pipponi

auto italiane

Mica ho capito la storia delle auto italiane che non si trovano per i ministri. Per quel poco che so, le gare di appalto non possono fare discriminazioni tra beni prodotti nell’Unione. Quindi i casi sono due: o i passati governi hanno seguito i dettami di Berlusconi che notoriamente ce l’aveva con gli Agnelli e hanno falsato la gara di appalto (cosa a cui però credo poco) oppure semplicemente il gruppo Fiat, ammesso che abbia partecipato, ha fatto offerte peggiori.
Si vuole mostrare l’italianità in queste piccole cose? Benissimo, si vada informalmente da Marchionne prima che arrivino le offerte e gli si faccia notare che se abbassa i prezzi magari ci perde un po’ ma contribuisce all’immagine aziendale e patria, come lui afferma sempre di voler fare. Altrimenti finisce che vengono scritti articoli come questo, populisti anzichenò.

link

Googleryade

Barbara mi ha segnalato il Google Doodle di oggi (quando poi ci sarà il link ufficiale lo aggiungerò, per il momento andate sulla home page di Google). È uno di quelli animati, e il tema (svolto a disegni animati) è il sessantesimo anniversario del primo libro pubblicato da Stanisław Lem – il che significa che volevano semplicemente far vedere quanto sono bravi, visto che sarebbe stato più semplice aspettare qualche settimana e pubblicarlo per il novantesimo anniversario della sua nascita.
Le illustrazioni – anche se non ci fosse l’help a spiegarlo – richiamano immediatamente i “costruttori di macchine” Trurl e Klapaucius in Cyberiade: il navigatore (cioè noi) dobbiamo metterci con santa pazienza a risolvere i quesiti posti, per poi arrivare… boh, sono troppo pigro per giocare e quindi mi sono fermato alla fine del secondo :-) Sappiatemi dire qualcosa.
aggiornamento: hanno fatto la macchina che crea le cose che iniziano per N. Un mito.

io, wikipedia

breve visita torinese

Venerdì mattina metto il mio cappellino da wikimediano e partecipo come relatore al convegno di Legambiente «Molecole. Ecologia, social network e nuove forme di attivismo». Sarà una toccata e fuga, nel senso che nel pomeriggio torno in ufficio (ah, l’Alta Velocità…). Il convegno è a partecipazione libera (ma con prenotazione), e il mio intervento si intitola «Condividere i saperi nel web collaborativo». Inutile dire che le slide poi saranno a disposizione di tutti :-)

giochi

gioco della domenica: Grow Cannon

In Grow Cannon bisogna svegliare un dormiglione. Si ha a disposizione un cannone e un certo numero di palle; occorre capire qual è la successione corretta di distanze a cui spararle per ottenere tutti gli effetti collaterali giusti nell’ordine giusto. Più un puzzle che uno sparaspara, insomma ;-)
(via Passion for Puzzle)

recensioni

A-ulì-ulè (libro)

[copertina] Questo libro di “Filastrocche, conte, ninnenanne” (Nico Orengo, A-ulì-ulè, Salani 2011 [1972], pag. 156, € 12, ISBN 978-88-6256-515-8) non è certo nuovissimo: la prima edizione è infatti del 1972. Non per nulla mi chiedevo come facesse a essere illustrato da Bruno Munari… Il libro contiene quasi centocinquanta filastrocche, scelte con l’ottimo sistema “quelle che mi piacciono” (Orengo non aveva ancora trent’anni al tempo: non che conti molto, ma magari più in là con gli anni la sua scelta sarebbe stata diversa). Le filastrocche hanno un ovvio target, i bambini a cui raccontarle: e magari ne conoscete già qualcuna, con le parole però leggermente diverse. A me almeno è capitato così. La cosa che però mi ha stupito di più è vedere come alcuni dei testi sono davvero truculenti: un po’ come i cartoni animati della nostra infanzia, dove al povero Silvestro (o Tom, o il Wile E. Coyote) capitano sempre le peggio cose. Spero che i nostri poveri bimbi non prendano delle brutte idee, insomma… ma secondo me vale comunque la pena di leggere loro una paginetta per volta!

curiosita'

Mah-Nà Mah-Nà

Credo che la canzoncina “Mah-Nà Mah-Nà” sia nota praticamente a tutto il mondo: le mucche rosa e il “coso” (non saprei come descriverlo in altro modo) dei Muppet Show già vent’anni fa erano state definite lo sketch più noto dei pupazzi di Jim Henson. Ma non so quanti conoscano esattamente la storia, nonostante sia presente su Wikipedia.
Innanzitutto l’autore della melodia è italiano: il maestro Piero Umiliani, compositore di colonne sonore cinematografiche (per dire, “I soliti ignoti”) che nel 1968 collaborò al film Svezia, inferno e paradiso che – per la pruderie del tempo, in realtà non c’è nulla di scottante) – era l’equivalente dei pornosoft di adesso. A un certo punto serviva poco più di un minuto di musica per una scena dove una quindicina di ragazze andavano in una sauna (tutte coperte con un asciugamano, ve l’ho detto che non c’è nulla…). Umiliani scrisse al volo un tema di tre note, lo chiamò “Viva la Sauna Svedese”, non lo mise nemmeno nel disco della colonna sonora, e tutto sembrava finito lì… se non fosse successo che il film ebbe un discreto successo e venne anche distribuito negli USA, dove decisero che quei centosei secondi sarebbero stati il biglietto da visita del film; il brano venne rinominato Mah-Nà Mah-Nà (ancora con gli accenti, per fare un po’ di scena), e venne reinciso. Il tormentone arrivò con Sesame Street (la versione didattica originale dei Muppet): qui il primo filmato con i pupazzi. E poi, di tutto di più: nella pagina ufficiale potete leggere dei mille posti in cui il jingle si è materializzato. Carino, nevvero?
(p.s.: ne avevo già parlato tre anni fa, ma allora non c’era – o non ero riuscito a trovare – il sito su Umiliani…)

matematica_light

Un’immagine o mille parole?

[spread Bund-BTP e Mediaset-TLC]
Il grafico che ho scopiazzato qui sopra non è mio ma di Antonio Nicita, che con Filippo Belloc ha scritto un interessante articolo su Lavoce.info, articolo segnalatomi da Layos. Spiegazione: le montagne e valli azzurre indicano la variazione dello spread (cioè della differenza di tasso di interesse offerto) tra BTP italiani e Bund tedeschi, mentre quelle rosse indicano la differenza del valore delle azioni Mediaset rispetto a quello del paniere di titoli del comparto spettacolo e telecomunicazioni. Attenzione: non rispecchia quindi il valore assoluto delle azioni Mediaset, ma come si sono comportate rishttps://www.facebook.com/#petto ai titoli simili. Insomma, se hanno perso più o meno degli altri.
Bene: la correlazione tra le due curve è incredibilmente alta. (Nota per chi non è abituato alla statistica: la correlazione si definisce alta anche quando è alta in valore assoluto ma negativa, cioè la variabile A sale quando la variabile B scende e viceversa. La cosa ha una sua certa qual logica, come mostrato dal seguente quesito: “Un tizio, accanito giocatore d’azzardo, è stato colpito da una maledizione: qualunque giocata faccia, perderà. Lui, ostinato, continua a giocare: sua moglie è felicissima della cosa. Come mai?”)
Chissà se Napolitano ha fatto vedere un grafico simile a Berlusconi per convincerlo a dimettersi :-)
Aggiornamento: (18 novembre) Lavoce.info ha messo sul sito una serie di altri grafici che mostrano la correlazione tra i vari spread europei e in particolare tra quello italiano e gli altri. Apprezzo molto il tentativo di spiegare a parole il significato delle curve, anche se ho il sospetto che senza avere chiaro il concetto di base di correlazione il lettore perda parecchio… ma da qualche parte bisogna pur iniziare.

curiosita'

Omar Tomini

Come forse avete già letto, su Lessico e Nuvole Stefano Bartezzaghi ha chiesto una moratoria sull’anagramma (rectius, la frase doppia) “Mario Monti – Mari o Monti”. Io però mi preoccupo di altri possibili anagrammi.
Per esempio, abbiamo “Timon o armi”, il che ci fa capire che se il bocconiano in loden non riuscirà a mantenere la rotta per governo ed economia potremmo rischiare una guerra civile. Ho trovato però più interessante fare la cernita su nome e cognome, alla Ennio Peres: insomma ho tolto le coppie di lettere uguali per vedere cosa restava. Il risultato è RANT, farneticazione. Secondo voi c’è un recondito significato in tutto ciò? Qui non possiamo parlare di anagrammi e aptagrammi, visto che anagramma non è; però il risultato è inquietante…

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