Di chi stiamo parlando?
Oggi La Stampa riporta una lettera dell’ambasciatore kazako che spiega come Mukhtar Ablyazov sia in realtà un criminale (non dice “efferato” ma lo lascia capire).
Non entro nel merito delle sue accuse. Mi limito a fare notare che il “pericoloso criminale” che è stato portato in tutta fretta in Kazakistan non è stato Ablyazov, ma sua moglie (per non parlare di sua figlia). In tutta la lettera non c’è un accenno che sia uno alla signora Shalabayeva: la cosa più caritatevole che si può pensare è che sia stata riportata in patria per avere uno (anzi due) ostaggi. Giudicate voi.
p.s.: la frase più bella è però questa: «In altre parole, il Sig.re Ablyazov dispone di un paio di media sul suo libro paga. Questo non lo rende certo un leader politico.» Se fossimo in un film, ci sarebbe da ridere.

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