aumenti a senso unico
Non vado certo pazzo per l’aumento del prezzo del biglietto dei mezzi a Milano, che il prossimo settembre passerà da un euro a un euro e mezzo. Perlomeno, l’equivalenza “un euro uguale mille lire” è stata rimandata di dieci anni; fino all’autunno 2001 il biglietto costava 1500 lire, passate a 1950 un paio di settimane prima della conversione alla moneta unica europea. Se gli abbonamenti non aumentano sarà almeno una buona notizia; il passaggio della validità da 75 minuti a 90 è invece inutile, visto che in metropolitana si può comunque fare solo un viaggio.
Ma la vera presa per i fondelli di questa giunta è un’altra. Sei costretto ad aumentare il prezzo del biglietto del 50%? Va bene. Ma contestualmente aumenti del 50% tutte le tariffe delle aree di sosta e il ticket Ecopass, magari già che ci sei eliminando alcune esenzioni; e termini aggiungendo una tassa comunale sulle tariffe dei parcheggi privati nelle aree centrali della città. Mica per fare inviperire ancora più gente, no: ma per una ragione molto più banale. Se andare in città in auto costa lo stesso e andarci con la metro costa di più, la gente col cavolo che va coi mezzi. Se il risultato vuole essere quello di affossare definitivamente ATM, cosa che nemmeno la coppia Moratti-Catania era riuscita a fare, ditelo subito…
