_Everybody Lies_ (ebook)
[Nota: esiste la traduzione italiana, La macchina della verità, che però non ho letto] Seth Stephens-Davidowitz si è inventato un nuovo campo di studi: usare Google Trends (ma anche YouPorn…) per studiare i comportamenti della gente evitando l’intermediazione dei sondaggi dove non è detto che chi risponde dica la verità, anche se protetto dall’anonimato, mentre se deve cercare informazioni è costretto a indicare cosa vuole. Nel libro (Seth Stephens-Davidowitz, Everybody Lies: Big Data, New Data, and What the Internet Reveals About Who We Really Are, Dey St. 2018, pag. 357, € 8,82, ISBN 9780062390875, link Amazon) vengono fatti alcuni esempi sfruttando i dataset ottenuti da Google… e PornHub. Il merito maggiore del libro a mio parere non è tanto il mostrare come le risposte che storicamente abbiamo dai sondaggi sono spesso errate: in fin dei conti non è che tutti noi abbiamo a disposizione i dati da lui usati, e comunque la metodologia è necessariamente grossolana essendo il risultato di un’osservazione indiretta. Molto più utile è il ricordarci la grandissima quantità di dati a disposizione di pochi player (dati probabilmente per loro neppure anonimizzati) e la possibilità per domande secche del tipo preferenza A/B di avere un’analisi molto più puntuale di quello che si può ottenere con un sondaggio. Insomma, un libro che porta a farci domande che non ci sarebbero mai venute in mente.

Le geometrie non euclidee sono un altro dei temi che i matematici amano trattare, un po’ come l’infinito. Questo significa naturalmente che è difficile trovare qualcosa di davvero nuovo, soprattutto quando uno ha letto una decina di libri sul tema. Devo però dire che in questo caso (Laura Catastini e Franco Ghione, Geometrie senza limiti : I mondi non euclidei, Il Mulino 2018, pag. 244, €15, ISBN 9788815274236,
Questo (Laura Catastini, Noi e la matematica: un divertimento a ostacoli, Il Mulino 2017, pag. 224, €15, ISBN 9788815267337,
Nuova versione, creata da Illumination, del classico libro del Dr. Seuss,
Raccolta di saggi ripubblicata dal Corriere della Sera, questo libro (Paolo Maroscia et al (ed.), Matematica e letteratura : Analogie e convergenze, Corriere della Sera (Biblioteca Matematica) 2018, pag. 285, € 8,90) cerca di fare un’operazione a mio parere inutile se non dannosa: mostrare come matematica e letteratura siano due facce della stessa medaglia. Posso comprendere l’idea sottostante, vale a dire convincere i letterati della bellezza della matematica. Però in questo modo si rischia di tirare fuori collegamenti artificiosi che portano al risultato opposto, come nel caso del saggio su Dostojevskij che pure di punti esplicitamente matematici ne ha. Meglio il saggio su Sinisgalli, probabilmente perché lui aveva davvero una visione unitaria o piuttosto “parallela” di letteratura e matematica, o quello di Zellini su Wiener. Perfetto infine il saggio di Carlo Casolo su matematica e sogni: è proprio quello che mi sarei aspettato in tutto il libro…
Come è possibile che capitino tante coincidenze? È vero che c’è un ordine nascosto dietro quello che ci appare casuale? La risposta è negativa, e lo statistico David Hand lo spiega molto bene in questo libro (David J. Hand, Il caso non esiste: Perché le cose più incredibili accadono tutti i giorni [The Improbability Principle], BUR 2015 [2014], pag. 318, € 11, ISBN 9788858670392, trad. Andrea Zucchetti,
Io non conoscevo le opere di Sinisgalli se non per sentito dire. Ho così pensato di cercare questo suo libro (Leonardo Sinisgalli, Furor Mathematicus, Ponte alle Grazie 1995² [1950], pag. 381, ISBN 9788879283250), scoprendo che è fuori catalogo da una vita (e non esiste naturalmente in formato digitale): per fortuna il prestito interbibliotecario ha supplito a questa mancanza. Che dire? Innanzitutto bisogna tenere presente che il libro è in realtà la raccolta di più brevi opere, tutte scritte nella prima metà degli anni ’40 del secolo scorso e su vari temi. Furor mathematicus che dà il nome alla raccolta parla di matematica, ma abbiamo anche una raccolta di pagine sull’architettura (non mi ha detto molto, a parte l’Appendice), un dialogo tra un Re e un Indovino, e una raccolta di aforismi vari, Horror vacui, piuttosto interessante. Ammetto di avere avuto qualche difficoltà nella lettura, sia perché spesso Sinisgalli parla di avvenimenti a lui contemporanei che non hanno retto al tempo trascorso. Per una strana serie di casi so chi era Fantappiè e cosa aveva fatto, ma il pittore Scipione non mi dice nulla… La prefazione di Oretta Bongarzoni non l’ho proprio capita, a dire il vero.
A che serve il latino? A tante cose. No, non a imparare la logica; al più ad ampliare la propria visione del mondo. Può però anche servire a divertirsi, come mostra l’anonimo autore di questo libretto (Pericle Piola, Il latino per tutte le occasioni, Garzanti 2017, pag. 146, € 10, ISBN 9788811676409,