La reggia di Venaria
Credo che l’ultima volta che io avessi visitato la reggia di Venaria via Andrea Mensa fosse ancora aperta alle auto e della reggia non ci fosse praticamente rimasto nulla. D’altra parte quello che non aveva portato via Napoleone era stato riciclato dai Savoia per le altre loro residenze, e avere avuto per centocinquant’anni una caserma non aveva aiutato molto. Ho così sfruttato l’attimo e portato due gemelli (di cui uno molto recalcitrante come al suo solito) e mia mamma (che però si stanca subito) a vedere il palazzo.
Comincio col dire che i cartelli che indicano i parcheggi sono messi in posti così casuali che non sono riuscito a capire dove parcheggiare, e alla fine ho deciso di lasciare la macchina nella piazza del mercato, che sarà a 400 metri dalla reggia. Per quanto riguarda la visita vera e propria, la reggia è stata indubbiamente restaurata in modo superlativo, ma la mancanza della maggior parte degli arredi originari fa sì che molte stanze siano semplicemente state riempite di quadri e arazzi d’epoca, il che però non dice molto a un visitatore più o meno casuale come me. Anche i cartelli esplicativi potevano essere più completi. Tutt’altra cosa sono invece i giardini. Nel 2019 sono stati votati i più belli d’Italia, e devo dire che fanno un effetto incredibile. Con Cecilia ne abbiamo visto solo un pezzettino, mentre mia mamma si riposava e Jacopo sbolliva la rabbia, ma l’estetica unita alla cura è davvero spettacolare. Anche la parte delle scuderie ha presentato una bella sorpresa, con il bucintoro che i Savoia avevano comprato per scimmiottare i dogi veneti e che è l’unico rimasto al mondo; la cappella di sant’Uberto, pur essendo spoglia, mostra la maestria dello Juvarra, che era sicuramente un genio.

[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al ![[bersaglio]](https://i0.wp.com/xmau.com/notiziole/wp-content/uploads/sites/6/2021/07/q529a.png?resize=367%2C386&ssl=1)
Jean-Paul Delahaye è un matematico francese che ha tenuto per qualche decennio la rubrica di giochi matematici su Pour la Science, l’edizione francese di Scientific American. In questo libro (Jean-Paul Delahaye, Le Fascinant Nombre Pi, Pour la Science 1997, pag. 224, ISBN 9782902918256) racconta la storia di pi greco, partendo però con due capitoli iniziali sulle definizioni e le curiosità legate al numero, per non spaventare troppo i lettori, e terminando con alcune considerazioni sulla sua normalità e aleatorietà, o meglio sui concetti generali in matematica… anche perché non è che si possa applicarli in modo semplice, almeno per il momento. Ho trovato il libro piuttosto interessante, anche perché diverso dalle trattazioni che si trovano in giro. 
