Goodreads

La scorsa settimana Giuseppe “Guru” Granieri ha parlato di Goodreads, una libreria virtuale sul modello di aNobii o LibraryThing.
Ho provato a darci un’occhiata, ma mi sono subito fermato a un punto morto; quello dell’importazione della mia libreria virtuale. Dopo che ho dato in pasto il mio file di aNobii, il risultato è stato questo:
Books added: 172
Unprocessed entries: 0
Duplicates (ignored): 2
Books unable to add: 290
Ora, posso capire che alcuni miei vecchi libri senza ISBN non possano essere aggiunti automaticamente, ma per quasi tutti gli altri il problema è “semplicemente” che non hanno una base dati da cui verificare il tutto. Se non sbaglio, l’unico DB italiano che usano è quello di IBS, quindi se un libro è fuori catalogo uno è perso; ma anche così non capisco come ce ne possano essere così tanti, di libri improcessabili.
A questo punto i vantaggi di Goodreads (fondamentalmente una maggiore interazione con gli autori, se non ho capito male) non sono certo abbastanza. Dell’interfaccia in italiano non me ne importa un tubo, tanto io uso sempre quella inglese; ma dei libri in italiano, quello sì!

3 comments

  1. Be’ puoi farci molto di più, con Goodreads. Se il tuo obiettivo è tenere in ordine i libri che hai, magari l’importazione da anobii è un problema. Se invece ti interessa scoprirne, giocare con le liste ecc. Goodreads è molto bello. Io di mio avevo rinunciato già con anobii a metterci dentro le migliaia di volumi che ho a casa.

  2. Ho letto il posto di questo guru… raccontato così,Goodreads mi sembra il paradiso dei soliti scrittori tecnologici nostrani, quelli che giocano a citarsi addosso e a darsi grandi pacche sulla schiena leggendosi l’un l’altro.
    Se mi passa il nervoso un’occhiata a Goodreads magari la darò.

  3. Goodreads non mi dispiace, pur con tutti i limiti di importazione di libri da Anobii e di inserimento di quelli nuovi.
    Ho trovato carino il poterli dividere in scaffali esattamente come ho trovato interessante la possibilità di entrare in contatto con alcuni gruppi di discussione anglosassoni
    Non ho ancora approfondito la questione “autori”, in generale mi pare meno “italiano” di anobii