Non è cambiato molto

Terminato l’anno scolastico, ieri il comune di Milano ha ripristinato area B (divieto di circolazione per i veicoli più inquinanti in praticamente tutta la città) e gli orari completi di Area C (centro città con ingresso a pagamento), oltre alla sosta a pagamento e a quella riservata ai residenti. Il tutto notando che da quando Milano è in zona gialla l’indice di congestione è aumentato del 47% rispetto al 2019, quindi pre-Covid.

Per mia fortuna non esco più alle 7:35 per portare a scuola i gemelli, ma prima di pranzo sono comunque in giro per andare in palestra. Quello che posso dire è che forse in periferia da me c’è un po’ meno traffico, ma nella zona semicentrale il casino – di auto circolanti e di parcheggi ad katzum – è esattamente lo stesso. L’unica cosa che posso sperare è che i vigili ricomincino a dare multe.

Ultimo aggiornamento: 2021-06-10 16:23

4 pensieri su “Non è cambiato molto

  1. un cattolico

    Area A cosa è? Hinterland spinto?

    Pensare che “Milano è grande come l’EUR” :D (cit.)

    Lettera a Severgnini, pubblicata nel suo blog dal Corriere della Sera

    Milano è grande come l’EUR, il confronto con Roma è impossibile…

    Venerdì 22 Dicembre 2017

    Caro Severgnini, visto che pare che il Corriere ci tenga molto a far notare continuamente chi, fra Roma e Milano ce l’ha più lungo (il grattacielo) o più lungo e più folto (l’albero di Natale), vorrei spiegare perché Milano vincerà sempre il confronto, così forse la piantiamo con questo stalking.

    Quando la Virginia o la Sabrina provocano sulle “dimensioni”, purtroppo non sbagliano. Lasciamo perdere per un attimo la cifra assoluta degli abitanti. I dati dicono che Milano ha una superficie di 181 kmq per una densità di 7.500 ab/kmq. Roma ha una superficie di 1.287 kmq per una densità di 2.233 ab/kmq.

    Purtroppo è vero: Milano è grande come l’EUR (le città metropolitane stanno rispettivamente a 5.352 kmq per Roma e 1575 kmq per Milano).

    Significa che per ogni kmq di Milano ci sono il triplo di contribuenti che pagano le tasse. Aggiungiamo il fatto che i milanesi mediamente hanno un reddito che è il 15% maggiore rispetto ai romani e si vede come ogni kmq di Milano goda di molte più risorse.

    Consideriamo anche che le spese non sono le stesse:

    – un territorio così grande e così poco denso implica reti di distribuzione lunghissime,

    il patrimonio archeologico costa molto più di una città edificata quasi tutta nel dopoguerra,

    – Roma è l’unica città del mondo con tre circuiti di ambasciate (pure San Marino le tiene a Roma) e due stati indipendenti (Vaticano e Priorato del Cavalieri di Malta) che sono zone extraterritoriali

    e ci accorgiamo che Roma sarebbe svantaggiata pure se i suoi amministratori fossero onestissimi (e sicuramente non lo sono stati a lungo).

    Parafrasando un suo titolo: “Ehi! C’è una capitale al centro!”. A differenza della Sardegna, il Lazio è la seconda regione italiana come surplus fiscale (meglio del Veneto che strepita tanto), quindi basterebbe che l’Italia ci permettesse di risolvere i nostri problemi da soli.

    Non saremo mai come Milano, ma probabilmente Roma diventerebbe un gran bel posto. Ma forse è proprio questo il problema. Un milanese che vive a Roma.

    Alessandro Carcano , tcdd999 [chiocciola] yahoo.it

    Che fosse milanese lo si poteva evincere da quel “la Virginia, la Sabrina”, ma leggere un milanese perorare la causa di Roma bistrattata fa sempre impressione :-D

    Non mi è chiaro perché il circuito delle ambasciate presso la Santa Sede o presso San Marino complicherebbe così significativamente le cose… Ma da romano vedrei benissimo lo spostamento a Milano/Napoli/Torino/Venezia/Firenze/Palermo/Bari di un bel po’ di Ministeri ;-)

    1. .mau. Autore articolo

      Area A non esiste. Si è partiti con C (congestion charge), ma non so perché B sia B.
      Per il resto, boh. Ma non credo che alla Garbatella o a Tor Bella Monica ci fosse così tanta roba prima della seconda guerra mondiale :-)

      1. un cattolico

        Non di particolare pregio (o meglio così hanno voluto far credere per non bloccare tutto ogni quarto d’ora, poi chissà. Ma scavando per la metro C anche in estrema periferia (non fino a Tor Bella Monaca, ma comunque in periferia spinta) qualche villa di campagna di epoca romana sicuro è stata trovata. Del resto qui da scavare c’è ancora moltissimo ma nessuna voglia reale di farlo, vista la malagestione di quanto già abbiamo portato in superficie o anche di ciò che è stato reso visibile pur restando sottoterra! ad esempio la fermata della metro C a San Giovanni ha dei bei pannelli che illustrano la stratificazione di Roma, mostrando quanto ritrovato sforacchiando da quelle parti, compresa roba che non ti aspetteresti mettessero in evidenza, tipo la monnezza ottocentesca, cioè piatti e garitte rotti e roba così… fino ad arrivare alla preistoria.

        Da me a Garbatella davvero poco, a parte un piccolo ponte romano proprio dove furono edificati i primi 4 lotti ATER, ma essendo così vicina al Tevere e fuori le mura era area malsana, in cui difficilmente un ricco avrebbe edificato alcunché, potendolo fare a poca distanza sull’Appia in contesto assai più gradevole!

        Fuori tema per fuori tema: Garbatella è stato finalmente documentato due anni fa essere il vezzeggiativo della proprietaria di una ostessa della Zona (la sua osteria era all’altezza di vicolo della Garbatella, nei pressi della vecchia fermata metro), come voleva la leggenda, ma il nome non sarebbe derivato dal suo essere particolarmente generosa con gli avventori, in tutti i sensi, bensì dal cognome della madre: Garbata, che la aiutò a tirare avanti con 11 figli e l’osteria, quando il marito Cascapera morí… E meno male che il nome l’anno preso dall’ostessa e non dal marito! Tutto ciò è stato tratto dai registri parrocchiali ottocenteschi (una sorta di censimento locale dell’epoca, dove non venivano riportati solo battesimi e altri sacramenti ma anche descrizioni delle famiglie presenti nell’agro romano di competenza) della ex parrocchia di San Paolo fuori le mura.

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