The great Silvio in the Sky
[noticina iniziale: non mi ricordo più chi aveva fatto il Decalogo del Bravo Bloggher che diceva di non scrivere mai post importanti nel weekend perché non sarebbero stati letti, ma aspettare il lunedì. In effetti quasi tutti i post al riguardo sembrano stati scritti stamattina…]
Onestamente non credo che la scelta del governo di aumentare l’IVA sugli abbonamenti Sky (rectius, eliminare l’agevolazione che l’abbassava dal 20% al 10%) sia stata voluta per tarpare le ali all’unico concorrente attuale dell’azienda televisiva del PresConsMin. Possiamo discutere, come fa ad esempio Mfisk, se in effetti non fosse corretto lasciare un’agevolazione per la “diffusione radiotelevisiva con accesso condizionato effettuata in forma digitale a mezzo di reti via cavo o via satellite”, esattamente come ci chiediamo da anni perché tra le forme di intrattenimento che godono di una riduzione dell’IVA non ci siano anche i dischi. Ma è anche vero che la facilitazione era stata data per agevolare la partenza sul mercato delle pay-tv (non solo Sky, come Berlusconi afferma: nel 1995 non c’era ancora un monopolista).
Quello che vedo però sono due cose: che Silvio ha la coda di paglia, visto che è stato pronto a dire che ha solo tolto un privilegio dato dalla sinistra (ma non si dice più “dai comunisti”?) e che pagherà anche Mediaset – cosa di cui non sono così certo, visto quanto scritto sopra e tenuto conto che il digitale terrestre non è né cavo né satellite); e soprattutto che Murdoch, che non è certo un agnellino, sarà pronto a sfruttare fino in fondo la campagna “conflitto di interessi”, che per la prima volta verrà da un pulpito ad ampia visibilità. Ripeto: che ci sia davvero conflitto di interessi anche in questo caso, non ne sarei certo. Ma tanto quello che conta è sempre quello che la gggente capisce, e può darsi che stavolta i filoberlusconiani siano toccati molto di più che per tutto il resto…
