Roald Dahl, _Tutti i racconti_ (libro)
Per molti, Roald Dahl è semplicemente l’autore di Charlie e la fabbrica di cioccolato, o peggio ancora del film tratto da quel famoso libro. Sì, nel film gli altri ragazzini finiscono in situazioni un po’ preoccupanti, ma nulla di grave. Il guaio almeno per un pauroso come me è che in genere nei suoi racconti, qui riuniti in un unico volume, (Roald Dahl, Tutti i racconti, Longanesi 2009, pag. 825, € 26, ISBN 9788830426849, vari traduttori) Dahl è troppo bravo a creare un’atmosfera davvero creepy. Dopo la sua prima raccolta – che stranamente non è quella con cui parte il libro – che è più autobiografica e legata alla seconda guerra mondiale, Dahl comincia a creare ambientazioni che sembrano quasi reali, tipicamente con qualcuno che cerca di truffare qualcuno oppure una coppia ormai in crisi; avvinghia il lettore e aggiunge particolari del tutto inverosimili ma che almeno a me fanno paura. La costruzione della storia è sicuramente il suo punto forte, fino a raggiungere un climax che non è necessariamente espresso, vedi per esempio “Nunc dimittis”.
Devo dire che i tanti traduttori dei vari racconti hanno fatto un ottimo lavoro per armonizzare lo stile, cosa che non è affatto scontata!

Indubbiamente a Mickaël Launay la matematica piace. Piace così tanto che non si capacita che chi matematico non è non riesca a capire quanta bellezza ci sia in essa, e così ha pensato di scrivere questo libro (Mickaël Launay,
Nicola Gardini ha un amore totalizzante per la lingua e la letteratura latina, come si vede in questo libro (Nicola Gardini,
Haim Shapira è quello che nel mondo anglosassone si chiama un polymath, uno che si dedica a tantissime cose diverse. Stavolta (Haim Shapira, 8 lezioni sull’infinito [Eight Lessons on Infinity], Sperling & Kupfer 2019 [2019], pag. 255, € 16,90, ISBN 9788820067991, trad. Giuseppe Romano,
Pupi Avati non si è accontentato di girare
Il titolo di questo libro (Giorgio Chinnici, Il labirinto del continuo : Numeri, strutture, infiniti, Hoepli 2019, pag. 224, € 15,99 (cartaceo: 19,90), ISBN 9788820391195,
La collana Grandi idee della matematica, che Hachette Fascicoli ha preso dalla Spagna, apre con un libro (Francisco Javier Mateos Maroto, In principio era il numero : L’umanità impara a contare [En el principio fue el número], Hachette Fascicoli 2019, pag. 135, €1,99, trad. Maria Peroggi)… che non è di matematica, il che ha senso visto che prima della matematica è nato il senso di numerosità, e non abbiamo certo tracce esplicite di cosa gli uomini facevano decine se non centinaia di migliaia di anni fa. Il guaio, almeno per me, è che questo è significato mettere fortemente l’accento sul cognitivismo matematico, che per me non funziona. Potete dire quello che volete, ma pensare che le api “comprendano il concetto di zero” perché se imparano a scegliere il luogo con meno figure allora preferiscono quello senza figure mi pare che non tenga conto che per esempio potrebbero semplicemente considerare il colore. Più classica – ed effettivamente con molti esempi – la parte sui sistemi di numerazione. Sospendo per il momento il giudizio per vedere come funzioneranno i volumi più matematici.
Adolf Hitler si suicidò il 30 aprile 1945 nel bunker sotto la cancelleria in cui si era rifugiato nelle ultime settimane di guerra, e il suo corpo venne immediatamente cremato per evitare che finisse nelle mani dei russi. Eppure furono in tanti ad affermare che in realtà era riuscito a fuggire e riparare in Sudamerica. Quali sono le prove che abbiamo? I giornalisti Jean-Christophe Brisard e Lana Parshina, lui francese e lei russo-americana, hanno scritto questo libro (Jean-Christophe Brisard e Lana Parshina, L’ultimo mistero di Hitler [La mort d’Hitler], Ponte alle Grazie 2018 [2017], pag. 409, € 19, ISBN 9788868338626, trad. Michele Zaffarano, Valentina Ballardi, Luigi Toni,