Dopo l’ufficializzazione dello scisma dei lefebvriani, che farà papa Leone XIV? La mia ipotesi è che nel 2027 si dirigerà contro l'”accordo” con la Cina per la nomina dei vescovi. Anche senza pensare agli alti lai pubblicati regolamente da Sandro Magister, è un fatto che anche se formalmente Vaticano e Pechino dovrebbero accordarsi sui nomi dei nuovi vescovi le scelte sono tutte fatte dalla Cina: la scommessa di Bergoglio è essenzialmente persa. Direi che Prevost ha ormai mostrato la sua idea di pontificato, che non fa grandi proclami ma è dottrinalmente rigidissima, e non si cura più di tanto di cosa dicono i media. Il passo successivo è per l’appunto la Cina: ma non lo farà subito perché in questo momento i tradizionalisti, almeno nelle mia bolla Twitter, stanno dicendo “E allora la Cina?” Quindi lascerà sedimentare un po’ e poi partirà in quella direzione.
Quello su cui non ho idea è cosa farà invece con la Fraternità di San Pietro, cioè con gli ex lefebvriani che dopo il primo scisma del 1988 sono tornati nella Chiesa cattolica e hanno avuto il permesso di celebrare messa secondo il rito tridentino (non so se nella versione del 19622 o precedente). Non mi stupirei se il Vaticano trovasse una soluzione tipo chiedere esplicitamente alla Fraternità di accettare il Novus Ordo (credo che sia già implicito, ma non si sa mai) e in cambio affermare che il Vetus Ordo non è una forma straordinaria ma un rito standard; ma qui la mia formazione teologica nulla potrebbe farmi dire castronerie.
