form e differenze linguistiche

Ho appena compilato un form cinese (roba sulle traduzioni, per i curiosi). Le domande erano scritte in inglese, ovviamente, anche perché altrimenti non avrei capito nulla, se non che il quadratino azzurro con due ideogrammi era quello da schiacciare una volta terminata la compilazione. Questa però è conoscenza strutturale che in fin dei conti è molto più semplice.

Ho però trovato una cosa davvero interessante dal punto di vista della struttura. Il form era su un sito cinese (https://www.wjx.cn) e preparato da una società cinese (GlobalTextMarket). A prima vista la schermata sembra simile a quella per esempio dei sondaggi Google, giusto con il fatto che vicino a una risposta c’era a volte un campo per aggiungere informazioni. Ma tutto il testo, sia quello scritto nell’introduzione che quello che inserivo nelle textarea, non andava a capo; o per meglio dire non riconosceva il carattere spazio come fine di una parola e quindi cambiava riga nel mezzo della parola stessa, senza ovviamente trattini o simili.

La cosa ha probabilmente senso pensando al fatto che in cinese non ci sono spazi tra gli ideogrammi se non dopo i segni di interpunzione; però mi ha fatto un po’ specie vedere che la localizzazione arriva anche nel formato dei form…

2 comments

  1. Come la X rossa o il check mark verde che ancora oggi non è parte della localizzazione ma causa una discreta confusione o, nel mondo fisico, il segnale di EXIT rosso che piace tanto negli USA e sugli aerei.
    E’ bello vedere che resistono scampoli di comunicazione non globalizzati perché sono talmente scontati per i nativi da non essere presi in considerazione.