È ufficiale: non so l’inglese

La mia grande azienda ci invita molto caldamente – “obiettivo di fruizione”, per la precisione – a fare almeno 15 ore di corso d’inglese entro fine anno. Lo fa con una piattaforma che a quanto pare non va d’accordo con Firefox, quindi da casa non posso accederci e dall’ufficio sono costretto ad aprire Internet Explorer. Vabbè, stamattina ho fatto il test di livello, attività che secondo la mail “ti impegnerà non più di un’ora”. Ci ho messo un’ora e quattro minuti, nonostante terminassi le varie pagine ben prima del timeout: lo sapete, sono uno che si scoccia a fare sempre le stesse cose.

Bene: mi è stato consigliato un corso C1, il che significa che il mio livello percepito è B2… nonostante il test non mi chiedesse di parlare, cosa che per me (e per chi mi ascolta…) è notoriamente tragica. Vado a nascondermi.

5 comments

  1. 1) il B2 è il livello richiesto per l’accesso alla maggior parte delle triennali in inglese in Italia (e, per gli scambi Erasmus, in molti casi anche dalle Università anglosassoni)
    2) in genere il risultato è una valutazione complessiva delle varie capacità esaminate, ognuna con il suo peso.Se non è stata valutata la parte di esposizione orale, così come – suppongo- quella di stesura di un testo argomentativo (quello per il quale impari a fare “l’executive summary” , la discussione e le risultanze in un massimo di x caratteri), forse c’è un limite al valore raggiungibile.

  2. Dimenticavo, potrebbe essere anche che è un invito al “mantenimento” del C1 e che non siano offerti corsi di livello superiore ( mi risulterebbe- raccontato da amici- che dopo lo sviluppo dei livelli del quadro europeo di riferimento, gli esperti si sono accorti che il livello c2 sarebbe in realtà quasi irraggiungibile. Ho forti sospetti che per molti italiani sia così per la propria madrelingua).

    • C2 sicuramente non ho mai pensato di averlo, ho seri problemi con l’inglese parlato. Ma il test non è arrivato così in profondità, nel senso che tutti i testi proposti mi erano comprensibili.

    • Il paradosso è che essere davvero un madrelingua vuol dire arrivare ad inventare parole e grammatica anziché ripetere con precisione desuete formule congelate nel libro e incorporate nel correttore. Come spesso accade il livello più alto di competenza coincide con il fallimento dei test a crocette.