale” mi avesse fatto sentire due volte di fila lo stesso brano, e che mi fossi stupito non tanto per la ripetizione quanto perché la mia sensazione è che ci sarebbe voluto molto più tempo perché capitasse una cosa del genere. Beh, oggi mi è successo per la seconda volta (il brano stavolta era la sigla di Supergulp!: don’t ask) e in effetti i tempi mi paiono più naturali, stavolta :-)

Ultimo aggiornamento: 2016-11-24 14:19

Microonde e stagnola

Venerdì mi ero portato in ufficio la schiscetta. Sono andato nell’apposita sala, e ho messo nel forno a microonde – livello defrost, tempo meno di un minuto – il bellissimo lunch box acquistato l’altra settimana all’Ikea: bello chiuso perché sennò il forno si sporca. Quando ho ripreso il mio lunch box e l’ho aperto, mi sono improvvisamente ricordato che il polpettone ivi contenuto era avvolto nella carta stagnola.
La domanda è semplice: cosa ho combinato in pratica? Ho rovinato il microonde? ho rovinato il lunch box? non è successo nulla?

Open Day

A Milano, all’ex Manifattura Tabacchi, alcuni anni fa decisero di ristrutturare il complesso e fare tante belle case da vendere immagino a caro prezzo. Gli anni sono passati, ci sono stati alcuni intoppi a quanto pare, e le case sono ancora lì. Beh, oggi in buca delle lettere ho trovato un volantino che mi significa che domani e domenica ci sarà l’Open Day. Al link potete ancora prenotarvi :-)

Ultimo aggiornamento: 2016-09-23 19:38

Falsi amici

È abbastanza noto che i giapponesi, noti copiatori, quando decisero di passare alla lingua scritta copiarono semplicemente gli ideogrammi cinesi, assegnando la loro pronuncia e le loro regole grammaticali. Il vantaggio di un ideogramma è che appunto il segno ha un suo significato e quindi può essere riusato. Le cose non sono in realtà così semplici: il giapponese ha poi ideato due alfabeti sillabici fonetici (hiragana e katakana) di ausilio, mentre il cinese ha scelto per le traslitterazioni fonetiche di usare ideogrammi esistenti infischiandosene del loro significato; inoltre il cinese qualche decennio fa ha scelto di semplificare alcuni ideogrammi (avete mai visto tra le lingue il “cinese semplificato”?), cosa che il giapponese non ha. Ad ogni modo è opinione comune che cinesi e giapponesi possono più o meno trovare un senso nelle scritte dell’altra lingua, anche se non è poi molto vero, come racconta Language Log.

Ma come in tutte le lingue ci sono dei falsi amici. L’esempio più eclatante è 手紙, che in giapponese significa “lettera” mentre in cinese “carta igienica”. O forse in effetti il significato non è poi così distante?

Ultimo aggiornamento: 2016-09-15 09:57

A cosa serve Amazon Prime?

Come sapete, i link ai libri che recensisco puntano ad Amazon e hanno il mio referrer personale. Questo significa che se uno li compra dopo aver cliccato sul link, una piccola parte dei soldi che paga va a me. (L’alternativa è che se li tenga Amazon, quindi non mi sento in colpa a guadagnare qualche euro così). Quello che forse non sapete è che il link è un cookie a durata limitata (15 o 30 minuti, non ricordo), quindi se nella vostra spesa comprate anche qualcos’altro la percentuale mi arriva lo stesso: addirittura non è necessario che compriate il libro da me recensito.
Occhei. Dal primo settembre a ieri ho guadagnato ben 12 (dodici) centesimi: il tutto grazie a qualcuno che ha acquistato questo doccia-shampoo. E basta, direi. Secondo me qualcuno si sta divertendo con Prime :-)

P.S.: allego copia del report commissioni.
amazon

Ultimo aggiornamento: 2016-09-06 14:07

Sigismondo Polcastro, chi era costui?

Magari vi è capitato di leggere questo articolo di Le Scienze (o la sua versione originale su Nature, trovate il link in fondo alla traduzione italiana) che racconta di come alcuni ricercatori abbiano preso la base dati del Mathematical Genealogy Project, che raccoglie le informazioni sui dottori di ricerca con i loro “ascendenti” (i relatori delle loro tesi) e “discendenti” (coloro a cui hanno fatto da relatori). Da quei dati emerge che ci sono ventiquattro famiglie principali, indicabili con un capostipite, e che la principale di queste famiglie discende da tal Sigismondo Polcastro, che aveva la cattedra di medicina. Una ricerca su Google trova sorprendentemente pochissime notizie su Polcastro: a parte MGP, l’unica fonte sembra essere l’ottimo Dizionario Biografico Treccani. Com’è possibile che una persona così importante sia virtualmente sconosciuta?

Semplice. Andiamo a vedere la pagina di Polcastro nel MGP. Si vede che ha avuto (mentre sto scrivendo) 105367 discendenti ma un solo diretto studente (noto), Pietro Roccabonella. Non mi è ben chiaro come mai la statistica presentata nell’articolo di partenza parli di soli 56000 discendenti: probabilmente l’analisi statistica ha eliminato rami non direttamente legati alla matematica, visto che per dire troviamo nella base dati il Poliziano. Roccabonella ha avuto a sua volta due studenti, Niccolò Leoniceno e Pietro Pomponazzi, che a loro volta sono entrambi stati relatori di Giovanni Battista della Monte, e così via, un po’ come alla Fiera dell’est. Proseguendo tra l’altro con Theodor Zwinger, John Craig, Gilbert Jacchaeus, Johann Andreas Segner (con una tesi Dissertationem chimicam penetrationem salis alcali in interstitia salis acidi per experimenta demonstrantem; Dissertatio inauguralis medica de principum militiam sequentium tuenda valetudine, che vi fa capire come di matematica non ce ne fosse molta) si arriva a un certo punto a Carl Friedrich Gauß, che onestamente mi pare più il vero capostipite della famiglia. Per curiosità, Eulero arriva invece da Mersenn, che però è anche un antecedente di Leibniz, che invece lì è indicato come capostipite: insomma, ribadisco di non aver capito come sia stata fatta la suddivisione ma posso essere abbastanza sicuro che si vive tranquillamente anche senza conoscere Polcastro!