Ricordate Pietro Accame, pardon il DOTT. Pietro Accame? Nella migliore tradizione del richiamo, dopo aver telefonato ad Anna adesso le ha mandato una simpatica letterina (per posta, con l’indirizzo personalizzato: la potete trovare qua), dove il candidato la ringrazia “per la Sua utilissima collaborazione telefonica” (mi sa che Anna mi abbia mentito sul contenuto della telefonata) e le spiega come si vota, perché non si sa mai che si sbagli e metta più di una crocetta sulla scheda.
Se qualcuno si chiedesse perché mai Accame (oh, scusate, il dott. Accame) abbia spedito lettere anche a chi non era interessato al suo programma, la risposta credo che sia nella legge 515/93, che regola la campagna elettorale e anche la pubblicità. Il costo dell’invio di una lettera con la “tariffa elettorale” è di quattro centesimi, un quindicesimo di quanto pagheremmo io o voi. Sì, lo so che ci sono tariffe agevolate per le stampe, ma queste sono molto agevolate: e sono ferme dal 2002, quando le 70 lire originali sono state arrotondate in eccesso a 4 centesimi. Chi glielo fa fare a scremare le lettere da spedire?
p.s.: Per par condicio, devo aggiungere che oggi Anna ha anche ricevuto la pubblicità elettorale, sempre a quattro centesimi, della candidata alla Provincia per Italia dei Valori, Alberta Liuzzo.
Archivi autore: .mau.
Ah beh, sì beh
Come avevo già scritto, la mattina prendo i fermenti con gli steroli per tenere a bada il colesterolo (che in effetti è a valori decenti anche se non perfetti). Secondo la mia solita abitudine “mi fanno schifo tutti, prendo quelli che costano di meno” stavolta ho dei Danacol, che stanno facendo un concorso pensato presumibilmente per l’acquirente tipico dei flaconcini. Si possono infatti vincere 61 cofanetti di CD di nientepopodimeno che Little Tony, con firma autografa di lui stesso medesimo.
Devo dire però che manca qualcosa: oltre ai dischi di Little Tony, come premio di consolazione avrebbero dovuto elargire almeno una scatola di scacchi.
Lontanissimo dal comune sentire
Dario Franceschini ha toppato alla grande. La sua frase «Fareste educare i vostri figli a un uomo come Silvio Berlusconi?» è servita a ricompattare tutta la destra meglio ancora della mozione di sfiducia che Di Pietro non è riuscito a presentare per mancanza di sufficienti firme.
Un autogol davvero incredibile, inammissibile da chi dovrebbe conoscere gli italiani non foss’altro che per cercare il loro voto. Insomma, credo che la maggior parte dei miei connazionali avrebbe risposto di sì anche alla domanda «Lascereste andare la vostra figlia diciassettenne a casa di un uomo come Silvio Berlusconi?»
(ricordo che a diciassette anni l’età per il consenso sessuale è già stata raggiunta: se anche il signor B. si fosse fatto la fanciulla il comportamento non avrebbe rilevanza penale)
Dipendenti
Visto che il PresConsMin si è dimenticato di rispondere alle dieci domande fattegli da Repubblica, ieri al Giornale Michele Brambilla ha pensato bene di applicare la par condicio e fare dieci domande a Dario Franceschini.
Il problema, pardon l’opportunità, è che Franceschini ha immediatamente risposto: d’altra parte lui non deve mica governare una grande nazione, e quindi probabilmente ha molto più tempo a disposizione. Immediatamente – notate il numero d’ordine dell’articolo… – Brambilla ha commentato le risposte. Il bello di un giornale è cheil giornalista può sempre avere l’ultima parola: ma questo lo sappiamo tutti e quindi non conta. C’è però un piccolo particolare che stona. Brambilla ha costruito tutto il suo articolo sull’assioma “Franceschini e Repubblica stanno facendo il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo”. Partendo dall’assunto che il vicedirettore del Giornale non confonda Dario con Enrico Franceschini, che appunto è un giornalista di Repubblica, la logica conseguenza è che ritiene che il foglio scandalistico scalfariano sia a libro paga del PD. Non so, magari lo è davvero: ma allora perché lunedì l’ex capo di Brambilla Maurizio Belpietro si è così lamentato di essere stato definito “dipendente di Berlusconi”? Lo ritiene forse una tara da nascondere a tutti i costi?
Mamma, ho perso quindici deputati!
A quanto pare, il senatore PD Luigi Zanda avrebbe presentato un progetto di legge per ridurre a 500 il numero di deputati e a 250 quello dei senatori, oltre a “cosette” tipo separazione dei poteri delle due Camere, fiducia al premier data solo dalla Camera, e possibilità per il PresConsMin di revocare i suoi ministri in autonomia. Cose non molto lontane dalla riforma
elettorale costituzionale tentata dal centrodestra nel 2006 (anche se in quel caso il senato era “federale” e nominato dalle regioni, se non ricordo male) e bocciata dal referendum promosso dal centrosinistra. Solite stupide dialettiche politiche.
Quello che però mi ha lasciato parecchio perplesso è che secondo l’articolista di rep.it il numero attuale di deputati è 615. Sono andato a controllare sulla Costituzione. Articolo 56, comma 2: «Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero.»
L’articolo è stato pubblicato alle 8:07 del mattino, e al momento in cui scrivo non è stato corretto. Ma tanto nessuno se ne accorgerà.
Lavoce.info e i treni
Su Lavoce.info c’è un articolo che in poche parole dice che i treni non devono essere sussidiati (rectius: «i dubbi sulla socialità del trasporto ferroviario sono ancora più evidenti» da cui poi l’articolista trae le conclusioni del caso). Vabbè. Ognuno può leggere l’articolo e farsi un’idea di quali affermazioni condivide e quali no.
Però c’è una frase che non mi torna; Ponti (nomen omen :-) ) spiega che uno dei motivi per cui non bisognerebbe sussidiare le ferrovie locali – detto in altro modo, il biglietto del treno dovrebbe costare di più – è che
la disponibilità di servizi ferroviari è necessariamente riservata ai residenti prossimi alle linee (meglio, alle stazioni) e con destinazioni anchesse in qualche misura servite dal treno, cioè una assoluta minoranza della popolazione. Questa minoranza con accessibilità privilegiata gode già di una rendita, proprio perché risiede in punti privilegiati del territorio, dove si generano maggiori valori immobiliari.
Se io vivo vicino a una stazione ferroviaria, comprare o affittare casa mi costa indubbiamente di più. Su questo non ci piove. Ma a meno che qualcuno non decida di costruire la stazione dopo che ho comprato casa, oppure che quella casa l’ho ereditata dal bisnonno, io non ho una rendita ma un costo ulteriore!
Lo sapete, io e l’economia non andiamo affatto d’accordo. Qualcuno mi può illuminare?
Eccellenza
Ho visto questo video di Ballarò. Occhei, ho ascoltato l’audio mentre facevo dell’altro.
Vedere Franceschini che, dopo che Sandro Bondi sempre più paonazzo gli urla di non dargli del tu, risponde serafico “Mi scusi. Eccellenza, Ella…” e dopo l’altro sfogo bondiano prosegue “Eccellenza è il termine che il protocollo riserva ai ministri” mi ha fatto capire perché è nato il PD. L’avete mai visto voi un segretario comunista-postcomunista-excomunista fare una battuta?
Attenzione: non è con le battute che si guadagnano consensi o si vincono le elezioni, a meno forse che non siano battute grevi. Chi apprezza battute così è poi una minoranza nemmeno troppo ampia, tranne forse tra i miei lettori; però lasciatemi almeno sorridere un po’.
Io la politica non la capirò mai
Quando leggo che Italia dei Valori intende chiedere una mozione di sfiducia contro Silvio Berlusconi, io penso che sia una tavanata galattica, visto che figuriamoci se la maggioranza blindata che ha lo farebbe fuori, e in questo modo il PresConsMin potrebbe dire che anche il Parlamento, non solo il popolo, è al suo fianco e quindi che lo lascino lavorare e trovare le sue amiche. Però posso immaginare che siamo in campagna elettorale, e magari Di Pietro pensa che qualche elettore di sinistra decida di votare lui perché è l’unico che alza la voce.
Ma quando Dario Franceschini propone una mozione perché il Cavaliere rinunci al lodo Alfano, davvero non lo capisco. Se l’è fatto preparare e votare proprio per questo processo, e ora dovrebbe rinunciare ad esso? Aspettate che vado a vedere se la fatina del dentino mi ha lasciato dei soldini pregressi!