Venerdì pomeriggio l’impianto di riscaldamento ha iniziato a buttare fuori aria fredda. Lunedì non sembrava che la cosa fosse poi così migliorata. Oggi la temperatura sta tornando a livelli consoni alla vita: in compenso manca l’acqua. Il tutto nella gioiosa cornice di Rozzano, in mezzo all’enorme can-cantiere che ci ha riempito di case quasi terminate, di pozze di fango e simili. Niente male, vero? Ma tanto noi ufficialmente non siamo qua.
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<em>Storia dell'ebreo errante</em>
A dispetto di quanto potrebbe sembrare dal titolo, il libro (Riccardo Calimani, Storia dell’ebreo errante, Economica Rusconi Storia 1995, pag. 672, 11.88, ISBN 8818700960) non parla dell'”ebreo errante”, ma fa una storia degli ebrei dall’inizio della diaspora fino ai primi movimenti sionisti dell’inizio del XX secolo, tralasciando dunque volutamente il nazismo, l’Olocausto e la nascita dello stato di Israele. La costante del racconto si può dire essere le vessazioni di cui sono stati fatti oggetto gli ebrei di ogni tempo e nazione; ma leggendo attentamente si può imparare la storia del pensiero ebreo nei secoli, con i suoi vari movimenti. Ho trovato però più interessante il concetto presente sottotraccia: c’è come un rapporto di causa ed effetto tra le persecuzioni nei secoli passati e la fortissima identità mantenuta della popolazione ebraica. Potremmo quasi dire che paradossalmente Hitler è arrivato in un momento storico in cui il collante religioso si era già in gran parte perso. Inutile poi dire che molte leggende contro gli ebrei vengono giustamente smontate nel testo.
per tenere sott’occhio i blog
Riciclo da Luciano la presentazione di News Alloy, l’ennesimo nuovo programma per radunare in un posto solo gli aggiornamenti di tutti i blog che uno segue, e perdere tempo in una botta sola invece che girellando di qua e di là. E poi, a differenza di un portachiavi, questo non si perde!
La mia prima impressione è che abbiano clonato l’interfaccia di gmail, il che è Una Buona Cosa per chi come me vorrebbe ridurre il numero di cose diverse da tenere a mente.
_Morte accidentale di un anarchico_ (teatro)
Lo ammetto. Non lo avevo mai visto prima. Devo dire però che scegliere di andare a teatro la sera di San Silvestro non mi è sembrata una grande idea, considerato il markup sul biglietto (35 euro invece che 19 – e tenete conto che era tutto finito alle 22:45). C’è ancora tempo fino a domenica 8 a prezzo normale…
Ciò detto, passiamo all’opera vera e propria. La scelta, non so se originaria di Fo oppure di Ferdinando Bruni che cura la regia oltre che fare il Matto, è stata di rendere la storia come un classico esempio di Commedia dell’Arte. In pratica, i vari personaggi sono delle maschere dialettali. Il questore, probabilmente per la ciccia che fa ricordare Balanzone, parla in bolognese; il commissario Sportivo, con la sua dolcevita nera e i finti bicipiti, ha un marcato accento siciliano (presumo che farlo parlare in “calabrese” fosse un po’ esagerato…) Bertozzo è ligure, la giornalista (immagino la Cederna) napoletana e l’agente ha il doppio ruolo di pugliese e veneto. Bruni continua a cambiare registro linguistico e caratteriale, come del resto necessario per il suo lavoro, ed è davvero bravo.
È vero che, come del resto disse anche Fo, lo spettacolo è costruito direttamente sui verbali, senza aggiungere nulla; bisogna però dire che forse occorrerebbe qualche spiegazione in più, se si vuole continuare ad averlo come testimonianza e non come semplice farsa (il vescovo che parla in “tetesco bafarese”, l’originale nome del sedicente psichiatra Antonio Rabbi che è stato trasformato in Rogerio Maria Rabbi…) Insomma, chi non sa di cosa si parla o lo sa a malapena rimane a mio parere spiazzato.
meteorozzano
Salto di qualità
C’è un’ennesima iscrizione nel registro degli indagati di Berlusconi. No, non è questo il “salto di qualità”: figuriamoci. Siamo fin troppo adusi.
Il fatto è che stavolta gli avvocati del nostro se la sono presi col Corsera che ha osato pubblicare la notizia (e in prima pagina!). Secondo loro, insomma, quella notizia non s’aveva da divulgare: io avrei usato il termine “omertà”, ma in effetti non è una bella parola così a fine anno.
ma che freddo fa
Sfruttando la fine dell’anno e il rientro dell’auto a casa, sono andato in ufficio in macchina. Dentro il box la temperatura era di 5 gradi e mezzo. All’Arena eravamo a -2, a Porta Genova -4, all’inizio dell’autostrada -6 e allo svincolo di Rozzano -7. Fortuna che poi siamo saliti (si fa per dire) a -5 arrivando in ufficio: la cosa iniziava a preoccuparmi. Ma in fin dei conti il termometro esterno, che sta sul terrazzo e quindi si prende tutto il caldo della casa, segnava +1.7, il nuovo record minimo dell’anno…
ma io lo sapevo già!
Repubblica (cartacea) di oggi ha citato il Secolo d’Italia (l’organo di AN) che paragona D’Alema a Julius Evola. È vero che il grande amore di Minimo sono il mare e la vela, cominciano; ma non importa. Cito testualmente: «Evola preferiva il misticismo delle vette; ma montagne o mare sono soltanto mezzi simbolici per una stessa vocazione spirituale. Forse, prima o poi, D’Alema scoprirà chi è.»
Perché, c’è ancora qualcuno che ha dei dubbi?