Clara e la giramondi (libro)
Comincio con la recensione di mia figlia undicenne, visto che il libro (Marco Pagot, Clara e la giramondi, Forevera 2020, pag. 239, € 9,39, ISBN 9798678402516) ha come target principale le ragazze: “È molto molto bello”. Visto che aveva letto in una giornata la seconda metà, ho cercato di tirarle fuori qualche parola in più, aggiungendo “ma a te non piacciono i libri di fantascienza!” al che la risposta è stata “sì, ma questo è diverso…” Preso atto che la sua carriera di recensora non è ancora sbocciata, mi sa che tocchi a me parlare del libro. Dopo averlo letto, capisco perché possa piacere alle ragazze: la storia è indubbiamente di matrice fantascientifica, con la possibilità di viaggiare tra mondi paralleli, ma è anche indiscutibilmente legata al presente, con Clara che fa i video Instagram dove spiega la matematica e tra un’avventura e l’altra manda messaggi Whatsapp a sua zia per rassicurarla che sta andando tutto bene – cosa che ovviamente non è vera, sennò che storia sarebbe? D’altro canto non si può certo dire che si tratti di chick-lit: come dicevo, l’ambientazione di base è fantascientifica. Consiglio insomma la lettura a grandi e a meno grandi: sono sicuro che si divertiranno. Piccolo spoiler finale: il libro termina con Estrema Riluttanza.


Io affermo sempre scherzando che ho studiato armonia sui Sacri Testi Beatlesiani. La verità è un po’ diversa: non ho mai completato lo studio dell’armonia, anche se da ragazzo ho letto una buona metà del Rimskij-Korsakov, e ho insomma solo un’idea generica dell’armonia classica e delle differenze con l’armonia pop-rock. Con questo libro (Emilio Capalbo e Maurizio Marzo,
A parte quella italiana, io generalmente ho frequentato solo la matematica ricreativa in lingua inglese, per ovvie ragioni linguistiche. Non so se sia una grande idea, leggendo questo libretto. (Louis Thépault,
Questo fumetto (Paolo Bacilieri,
Questo libro (Matteo Motterlini,
Nelle ultime pagine del libro, Pietro Greco racconta che in fin dei conti lui si chiamava P.Greco e quindi era destino che prima o poi dovesse scrivere una storia di questo numero. Il testo (Pietro Greco,