I camici della famiglia Fontana

Non penso ci voglia chissà quale sfera di cristallo per prevedere che la nuova inchiesta su Attilio Fontana finirà con un nulla di fatto. Guardiamo spassionatamente i fatti. Si scopre che l’azienda del cognato del governatore lombardo – nella quale la di lui moglie ha anche un 10% di quota – ha avuto un appalto di mezzo milione di euro senza alcuna gara per fornire camici. Subito Fontana spiega che c’è stata un’incompensione, e il testo del contratto di fornitura contiene un errore di stampa: il mezzo milione è il valore, ma i camici sono stati gentilmente regalati. Solo che il cognato Fontana sa benissimo che l’azienda di famiglia se la passa male (tanto che la suddetta azienda cercherà di vendere a prezzo maggiorato a una RSA varesina i camici di quella commessa non ancora consegnati alla Regione) e quindi decide sua sponte di regalargli 250.000 euro da un suo conto svizzero personale regolarmente condonato. Nulla di segreto, tanto che scrive persino qual è la causale; solo che un solerte funzionario bancario si preoccupa di quello che appare un incongruo pagamento, lo blocca segnalandolo alle autorità preposte, e da lì la cosa arriva sui giornali e ai magistrati.

Rileggete tutta la storia, mettetevi una mano sulla coscienza, e ditemi come fa un politico a essere incriminato per aver dato soldi a un fornitore. Chiunque capisce cosa sia davvero successo, ma quella è un’altra storia. L’unica cosa che mi dispiace è che la maggior parte dei suoi elettori e molti che non lo voterebbero mai troveranno normale tutto questo…

9 comments

  1. Concordo, ma aggiungerei un paio di cose (non penalmente rilevanti): ha mentito (o, nella migliore delle ipotesi, è stato frainteso), avendo dichiarato che di quella storia lui non ne sapeva niente (8 giugno), quando si è poi scoperto che aveva provato a fare il bonifico “risarcitorio” – coi suoi soldi, onestamente guadagnati – in data 19 maggio. E anche avere soldi scudati in Svizzera non è penalmente rilevante, ma eticamente (per la mia etica, ma spero non solo per la mia), lo è, in assenza di una valida spiegazione.

  2. Per me già un conto in Svizzera condonato dovrebbe essere causa di ineleggibilità/decadenza.

  3. Tutto vero. Ma ripeto: nulla che possa far giungere a una condanna. Non si deve incrociare i flussi.

  4. Cioè ( iniziare con cioè mi fa sentire più “giovvine”)
    se un cresimando ( fortunato) va a comprarsi il motorino con i soldi ( in contanti ) ricevuti dai parenti ( tanti e generosi )
    o se li versa in banca, come minimo deve giustificare la provenienza
    e ad un politico che fa un bonifico di 250.000 euro dalla svizzera ad un fornitore dell’ente che governa non dovrebbero chiedere, perchè non c’è niente di strano ?!?
    Che poi si arrivi ad una condanna … prima di indagare non si sa;
    e se io pago normalmente è perchè in cambio ho ricevuto qualcosa o perchè mi ci hanno costretto.

    • Ma lo scudo fiscale – giusto o sbagliato che fosse – nacque proprio con la clausola “non ti chiedo da dove arrivino quei soldi, basta che tu me ne dia una piccola parte”.

  5. Ma una volta puliti, se li usi per motivi leciti o no, si può ancora chiedere.

    Ripeto, io non pago “per niente”,
    e non credo che 250000 euro siano per la cresima del cognato ;-)

    • Beh, il bonifico in realtà non è andato a buon fine, quindi l’eventuale reato non si è compiuto; sarebbe interessante sapere, visto che si tratterebbe di una donazione, se Fontana si fosse organizzato anche per pagare la tassa sulle donazioni (che credo sia l’8% per un non parente stretto), o se ritenesse fosse un prestito infruttifero (escamotage berlusconiano per eludere la tassa), o se ritenesse fosse di modico valore (se lui è miliardario, potrebbe essere). Solo per capire se (come credo) abbia tentato di compiere un illecito, ma non ci sia riuscito.

  6. Il problema peggiore non deriva dal bonifico, ma dal possibile abuso d’ufficio per la fornitura senza gara. Il fatto stesso che abbia cercato di mettere maldestramente la pezza col suddetto ha di fatto regalato un assist non da poco. Ma Fontana è pesantemente nei guai con altri quattro procedimenti, e mi pare assai improbabile che tutti finiscano a tarallucci e vino. I suoi stessi alleati potrebbero scaricarlo in cambio di concessioni varie. Sicuramente sta lavorando sodo per sistemare le cose dietro le quinte ma rimane poco amato in generale. Gli va bene che per ora non ha avversari molto quotati.