Le minime sono indubbiamente calate: oggi sono andato a lavorare in bici, e ho deciso che la prossima volta mi metto i guanti. In compenso a pranzo si può stare in maniche di camicia: l’ideale per prendersi un raffreddore.
Archivi autore: .mau.
upgrade
Sfruttando il giro turistico in Romagna, sono andato dal mio pusher di fiducia a sostituire l’hard disk del mio portatile. I vecchi 20 Gb erano praticamente pieni, anche perché cinque erano destinati a Linux. Così ho messo un 60 Gb che forse per un annetto reggerà.
Il problema è stato sulla copia del disco. In teoria ci sono dei programmi che prendono la partizione e la ribaltano, basta staccare i dischi. Peccato che questo si rifiutasse di riconoscere l’esistenza di dati sul mio vecchio disco, il che non era bello. Un po’ di studio, qualche modifica fatta direttamente byte per byte, e si è visto qualcosa ma non abbastanza: così alla fine si è dovuta fare la copia file per file che ovviamente è stata molto più lunga del previsto. Per Linux, niente da fare: a metà copia c’è stato un errore non meglio identificato. Fortuna che non è un problema, perché mi ero copiato a parte le mie aggiunte e adesso sto facendo una reinstallazione.
L’unico guaio è che mi sembra che qualcosina, tipo l’antivirus, abbia dei problemucci anche sotto Windows: dovrò reinstallare anche quello. Ma volete mettere la gioia di non dovere lanciare una volta la settimana la cancellazione della roba inutile?
Franco Conti
È stato uno dei miei professori in Normale. È morto venerdì: stava però molto male da un pezzo, e aveva anche avuto dei problemi personali, non certo semplificati dal fatto che l’establishment matematico non sembrava affatto amarlo; basta vedere che nonostante i suoi indubbi meriti non era mai diventato ordinario. Io me lo ricordo alto, magro e scattante: un giorno l’ho incontrato mentre andavamo in dipartimento di matematica, e gli ho chiesto una cosa. Mi ha risposto nei due minuti in cui abbiamo raggiunto il dipartimento, un percorso che in genere facevo nel doppio del tempo. Mi immagino la scena che hanno visto i passanti… Posso assicurare che è stato il miglior didatta che io abbia avuto, e si vedeva perfettamente che aveva una passione per l’insegnamento. Ho ancora i suoi appunti del corso di probabilità: nel 1982 non si usavano ancora i calcolatori, e lui aveva preparato tutto il testo usando una Rapidograf e con una scrittura minuscola ma pulitissima, che faceva venire voglia di mettersi a studiare.
Che la terra gli sia lieve.
Misteri ferroviari
Ho preso due volte l’Eurostar, ed entrambe le volte la macchina in stazione mi ha assegnato il posto singoletto in fondo alla vettura (numero 15 e 92), come volevo. Devo sempre scoprire se c’è una differenza con il sito di Trenitalia dal quale Gianluca Neri non riesce mai a farselo assegnare, oppure se padre Pio si vuole vendicare di lui.
In compenso, non sopporto lo spam vocale di quelli del vagone ristorante, ma soprattutto non comprendo perché dopo Piacenza abbiano la necesssità di dire a tutti “da questo momento sbaracchiamo tutto”. Sarebbe stato più logico fare una last call dieci minuti prima. O forse vogliono godere all’idea dei viaggiatori che improvvisamente si scoprono non potere vivere senza una bottiglietta d’acqua o un pacchetto di biscotti?
Ma se è per questo, la voce registrata alla fine del viaggio è fiera di dirci che stiamo arrivando alla stazione di Milano Centrale in orario (on schedule), e che Trenitalia è lieta della preferenza accordata (nel senso che non siamo andati in auto?) Contenti loro…
SI@T_1.03
Non è un indirizzo email codificato antispam, ma il primo Seminario sull’ Informatica applicata all’Analisi Testuale, che si è tenuto in questi giorni a Cesenatico. Che c’entro io? Beh, la tavola rotonda di sabato prevedeva la partecipazione dell’OpElPo, l’Opificio di Elaborazione Potenziale dell’appartenenza al quale io mi fregio. Così mi è arrivato l’invito – vabbé, era una cosa in famiglia – e ho fatto la scappata, sfruttando il viaggio per aggiornare il portatile con un hard disk da 60 giga preso dal mio pusher bolognese.
L’arrivo a Cesenatico il venerdì sera alle 22 è stato un duro colpo: la stazione è davvero minuscola e senza sottopassaggio, e la cittadina sembrava in letargo dopo la sbornia estiva. Avviatomi verso il Grand Hotel dove mi era stata tenuta la camera, vedo un grattacielo: dopo qualche minuto i miei neuroni si sono azionati cigolando un po’, e mi sono messo a sorridere. Il grattacielo di Cesenatico! Un punto focale di una delle Favole al Telefono di Gianni Rodari. E’ incredibile come un ricordo francamente poco utile di trent’anni fa sia potuto conservarsi così.
Il Grand Hotel ha un’aria molto demodè, bisogna dirlo. E il letto era infossato. Per fortuna che ero abbastanza stanco per addormentarmi subito, non dopo avere osservato la rappresentazione scenica dei dottorandi, che sono stati costretti da Marco Maiocchi a partire da una grammatica formale delle leggende e preparare una serie di scenette. Il guaio è che il corso è in francese, quindi mi sono perso metà di quello che dicevano. Mi è andata ancora bene che i personaggi avevano un cartello in cui spiegavano cosa erano!
Il mattino di sabato sono stato a vedere le sessioni. Il primo problema è stato arrivare all’aula magna del Centro Ricerche Marine, dove il seminario era tenuto. Cesenatico ha infatti una serie di canali, e una contemporanea scarsità di ponti. La distanza in linea d’aria dall’albergo all’aula è di 500 metri, ma ho dovuto camminare per due chilometri e mezzo. Le alternative non erano praticabili: ci sono sì dei traghetti, ma solo d’estate, e camminare sulle acque non è ancora il mio forte. D’altra parte, sono riuscito a svegliarmi, o almeno lo credevo. Il primo intervento era infatti in francese, sulla struttura della rima in Racine e Corneille, e confesso che sono dovuto andare a prendermi un caffè. Meglio è andata col Maiocchi, che parlava in inglese di cose che conoscevo abbastanza da capire al volo.
A pranzo avremmo dovuto decidere cosa dire nella tavola rotonda pomeridiana, ma in pratica abbiamo lasciato perdere, fedeli alla linea editoriale “Oulipo è seria, noi siamo un Bar Sport” che dà un forte valore all’improvvisazione. Abbiamo insomma raccontato la rava e la fava di quello che abbiamo fatto: ho conosciuto finalmente un paio di associati per me ignoti, anche se non ho ancora avuto il piacere di vedere Paolo Cavaglione; ci sono infine venute in mente delle nuove idee di esecuzione. Un pomeriggio fruttifero, insomma.
Ziclismo
Due notizie: Pantani assolto per l’ematocrito troppo alto a Madonna di Campiglio “perché il fatto non costituiva reato al tempo”, e l’annuncio di Cipollini che non difenderà la sua maglia iridata nel circuito di Hamilton in Canada. I miei commenti sono probabilmente un po’ diversi da quello che si può leggere sui giornali, ma tanto il mio pubblico non mi paga…
Iniziamo dal Pirata: tra l’altro, ero a Cesenatico il giorno dopo la sentenza e non ho potuto fare a meno di notare un rumoroso Club Magico Pantani. La sentenza continua dicendo che ad ogni modo l’Unione Ciclistica ha fatto bene a fermarlo a causa dell’ematocrito troppo alto, “perché quella è stata una misura a tutela dell’atleta”. Il tutto mi pare proprio essere un capolavoro di ipocrisia. Intendiamoci: sono certo che Pantani non si fosse semplicemente mangiato un paio di bistecche, la sera prima. Ma se è per questo, non credo neppure che Savoldelli (risultato al test, 49.9%. Il limite è stabilito a 50), oppure Gotti che poi vinse quel giro, non avessero aiuti chimici. Semplicemente non c’era modo di capire se le sostanze prese fossero illecite o no. Il limite di 50 per l’ematocrito è stato scelto perché è una bella cifra tonda – pensate che un valore di 52 a riposo non è considerato patologico – ma sarebbe stato molto più logico misurarlo alla fine della tappa quando è indubbiamente più alto, e fermare chi supera valori da marmellata tipo 58. Questo sarebbe effettivamente uno stop a tutela del corridore, visto che valori così alti portano al rischio di trombosi. Invece che si è fatto? Si è preso un caprio espiatorio la cui fama avrebbe fatto da grancassa, e si è continuato con le retate più o meno improvvise per cercare medicine e siringhe. Risultato: forse il ciclismo è oggi più pulito ad esempio del calcio, o forse è solo più accorto. In compenso, anche i vecchi appassionati lasciano perdere, e non c’è più gioia nel vedere le tappe alpine.
Il discorso per quanto riguarda Re Leone è un po’ diverso. Non è che sia uno dei miei beniamini: troppo guascone. Però non riesco a dargli torto. Il circuito non è certo adatto alle sue caratteristiche, e la sua presenza sembrerebbe quasi quella di Buffalo Bill al circo Barrnum. Perché allora fare finta di niente, e mettersi in mostra per un giro o due del circuito? Meglio dire subito che si preferisce stare a casa.
Match di imprò (2)
Non è che sia andato molto bene, a dire il vero. Non tanto perché abbiamo perso 10-8, quello ci poteva anche stare; quanto per tutta una serie di guai. Innanzitutto la scelta di giocare il giovedì, per quanto forzata – il giorno dopo l’auditorium era prenotato dal presidente della Regione Ghigo, e ubi maior… – ha portato un’assenza di pubblico, con la sala mezza vuota. Ci siamo presi un po’ in giro da soli, iniziando il riscaldamento seduti in mezzo alla gente; ma non è bastato. Poi la mancanza di allenamento si è sentita. Era da tre mesi che non si faceva nulla: uno magari crede che tanto si possa improvvisare senza problemi, ma non è mica vero. Infatti, contrariamente a quanto capita in genere, il secondo tempo è stato meglio del primo.
Io personalmente ero già scazzato dal mattino, il che non aiutava troppo. In effetti non riuscivo a stare a tempo nelle coreografie. Come recita, mi hanno rubato la parte nell’improvvisazione in rima, che in genere è il mio forte: debolezza mia. Devo poi mettermi a studiare seriamente mimica… beh, tanto lavoro tanto onore!
Gasparri
Non capisco perché l’opposizione canti vittoria per avere rimandato al Senato la legge Gasparri. Gli articoli “seri” sono stati tutti approvati con una buona maggioranza: ci sono stati due emendamentucoli approvati, ma un buchino per approvare la legge prima di fine anno lo si trova senza problemi.
Invece che gioire, dovrebbero pensare ai polli di Renzo…