Pagare di più, pagare in meno

Secondo il ministro Speranza il ticket sanitario così com’è non funziona e deve andare per fasce di reddito, naturalmente in modo che il gettito totale resti costante. Bellissimo. Evidentemente il ministro Speranza non sa che già adesso, almeno qui in Lombardia, a me conviene fare una visita privata per molte cose: pago esattamente quanto il ticket più superticket, e le ottengo subito. Aumentare il costo della sanità pubblica per i “ricchi” significa ovviamente che i ricchi in questione non useranno più le strutture pubbliche; ma se i “poveri” pagheranno di meno il gettito totale scenderà. Non mi pare un conto così complicato…

10 comments

  1. E poi ti ritrovi con l’avvocato che gira col cazzo di SUV da centomila euro, ha il villone e magari uno yacht parcheggiato a Montecarlo che non paga il ticket perché “nullatenente”, mentre il povero operaio ipertartassato che prende 800 euro al mese lo pagherà una sbordellata. Viva l’Italia…

  2. Secondo me non è un conto così automatico. La Lombardia funziona dal punto di vista della sanità pubblica proprio perché tantissima gente ricorre alle strutture private e non grava sul pubblico (ed è il motivo per cui si è sempre contestato che il modello lombardo fosse replicabile in Calabria, per dire, dove il reddito per capita è assai inferiore).

    • se nella struttura privata pago esattamente quanto pagherei con il pubblico, dove graverei altrimenti?

      • Eh no, non ci siamo. Tu vai in una struttura privata convenzionata *che riceve per alcuni tipi di prestazione* soldi dallo stato (meglio dalla Regione). Non è vero che tutti i soldi che dai tu alla struttura coprano il reale costo, una quota risulta anche allo stato come struttura convenzionata. La ratio è che il privato è più efficiente finanziariamente parlando e per lo stato è tutta convenienza. Ma son scemenze che non gravi sul pubblico.

          • Se per una diagnosi qualsiasi hai bisogno di uno strumento diagnostico particolare che trovi solo negli ospedali (e non nello studio privato di un medico), una parte del costo dell’indagine diagnostica è in mano pubblica, anche se la richiesta è “privata”.

        • Ma se io vado in una struttura privata senza passare dall’SSN, io pago tutta la prestazione alla struttura privata.
          Se io vado in una struttura convenzionata, che ptrebbe essere la stessa fisicamente, e chiedo la prestazione convenzionata pago lo stesso che per una stuttura pubblica, loro ricevono un rimborso standard che nel primo caso non c’e`.

          Il problema delle liste di attesa passando per l’SSN e` che il numero di prestazioni rimborsabili sono contingentate e quindi il privato limita a d un numero massimo di prestazione nonostante possa fare piu` esami.

  3. Se non ricordo male un terzo della spesa pubblica viene messo nella label “Sanità”. Qualcuno ha dubbi sul fatto che lo scopo sia tagliare selvaggiamente o che la propaganda debba quindi comunicare “equità”, “morte ai ricchi & ai falsi-invalidi”, “se tutti si ammalassero meno staremmo meglio tutti”, “chi è grasso ammala anche tu” e simili messaggi medico-politici?
    Non riesco ancora a capire se la propaganda viene davvero creduta almeno da qualcuno, perquanto sia sempre più inverosimile.

  4. In ogni caso, mi risulta che i contributi siano proporzionati al reddito quindi è già vero che i più ricchi pagano di più. Per gli evasori, altro capitolo..