Avevo già scritto come la vicinanza del consolato del Marocco avesse fatto aprire la Attijariwafa sotto casa mia. Bene, non sono gli unici. In via Nazario Sauro sono apparsi infatti degli uffici di rappresentanza della BMCE Bank, con tanto di scritta bilingue – le vetrine sono due – in inglese e arabo.
Mi chiedo solo se c’è effettivamente una maggior quantità di denaro nella comunità marocchina, o se queste aperture sono solo dovute alle Dure Leggi del Mercato.
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inflazione
il biglietto di seconda classe dell’ interregionale Milano-Torino Porta Susa, che ieri costava 7.10 euro, oggi è salito a 7.55, come da federalismo annunciato. Non so quanto costi l’Eurostar, perché Impossibile contattare il sistema centrale. Si prega di riprovare piu' tardi / Unable to contact server system: il suo prezzo non è cambiato, mi serviva solo capire quanto Trenitalia cerchi di buttare fuori la gente dai treni per i pendolari.
Misteri elettrici
Martedì pomeriggio sono uscito dall’ufficio che pioveva. Il problema è che non dovevo andare a casa: ho così lasciato la bicicletta sotto la pioggia per due ore e mezzo. Quando ho terminato l’incontro erano le 21 e pioveva ancora più forte di prima. Vabbè, mi dico, tanto a casa mi faccio una bella doccia calda. Ovviamente non provo nemmeno a far partire la dinamo, che con le gomme bagnate slitta solo. Accendo i led dietro, e poi cerco di accendere il famoso faretto ad energia solare davanti. Niente da fare. Il cursore si sposta, ma non succede nulla. Lascio perdere, tanto ho comunque indosso il giubbotto ad alta visibilità e non vado in giro contromano, torno a casa e metto in carica delle pile non alcaline, per sostituirle.
Ieri mattina prendo la bici, e per scrupolo provo ad accendere il faretto. Funziona perfettamente. La bicicletta è rimasta per tutta la notte in un box al buio, quindi le pile non possono certo essersi ricaricate: il cursore di accensione sta nella parte inferiore del faretto, e quindi non dovrebbe essersi infiltrata dell’acqua… per tacere del fatto che stamattina ho lasciato guanti e sciarpa a casa perché erano ancora umidi, quindi non penso proprio si sia asciugato nulla. Secondo voi, è uno degli spiriti di Halloween che si è impossessato del faretto, o è semplicemente questione di sfiga?
Hexa Trex
Se avete qualche figlio-nipote-babysitterato che deve allenarsi con le operazioni aritmetiche, potreste dare un’occhiata a questo sito, dove sono presentati dei problemi di Hexa Trex. Il “problema” è una struttura formata da un certo numero di esagoni tra di loro collegati, che possono contenere delle cifre o delle operazioni aritmetiche. Il vostro compito è trovare un percorso continuo che tocchi tutte le caselle e che, letto come operazione aritmetica, sia corretta. Più semplice da vedere che da spiegare, anche perché il giorno successivo viene indicata la soluzione del problema :-)
devo smetterla
A ottobre ho superato di botto le cento notiziole scritte nel mese; 105, anzi 108 perché questa e le due successive sono state preparate ieri… e ho evitato di scriverne un’altra che ho in testa. Come chi mi legge sa e chi mi conosce di persona sa ancora meglio, non è che questa sia stata chissà quale fatica. In genere le idee e una struttura di massima mi vengono in testa mentre sono in giro, poi lascio aperto un tab e aggiungo una frase per volta quando ho bisogno di rilassare un attimo il cervello; tanto per dire, qui ho iniziato alle 17:45 e ho ripreso alle 20:50. Diciamo che in questo mese si contano sulle dita di una mano le notiziole su cui ci ho lavorato davvero su.
Ma detto questo, resta il fatto che sto scrivendo troppo, e questo significa che sto cercando di evitare qualcosa. Quindi sarà meglio che rallenti un po’ il ritmo: mi spiace per i miei ventitré lettori che si erano abituati troppo bene, ma temo che dovranno cercare qualche altro sistema per allietare le loro giornate.
Questione di correttezza
Non mi sembra carino che il ministro delle Comunicazioni linki nel suo blog l’imitazione fatta al suo predecessore. (ps: e non punta neanche al sito Rai)
il minimalismo di Google
Ho appena letto su Slashdot che Google stava modificando l’interfaccia utente di gmail – vedi anche qua, e circa l’un percento degli utenti aveva già la versione nuova. Il mio neurone numero 1 (Chip) ha detto “oh”, e ha detto al mio neurone numero 2 (Dale) “l’avevi visto, che il colore della freccetta More Action era cambiato, no? E l’avevi visto, che certi font erano un po’ strani, no? Perché allora hai pensato che ci fosse un problema di visualizzazione del tuo browser, invece che correre a fare l’anteprima e fregare tutti gli altri blog?”
Vabbè, è andata così. Però, adesso, scusatemi. Guardate la schermata “prima della cura” e quella “dopo la cura”; ora se ci riuscite trovate le dieci piccole differenze. D’accordo, in alto a destra c’è scritto “older version” e “newer version”. Ma come faceva ad accorgersene una persona che come me ha sviluppato un sistema per cancellare mentalmente le pubblicità che Google inserisce in Gmail?
Siamo Firefox di Borg, ogni resistenza è futile
Prima di pranzo, mi ero accorto che Firefox aveva dei problemi – banalmente, non riuscivo ad aprire un nuovo tab scrivendo esplicitamente l’indirizzo. Non mi sono preoccupato più di tanto, l’ho ammazzato e me ne sono andato a mangiare.
Dopo pranzo, prima di farlo ripartire, ho voluto dare un’occhiata al task manager per verificare che fosse effettivamente stato fatto fuori. Risultato: nella lista delle applicazioni in effetti non c’era; in quella dei processi non c’era il solito porcellino dai 100 ai 300 MB di RAM, ma in compenso c’erano diciassette istanze di firefox.exe, intorno ai 2-3 MB ciascuna. Non so, ma secondo me è tutto parte di un piano di Mozilla per assimilare tutti gli altri processi del PC!