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matematto non praticante

<em>Mario Sironi/Constant Permeke – I luoghi e l’anima</em>

Sfruttando il fatto che La Repubblica era il “media partner” della mostra, e quindi potevamo entrare con biglietto ridotto – 6 euro e mezzo anziché 8 – e soprattutto con una visita guidata, oggi siamo andati a Palazzo Reale.
Non so se per la nevicata che non faceva certo venire voglia di andare in giro o perché dall’altra parte c’è la finta mostra di Caravaggio, ma Stefano – la nostra guida – ha guidato… quattro persone, il che ci ha dato la possibilità di avere una fruizione molto personalizzata, anche perché comunque non è che ci fossero chissà quante altre persone.
Non ho capito la logica di questo accostamento. Sironi e Permeke sono praticamente coetanei, ed entrambi pittori: ma la similitudine finisce qua. Affermare che “ciascuno superò la propria corrente pittorica” è una frase fatta senza troppi significati; e nonostante i diversi stili che ciascun pittore ha seguito nella loro arte, non è mai capitato di vedere un quadro e sbagliarne l’attribuzione :-)
Alle opere dei due artisti sono state associate delle installazioni (fotografie, e un video in stile fotografico) di Francesco Jovine, che ha ripercorso oggi i luoghi cari ai due pittori. Le immagini erano anche interessanti, ma anche qui non ho assolutamente capito quale fosse la reale relazione con i quadri. E non venitemi a dire che non capisco l’arte, vi prego.
La mostra – che rimarrà fino al 29 gennaio – è comunque interessante, nonostante queste stranezze.

Dario Fo mi ha deluso

Stamattina a un microfono aperto di Radio Popolare c’era Dario Fo, in qualità di candidato alle primarie dell’Unione per diventare il candidato sindaco. Non mi è affatto piaciuto: ha tirato giù dati a caso, spesso contraddicendosi immediatamente (da decine di migliaia a un milione e mezzo di persone che ogni giorno entrano a Milano? sono due ordini di grandezza!) e dando l’aria di parlare più che altro per slogan.
Non pensavo affatto che dovesse snocciolare cifre come Fassino (che se le studia di notte, ne sono certo); però non può pensare che per fare il sindaco si possa improvvisare come a teatro. Piuttosto sarebbe meglio scegliere di parlare dei massimi sistemi, sapendo e dicendo che delegherà ad altri la gestione.

Le parole dimenticate di Gesù

[copertina]
Il libro (Mauro Pesce, Le parole dimenticate di Gesù, Fondazione Lorenzo Valla/Mondadori 2004, pag. 814, € 27, ISBN 88-04-51347-0) prometteva bene: una raccolta di detti attribuiti a Gesù e non presenti nei vangeli canonici. Ho così deciso di comprarmi il libro, non preoccupandomi del pacco di note al testo: un po’ di filologia non fa mai male. Però le mie speranze si sono infrante man mano che leggevo. Lasciamo perdere le decisioni di quali possano essere “parole di Gesù” e quali no; questo lo posso anche far passare come scelta dell’autore. Ma innanzitutto c’è stata la scelta di usare solo testi greci e latini (messi come testo a fronte, magari per far vedere quanto si è bravi a tradurre… e nelle citazioni latine, usando la u minuscola al posto della v), saltando i brani in copto e in altre lingue che ad esempio ci avrebbero dato tutto il Vangelo di Tommaso. Poi se c’è un autore, chessò Girolamo, che cita un brano dal Vangelo degli Ebrei, il brano è citato due volte: prima come Vangelo degli Ebrei, poi come Girolamo. Non importa che siano le stesse parole. Frasi che appaiono in decine di testi, come “Siate cambiavalute accorti”, sono commentate decine di volte. Insomma, una specie di centone senza un vero filo logico.

non proprio neve

Stamattina non si può esattamente dire che stesse nevicando, qui nella zona sud di Milano. Mentre ero in attesa del 15, mi sono visto cascare sul libro cose che non posso definire altrimenti che pezzettini di ghiaccio… Ma il colore del cielo non promette nulla di buono.

Atm cerca i suoi abbonati

Lunedì sera in buca c’erano delle buste in stile volantino, in cui campeggiava la scritta “Sei un abbonato ATM? allora questa busta è per te!” (o qualcosa del genere). La busta conteneva l’ennesimo invito per cambiare la vecchia tessera cartacea con la nuovissima elettronica. Il tutto dopo l’invito di sostituirla (gratis) entro fine settembre, poi entro fine novembre, adesso entro fine gennaio: questa volta dicendo però che da febbraio la tessera vecchia non sarà più valida.
Interessante notare un paio di cose, però. Innanzitutto, così a prima vista sembrerebbe che ATM non abbia gli indirizzi dei suoi abbonati, per inviare direttamente a loro la lettera. A dire il vero, ritengo più probabile che banalmente il costo del volantinaggio sia minore dello spedire un gran numero di lettere, il che la dice anche lunga sui vari costi.
Inoltre, si direbbe che ci siano ancora tantissimi abbonati che non abbiano rinnovato la tessera, il che però cozza un po’ con i banchetti in mezzo all’ingresso della metropolitana in Centrale – stile venditori abusivi, per intenderci – che distribuivano le nuove simpatiche carte di credito. Mah…

Non ci posso credere!

Dal rapporto di quest’anno di Legambiente vengo a scoprire che Milano ha una volta e mezzo la quantità di “verde fruibile” di Torino (14.02 mq/abitante contro 9.83). E questo vale anche se consideriamo il “verde urbano totale” (2020 mq/ha contro 1385).
Gli è che non riesco ad accorgermene…

Saga Alfa Romeo – parte II

Dopo la prima parte della saga, la situazione è rimasta ferma per qualche giorno. La cosa che ci ha fatto più stupire è stata la risposta alla richiesta di Anna di sapere chi fosse l’ispettore Alfa: il capofficina le ha dato il cognome, ma ha aggiunto di non essere autorizzato a fornire il numero di telefono. Gli agenti del Sismi sono insomma più raggiungibili… a parte che mi sarebbe sembrato più logico dare i riferimenti del luogo dove contattarlo e non il cognome.
Oggi pomeriggio è arrivata, sempre per tramite del capofficina, la proposta Alfa Romeo: pagare metà della riparazione (più il cambio d’olio a parte – non chiedetemi la ragione di ciò). Il costo totale sembrerebbe anche sceso a 2950 euro più IVA; non so se l’IVA dovremmo pagarla su tutto o solo sulla metà.
Adesso naturalmente è arrivato il bello. Non penso che Alfa Romeo faccia quest’offerta semplicemente come relazione clienti – anche perché avrebbe scelto una via diversa – ma non credo nememno che potremmo riavere la nostra auto perfettamente funzionante aggratis. Il difficile è capire qual è un punto equo di compromesso, e sicuramente non sono in grado di saperlo: commenti (in privato…) sono sempre graditi.