la pacchia e i socialcosi

Forse avete visto questo post di Repubblica; più difficile che abbiate anche letto la replica dell’autrice, in cui afferma che la sua frase è stata strumentalizzata. E magari vi ricordate una vignetta simile di Vauro, che sicuramente non è stata strumentalizzata – anche se immagino che avesse suscitato reazioni pesanti.

Assumendo la buona fede dell’autrice, che pure sostiene una lista di centrodestra alle prossime elezioni locali, qual è la differenza? Beh, è semplice. Vauro è un personaggio pubblico e il suo pensiero è conosciuto da tutti. La signora in questione è al massimo conosciuta localmente, quindi si legge alla lettera il testo che scrive: e una piccola bara non è un segno sufficientemente distintivo per comprendere il tono del discorso. È una cosa che è ben nota da decenni: gli emoticon, prima di diventare dei bei disegnini che paiono farci tornare indietro ai tempi dei pittogrammi, nacquero come caratteri ASCII aggiunti proprio per supplire alla mancanza di condizioni al contorno in un testo dattiloscritto. Insomma, aggiungere “:-(” non avrebbe dato adito ad alcun dubbio sulle intenzioni; anche “:-)” avrebbe avuto il suo bel senso, chiaro.

Il guaio dei social network è questo: li usiamo dicendo esattamente quello che diremmo tra gli amici, senza pensare che stiamo parlando anche a chi non ci conosce affatto. In questo caso non c’è strumentalizzazione, come ci sarebbe stata con una frase estrapolata da un contesto: c’è solo una mancanza di cultura di base, e il saper scrivere in un ambiente condiviso è ormai cultura di base. Cancellarsi da tutti i social network, come sembra che la signora abbia fatto, non serve a niente, anzi è peggio ancora: se effettivamente lei voleva dire tutt’altro, come facciamo a saperlo se non abbiamo nessuna altra fonte pregressa?

Ricordatevelo, insomma. Fare le battute è un’arte complicata – io per esempio ci provo sempre ma non ci riesco quasi mai. Non peggiorate la situazione scrivendo testi che possono essere fraintesi solo per la voglia di fare un commento breve e spiazzante. (Ah, non ho indicato il nome dell’autrice perché appunto non è importante in questo contesto: la cosa vale per tutti noi, io in primis)

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