Ci sono voluti alcuni giorni, ma finalmente domenica qualcuno si è acorto qual è il problema fondamentale della pubblicazione online dei redditi 2005 di tutti gli italiani: una delle tante polpette avvelenate che il governo Prodi II ha lasciato ai successori. La privacy, tanto invocata da chi probabilmente non sa nemmeno cosa sia, non c’entra assolutamente un tubo: gli elenchi erano già pubblici, e su questo Visco ha ragione. Tutto bene, allora? Per nulla. La legge permette di fare domanda al Comune per esaminare le dichiarazioni di una persona: quindi si sa chi ha chesto di chi. Con gli elenchi in linea si sarebbe potuto tranquillamente fare una cosa del genere.. data una definizione opportuna di “tranquillamente”. Si sarebbe dovuta sviluppare un’interfaccia alla base dati, autenticare il richiedente, e definire quali tipi di ricerca si potessero fare. Troppo complicato, probabilmente, per quelli dell’Agenzia delle Entrate.
Il punto che però sembra sfuggire a tutti è che il vaso di Pandora è stato aperto, e che le liste circolano. Toglierle dal sito ufficiale significa semplicemente lasciare le copie in giro su eMule, o in vendita per chi smanettone non è proprio; peggio ancora, significa che non ci vuole nulla a fare un po’ di poisoning delle liste, cioè mettere in circolazione delle liste “leggermente” diverse nei valori senza poter sapere quali sono vere e quali no… il che potrebbe persino essere peggio per le persone che si vedono additate con redditi farlocchi, in più o in meno. Chiudere la stalla dopo i buoi sono scappati è insomma inutile e pernicioso: chissà quando Qualcuno Lassù In Alto si accorgerà della cosa.
(beh, dovrei anche parlare del Codacons che ha annunciato una richiesta danni di venti miliardi di euro al ministro. Però che pretendete da Renzi? Se i dati non fossero stati diffusi, avrebbe fatto una richiesta danni di non so quanti miliardi perché il ministro ci aveva negato il diritto a conoscere i redditi delle persone con cariche pubbliche. Non è una battuta, l’ha detto lui stesso medesimo che abbiamo questo diritto. Ribadisco: che pretendete da Renzi?)
Ultimo aggiornamento: 2008-05-05 19:55
Quello che mi sfugge è perché sono state diffuse le liste (in formato elettronico, in rete, ecc. ecc.) e perché ora (dopo le elezioni, ecc. ecc.). Hai qualche idea in proposito?
@bubbo bubboni: io l’ho letta come polpetta avvelenata di Visco. Ma io sono un noto malfidente.
come ho già detto, a livello locale si pubblicano sul giornale (cronaca locale della Nazione e del Tirreno) da almeno 20 anni i redditi dei contribuenti; e nessuno ha mai detto “bah”.
Sul sito del Sole 24 ore ci sono una serie di fogli excel con le classifiche per alcune città dei primi 100 contribuenti, bsai sui dati leaked dal sito in questione.
Debbo dire che mi ha stupito…avrei pensato che ci mettessero una pietra tombale.
@paolo beneforti: davvero pubblicavano i dati di tutti i contribuenti italiani? O solo la top ten di qualche comune in cifre approssimate e senza data di nascita, ecc? Ammetto di non aver mai comprato i giornali che citi, ma quante pagine di cronaca locale hanno?? E i dati li mettevano anche in formato elettronico sui rispettivi siti (sempre di tutti, non i soliti dati dei VIP o di quelli che, per leggi ispirate ad un motivato interesse collettivo, devono renderli pubblici)?
@mestesso: sul sito del sole (e ora direi sui motori di ricerca) ci sono anche le liste complete ddi tutti i comuni “recuperate attraverso alcuni programmi di file-sharing”.
@.mau.: non basta come “perché”. Intanto questa polpetta che cane ammazza? Il ministero? L’agenzia delle entrate? Un paio di garanti? Ma di quale governo poi?
Inoltre perché il quoditiano di Confindustria pubblica sia un parere di un avv. che elenca le leggi contro la pubblicazione, sia i dati in forma indicizzabile dai motori di ricerca? Sarà solo per affermare la supremezia dell’html rispetto ai protocolli p2p? Ummm…
Da distinguere poi bene i vantaggio che in tutto il mondo si può trarre da questi dati dal motivo per cui sono stati pubblicati in questa forma, sempre che aiuti a capire perché.
Beh, sul discorso “polpetta avvelenata” direi proprio di sì… anche se resta da stabilire a chi è indirizzata.
Mi dicono (non ho dati per smentire o confermare) che in altri paesi è una cosa normalissima avere gli elenchi pubblici dei contribuenti e francamente mi fa sorridere chi “grida allo scandalo”. Perché dovrebbe essere un segreto quanti soldi hai preso in un anno?
Il discorso che in questo modo si è fatto un favore alla criminalità è davvero risibile… come se quelli che chiedono il pizzo o pianificano sequestri si rifacessero alla dichiarazione dei redditi anziché al tenore di vita delle possibili vittime.
Ho più il sospetto che il problema non siano tanto le dichiarazioni alte, quanto piuttosto quelle basse. Certo fanno scalpore certe medie da cui risulta che i gioiellieri guadagnano meno di un insegnante… ma un conto è la media, un conto è andare a vedere nello specifico quanto dichiara il singolo e magari capisco che roda un po’ che i vicini di casa che ti vedono andare in giro in Ferrari scoprano che dichiari meno di un impiegato.
Insomma, ho il sospetto che l’irritazione sia più frutto della solita impostazione da “furbetti del quartierino”: freghiamo tutti, ma non si deve scoprire…
Se fosse così, mi tocca rivalutare anche le polpette avvelenate…
E poi diciamolo… non aveva forse detto Berlusconi che il modo per risolvere il problema del precariato era sposare un milionario? Visco gli è andato incontro… solo avrebbe dovuto indicare assieme al reddito anche lo stato civile :)
@bubbo bubboni: credo che l’idea sia fare in modo che il contriBUEnte faccia di suo le ricerche e magari infastidisca il governo nuovo.
bobbo: non amo le domande tendenziose, sorry.
@paolo beneforti: mi scuso se il tono ti ha infastidito.
Volevo solo dire (per quel poco che ne so e ne capisco) che questa pubblicazione non ha precedenti per forma e sostanza, permette elaborazioni di dati (all’estero) prima assolutamente impensabili e non ha eguali in nessun paese al mondo.
Se poi per 20 anni nessuno si è accorto che i file erano già sui siti di alcuni quotidiani locali… c’è comunque qualcosa di nuovo :-)
Commento al post principale:
concordo con il tuo punto di vista e ribadisco quanto ho scritto anche sul blog di vb: la legge sulla privacy è capitata al momento giusto perchè il problema non è tanto la conoscenza di un dato sensibile ma la memorizzazione e l’elaborazione in massa di dati sensibili.
Per esempio (preso da Quintarelli) una società di direct marketing ha ora a costo zero una grande quantità di dati interessanti; spulciando gli elenchi dei Comuni per avere gli stessi dati avrebbe dovuto spendere molte più risorse e l’operazione non sarebbe stata economicamente conveniente.