Viaggio al centro della terra (libro)
Tra le tante opere famose di Verne, non avevo mai letto Viaggio al centro della terra: come mi capita ultimamente, ho preso la palla al balzo per verificare che mio figlio lo stesse davvero leggendo e comprendendo. Devo concordare con quanto scrive Philip Ball, che stavo leggendo in contemporanea e che ritiene che le opere di H.G. Wells abbiano retto molto meglio il passaggio del tempo: se devi scrivere fantascienza è meglio evitare di mettere troppa scienza (come succede nella odierna hard SF). Il libro (Jules Verne, Viaggio al centro della terra [Voyage au centre de la Terre], Feltrinelli 2019 [1864], pag. 304, € 9, ISBN 9788807903472, trad. Stefano Valenti) spesso sembra più che altro un manuale di geologia, spiegata dal giovane protagonista Axel che tra un dubbio e l’altro non può fare a meno di spiattellarci tutto quello che conosce delle rocce incontrate nel percorso. Questo è un tipico caso di un’opera che viene meglio in una versione cinematografica, dove si possono tagliare le descrizioni inutili.
Ho anche molti dubbi sulla traduzione di Stefano Valenti, a partire dall'”acide nitrique” che è diventato “acido citrico” nelle prime pagine. Fare una nuova traduzione di un testo di un secolo e mezzo fa dovrebbe renderlo più scorrevole, cosa che non mi pare sia successa.

Di per sé non ho nulla contro un libro di curiosità sui numeri; in fin dei conti ne ho scritto uno anch’io. In questo caso (Jamie Buchan,
Romanzo ambientato nella Sicilia del 1934, questo libro (Franco Forte e Vincenzo Vizzini,
Nella storia della fantascienza sono noti i cosiddetti “juveniles” di Heinlein: racconti dove il protagonista è un giovane ragazzo (rigorosamente maschio, ricordiamoci che stiamo parlando di libri scritti tra il 1947 e il 1958) che fa cose ” da adulti”. Definirli banalmente “libri per ragazzi” è riduttivo: Heinlein li scrisse per un pubblico di tutte le età, e la differenza principale con i romanzi per così dire standard è solo nella possibilità di un giovane lettore di immedesimarsi con i protagonisti. Ecco: in questo caso (Isolde Fulke,
Il sottotitolo di questo libro (Sabine Hossenfelder,
Confesso di essere rimasto deluso da questo libro (Martin Latham,
All’apice della Beatlemania i Quattro di Liverpool non erano famosi solo per la loro musica ma anche per le risposte che davano durante le conferenze stampa, in tempi tra l’altro in cui non c’erano certo i social media manager a preparare il tutto in anteprima. In questo libro (Jem Roberts,
Come contraltare a Caos quotidiano che aveva tessuto le lodi della non-strtutturazione ho preso questo libretto (Stephen Few,