trasporti

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discarica ciclabile

su una sedicente pista ciclabile Avevo già parlato della pista ciclabile provinciale del Naviglio Pavese. Ah, naturalmente in Provincia non mi ha mai risposto nessuno.
Ad ogni modo, non c’è segnaletica, se non un quasi invisibile cartello di divieto di accesso, ed è stata tolta la sbarra che chiudeva il passaggio. Così ai motorini si sono aggiunti gli scooteroni, e non mi stupirei di vedere passare qualche finto SUV. Ma il peggio è che è ritornato il vezzo di usare il posto come discarica, come si può notare qua e qua (la versione più grande della fotina quassù).
Si accettano scommesse su come sarà la situazione ad aprile.

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fluidificare il traffico

Non so quanti soldi abbia speso l’assessore Goggi per restringere i marciapiedi in viale Papiniano, in modo da spostare i posti auto e ottenere così tre corsie da San Vittore a corso Genova. Peccato che – come del resto corretto – i marciapiedi vengano allargati all’altezza degli incroci, così come davanti al distributore di benzina dove comunque non ci sarebbe stato spazio. Cosa succede allora? che la gente parcheggia a filo del marciapiede, probabilmente perché il neurone dedicato alla ricerca di un posto libero non riesce a immaginare la ragione di quell’improvvisa differenza di posizione. In pratica, così, si continuano ad avere due corsie, con l’aggravante di creare in prossimità degli incroci un po’ di ingorghi di cui si poteva fare tranquillamente a meno e di costringermi a non certo esaltanti slalom in bicicletta.
Considerando che solitamente ci sono sempre dei vigili a un paio di centinaia di metri, trovo che un costante passaggio con relativo stacco di multe non sarebbe una pessima idea. Al limite ci si rifà un po’ dei costi sostenuti.

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