La matematica e la fine dell’umanità

Sullo Scientific American, Jack Murtagh ha presentato un paradosso che a prima vista sembra inconfutabile. Come premessa, immaginate di avere due urne identiche, una contenente i numeri da 1 a 100 e un’altra i numeri da 1 a un miliardo. Non state a sindacare sulla grandezza di queste urne: se non vi piacciono pensate di avere due generatori di numeri casuali. Scegliete un’urna a caso, pescate un numero e scoprite che è (ovviamente…) 42. Secondo voi, è più probabile che abbiate preso il numero dalla prima o dalla seconda urna? Credo che sarete tutti d’accordo che fosse quasi certamente la prima: dalla seconda urna ci saremmo aspettati di prendere un numero come 271828182.

Cambiamo ora esempio e prendiamo noi esseri umani. Si stima che fino a oggi siano vissuti sulla Terra 117 miliardi di esemplari di Homo sapiens, miliardo più miliardo meno. Insomma nella nostra “urna degli umani” abbiamo preso il numero 117314159265 o giù di lì. Secondo voi, è più probabile avere preso un numero all’inizio della serie degli umani e post-umani, il 42 nell’esempio sopra, oppure uno pìù o meno a metà? In questo secondo caso l’umanità è pericolosamente vicina all’estinzione, visto che siamo nove miliardi e non ci vorranno troppi millenni per far nascere qualche altro centinaio di miliardi di persone. Se preferite un conteggio più preciso da un punto di vista probabilistico, possiamo dire che c’è un 50% di probabilità che il numero totale di umani vissuti fino a oggi sulla terra sia tra il 25% e il 75% di quello definitivo, quando non ci saranno più umani; questo si traduce in una stima dell’umanità globale tra 156 e 468 miliardi di persone. Al tasso corrente di 132 milioni di bambini nati per anno l’ultimo umano nascerà con il 50% di probabilità tra il 2321 e il 4685, e con l’80% di probabilità tra il 2124 e il 10003, in quest’ultimo caso presumo perché l’Y10K bug avrà colpito. Questo senza considerare che il numero di nati al momento sta ancora crescendo esponenzialmente…

C’è già stata una predizione di questo tipo: quando nel 1969 l’astrofisico J. Richard Gott III visitò Berlino e passò davanti al Muro, che era stato costruito 8 anni prima, fece gli stessi conti e stimò che sarebbe resistito tra 2,67 e 24 anni con il 50% di probabilità. E in effetti cadde dopo 20 anni. Personalmente questo esempio non mi dice molto: non ho idea di quante predizioni simili siano state falsificate… Ma in genere io penso che queste stime sul giorno del giudizio (il Doomsday) siano falsate da un principio che non è indicato tra quelli portati come esempio dall’autore dell’articolo. Più precisamente, c’è un’assunzione implicita: che si sappia a priori la quantità di numeri nell’urna, o degli umani che vivranno. Stiamo cioè usando la probabilità alla rovescia: dal punto di vista di un bayesiano, ogni giorno che passa (e quindi ogni accrescimento del numero di esseri umani vissuti) allunga l’età media stimata in questo modo. Non mi sembra una grande idea, no?

Ultimo aggiornamento: 2026-06-11 13:23

Ultimo aggiornamento:: 2026-06-11

16 commenti su “La matematica e la fine dell’umanità”

  1. J. Richard Gott III passò davanti al muro di Berlino costruito 8 anni prima nel 1969, non nel 1939.

    Ma la popolazione mondiale davvero sta crescendo esponenzialmente?

    1. un cattolico

      Quindi devi ancora correggere il testo in “Questo senza considerare che il numero di nati al momento sta ancora crescendo esponenzialmente…”?

  2. Grazie dello spunto Maurizio. In ogni caso trovo la teoria molto sciocca. Ho letto nell’articolo sullo SI i principali argomenti a confutazione, e non ho trovato il primo che mi è venuto in mente: io (come ciascuno di voi) non sono un campione casuale di un’unità estratto dall’intera popolazione passata presente e futura della specie umana. Sono tutto, fuorché un campione casuale!
    Ricordo di avere letto questo “indovinello” su un testo che parlava del principio di massima verosimiglianza. Un turista appena arrivato in una città straniera vede un autobus della linea urbana 82. Qual è la migliore stima del numero di linee di autobus urbane di quella città? 82, ovviamente, perché questo massimizza la probabilità di avere visto quel numero. Ma questo presuppone che il turista non abbia /alcuna/ informazione sulla città che sta visitando. C’è un racconto molto simile a proposito degli americani che dopo lo sbarco in Normandia avevano stimato il numero di carri armati tedeschi.
    E andiamo avanti sulle predizioni fatte con campioni “casuali” di numerosità unitaria. Ma dai.

    P.S.: c’è da sistemare i link nel tuo articolo, uno s’è preso tutto il testo.

    1. la stima sui carriarmati, se non ricordo bene, non partiva da un singolo numero di serie ma da un gruppo di numeri, il che dà una mano.

      1. E questo dovrebbe anche aiutare a capire perché noi non siamo campioni casuali dell’insieme degli esemplari, senza tempo, della specie umana. Sono stato “estratto” io. Estraiamo qualcun altro ora. Chi? Mio fratello, mia madre, mia figlia? Oppure tu? Oppure il primo che risponde a un numero di telefono composto casualmente? Ma pensa un po’, quanto siamo vicini, in ordine di nascita! Che coincidenza!

    2. un cattolico

      “Un turista appena arrivato in una città straniera vede un autobus della linea urbana 82. Qual è la migliore stima del numero di linee di autobus urbane di quella città? 82, ovviamente, perché questo massimizza la probabilità di avere visto quel numero. Ma questo presuppone che il turista non abbia /alcuna/ informazione sulla città che sta visitando.”

      A Roma, per esempio, quasi sempre le prime due cifre ti dicono solo da che zona parte e a che zona arriva l’autobus. Ma quasi sempre! Ovviamente ci sono eccezioni dovute alle varie classificazioni succedutesi nel tempo (pareva brutto uniformare sempre!) o semplicemente alla saturazione dei numeri utili o alla disattenzione/creatività dei funzionari ATAC.

      https://www.odisseaquotidiana.com/2024/09/criterio-numerazione-bus-roma.html

      1. Da romano, direi che non sia neppure “quasi”. Mi stupirei se il numero di linee che si conforma a quel criterio superasse la metà. E non so perché in quell’articolo dicano che quel criterio sia tuttora “vigente”, visto che di fatto non lo è: forse semplicemente nessuno ha mai detto ufficialmente che non lo è più.

        1. trent’anni fa funzionava per le linee a tre cifre. Poi non so come sono cambiate le cose.

          1. Ho fatto una verifica sui primi 120 numeri e almeno in questa porzione ha ragione Daniele:

            viola la regola il 61% delle linee a 3 cifre,
            rispetta la regola il 31%
            rispetta la logica dello 0 per extra GRA ma non gli spicchi l’8%

            011 viola (tutto fuori dal GRA)
            012 viola (tutto fuori dal GRA)
            013 viola (tutto fuori dal GRA)
            014 viola (tutto fuori dal GRA)
            016 viola (tutto fuori dal GRA)
            016F viola (tutto fuori dal GRA)
            017 viola (tutto fuori dal GRA)
            018 viola (tutto fuori dal GRA)
            020 viola (tutto fuori dal GRA)
            021 rispetta
            022 rispetta
            024 viola (tutto fuori dal GRA)
            025 viola (tutto fuori dal GRA)
            027 viola (tutto fuori dal GRA)
            028 rispetta la logica (ma non gli spicchi: sarebbe il 9 non il 2, a meno che abbiano rivisto i confini degli spicchi)
            029 viola (tutto dentro il GRA)
            030 viola (tutto fuori dal GRA)
            031 viola (tutto fuori dal GRA)
            032 viola (tutto fuori dal GRA)
            033 viola (tutto fuori dal GRA)
            035 viola (tutto fuori dal GRA)
            036 viola (tutto fuori dal GRA)
            036L viola (tutto fuori dal GRA)
            037 viola (tutto fuori dal GRA)
            038 rispetta
            039 rispetta
            040 rispetta
            040F rispetta
            041 rispetta
            041F rispetta
            042 viola (tutto fuori dal GRA)
            043 rispetta
            045 viola (tutto fuori dal GRA)
            046 rispetta la logica (ma non gli spicchi: sarebbe il 5, non il 4, a meno che abbiano rivisto i confini degli spicchi)
            047 rispetta la logica (ma non gli spicchi: sarebbe il 5, non il 4, a meno che abbiano rivisto i confini degli spicchi)
            048 viola (tutto fuori dal GRA)
            049 viola (tutto fuori dal GRA)
            051 viola (tutto fuori dal GRA)
            052 viola (tutto fuori dal GRA)
            053 viola (tutto fuori dal GRA)
            054 viola (tutto fuori dal GRA)
            055 viola (tutto fuori dal GRA)
            056 viola (tutto fuori dal GRA)
            057 viola (tutto fuori dal GRA)
            058 rispetta
            058F rispetta
            059 viola (tutto fuori dal GRA)
            062 viola (tutto fuori dal GRA)
            063 viola (tutto fuori dal GRA)
            065 viola (tutto fuori dal GRA)
            066 viola (tutto fuori dal GRA)
            070 rispetta
            071 viola (tutto fuori dal GRA)
            073 viola (tutto fuori dal GRA)
            074 viola (tutto fuori dal GRA)
            075 rispetta la logica (ma non gli spicchi: sarebbe il 5, non il 7)
            078 rispetta
            081 viola (tutto fuori dal GRA)
            088 rispetta la logica (ma non gli spicchi: sarebbe il 7, non l’8, a meno che abbiano rivisto i confini degli spicchi)
            088F rispetta la logica (ma non gli spicchi: sarebbe il 7, non l’8, a meno che abbiano rivisto i confini degli spicchi)
            089 viola (tutto fuori dal GRA)
            100 rispetta
            104 viola (tutto nello spicchio 5)
            105 rispetta
            105L rispetta
            106 viola (tutto tra spicchio 5 e fuori GRA)
            107 viola (tutto fuori dal GRA)
            111 viola (tutto nello spicchio 4)
            113 viola (tutto nello spicchio 5)
            115 rispetta
            117 rispetta
            118 viola (inizia nel Centro, ma si estende lungamente tra spicchio 5 e 6)
            119 rispetta

          2. Come ho scritto, io sapevo della situazione degli anni ’90, o almeno di quello che diceva ATAC (e che avevo controllato per le poche linee che mi servivano)

          3. Grazie per la conferma. A me lo dicono sia la pratica quotidiana sia un’occhiata a campione sulla cartina delle linee (come questa, anche se non ci sono le linee di Ostia e periferiche): https://www.atac.roma.it/docs/default-source/mappe-tpl/mappa-roma-citt%C3%A0.pdf

            Guardando per esempio le zone con molti capolinea (i numeri nei rettangoli), come l’area della stazione Termini, Piramide e le stazioni Ostiense e Trastevere, piazzale Clodio e così via, spicca la quantità di linee con un numero di una o due cifre, o che inizia con una lettera, o di tre cifre ma non compatibili (per esempio dallo stesso capolinea non dovrebbero poter partire il 170 e il 223, persino senza controllare a che zone corrispondano).

  3. Leo Rotundo

    La probabilità in certi casi è paradossale, la previsione di Richard Gott non migliora di molto una previsione totalmente causale, è come se avesse detto: “Per sapere se il muro di Berlino sarà in piedi fra 24 anni lancia in aria una moneta”.

I commenti sono chiusi.

Torna in alto